Rinvio Toro-Parma, la rabbia di chi arriva da fuori: “Non potevano dircelo prima?”

Esclusiva TN / La testimonianza del tifoso marchigiano Alessio Breccia: “Ecco cosa vorrei dire al Prefetto di Torino”

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Il rinvio di Torino-Parma, match in programma ieri alle ore 15, è stato ufficializzato solo alle ore 11.30 circa: notevoli sono stati i disagi di chi era in arrivo o è arrivato a Torino da fuori città, che ha impiegato tempo e risorse invano. Come il tifoso granata Alessio Breccia, che ha intrapreso il consueto viaggio di oltre 500 km inutilmente. Alessio ha 40 anni, fa parte dello storico gruppo della Maratona “The Van – Marche” e a Toro News racconta come è andata la sua domenica.

Alessio, come avete accolto la notizia del rinvio?

“Io ho 40 anni, da 31 ho l’abbonamento in Maratona. Con i The Van, di base, uno o due pulmini per le partite a Torino li riempiamo sempre. Ieri ci siamo svegliati come sempre alle 6 di mattina per partire alla volta di Torino, non avendo avuto alcuna novità in merito alla disputa di Torino-Parma. Poi, arrivati ad Asti, alcuni amici ci hanno avvisati del rinvio. Non eravamo esattamente felici: io arrivo da un paese in provincia di Ancona, a oltre 500 km di Torino, ma ci sono amici del nostro gruppo che arrivano anche dal Maceratese”. 

Quale è il vostro stato d’animo ora?

“Siamo amareggiati, anzi posso dirlo? Inc… ati. Seguo il Toro da tanto tempo e di rinvii ne ho visti: per neve, per lutti, per incidenti. Sempre cose sostanzialmente imprevedibili, quindi nulla da dire. In questo caso, però, siamo rimasti basiti: il primo contagio a Torino di Coronavirus c’era stato sabato, a mio avviso c’era tempo per prendere la decisione sabato sera. Una volta che il virus è arrivato a Torino, era prevedibile che ci potessero essere altri contagi, no? Prendete la decisione sabato sera, avvisate tutti per tempo ed evitate disagi ai tifosi, che vanno rispettati perchè fanno girare il sistema calcio. Vale per noi e ovviamente anche per i supporters del Parma che erano già arrivati a Torino”. 

Il Prefetto di Torino, Palomba, ha affermato che il rinvio del match tra Torino e Parma era inevitabile. C’è qualcosa che vorresti rispondergli?

“Sì, tre cose. La prima è che non so come mai la partita di Basket al Pala Ruffini si sia svolta regolarmente: hanno tenuto chiuso un luogo aperto come lo stadio e tenuto aperto un luogo chiuso come il palazzetto. La seconda è che mi pare che i centri commerciali a Torino siano rimasti aperti e mi sembra che siano ambienti ancora più promiscui dello stadio. La terza è che mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso zelo da parte delle autorità nell’evitare che in curva Primavera ci fossero incidenti tra tifosi di opposte fazioni negli scorsi mesi”. 

Tutto chiaro. Altro da aggiungere?

“Non è il fare 1000 km in più o in meno che mi cambia la vita, però sembra che in Italia sia impossibile fare le cose per bene fino in fondo. E poi questo episodio mi ha riportato con la mente a tutte le occasioni in cui a Torino le domeniche ecologiche e i blocchi del traffico si sono programmati sempre e solo nelle domeniche in cui a giocare in casa era il Torino e non l’altra squadra. Fatemi concludere con una battuta. Noi granata siamo abituati ad avere a che fare con persone infettate… quelle della sponda bianconera”.

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  1. Fb - 8 mesi fa

    Dai, poteva andarti peggio, tipo trasferta a Brescia o Novara
    Almeno Torino e una bella citta, hai fatto una bella Gita

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  2. pupi - 8 mesi fa

    RIMBORSI – Nella condizioni di vendita dei biglietti pubblicate sul sito della Juventus, l’articolo 6 prevede che l’obbligo di giocare a porte chiuse non generi diritto al rimborso per gli spettatori. Situazione per cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento verso il club bianconero e altre otto società.

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