La contestazione non trova pace neanche il 4 maggio, ma non tutti i tifosi granata la pensano allo stesso modo...

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Squadra fischiata e contestata. “C’è solo il Grande Torino” e cori contro Cairo

Fischi, fischi e ancora fischi. Forse mai come quest'anno il 4 maggio si è rivelato essere una giornata divisiva. Commemorazione, rispetto e commozione per il Grande Torino. Ma, in questo 4 maggio, è entrato anche dell'altro. Alcuni tifosi hanno deciso di impedire a Cairo di salire a Superga, in qualunque momento della giornata, con un presidio a partire dalla mattina. Altri hanno scelto di mettere da parte, per un giorno, questi moti ostili. Ma forse, i primi erano in maggioranza sul colle. All'arrivo del pullman della prima squadra, i giocatori granata, nel tragitto verso la Basilica, sono stati travolti da un'ondata di fischi di dissenso. Non tutti i tifosi, però, appoggiano questa scelta.

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"Per me è tutto cosi sbagliato. Superga è un luogo di pace, ricordi e amore per la nostra maglia. Ci sono altri mille luoghi. Non dico di non contestare ma per rispetto di chi ha perso la vita onorando la nostra maglia... Non meritano certe scene", commenta l'ex portiere - e grande tifoso - granata Lys Gomis sui profili social di Toro News. "Non era il momento e il luogo", scrive qualcun altro. O ancora: "Il vero tifoso del Toro sa il significato del 4 maggio. A Superga non si contesta". “Mi spiace sia stata contestata la squadra in quella che dovrebbe essere una giornata sacra - ha commentato, poi, Serino Rampanti in esclusiva a Toro News. Il 4 maggio bisogna pensare al Grande Torino e a cosa quella squadra ha voluto dire per l’Italia intera, a cosa ha lasciato in chi è venuto dopo di loro. Le contestazioni vanno lasciate fuori. Un luogo sacro che non va mai toccato. Si va lì in silenzio e ci si concentra su altro”, il parere dell'ex allenatore del Torino, a dimostrazione di quanto un evento simile abbia toccato anche persone che il Toro l'hanno vissuto e che tutt'ora restano molto attente alle questioni granata. Insomma, due facce di una stessa medaglia...

Quel che si è visto a Superga è stato un climax discendente di tensione. Dai grandi fischi alla squadra fino ad arrivare a un elevato numero di tifosi che ha fermato i giocatori per chiedere foto e scambiare sorrisi. Rimane però il segno di un'immagine, indelebile, forse anche nei giocatori granata, di una parte della tifoseria che come prima soluzione ha scelto la protesta, anche il 4 maggio. A questa soluzione, la gran parte della tifoseria sembra opporsi. La maggior parte dei tifosi non sembra d'accordo con questa scelta. Perché, forse, il 4 maggio doveva essere solo altro.

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