Le parole del difensore granata dopo l'incontro con i neroverdi
Scudetto 50 / Il Toro e l’ispirazione olandese (VIDEO)
Il Torino vince in casa e lo fa in rimonta con il Sassuolo. Al termine della gara, conclusasi per 2-1, il difensore centrale Enzo Ebosse ha commentato la prestazione in conferenza stampa.
Nel secondo tempo siete riusciti a ribaltarla anche grazie ai cambi di D’Aversa? “Nel primo tempo abbiamo iniziato in maniera troppo tranquilla. Era un po’ difficile, abbiamo avuto occasioni e purtroppo non abbiamo fatto gol. Nel secondo tempo siamo entrati in campo in un altro modo. Abbiamo spinto per riprendere la partita e siamo contenti di avere vinto contro una squadra forte”. Sei arrivato sotto traccia, ma poi ti sei imposto. Ti aspettavi di giocare con grande continuità? “Sono arrivato a gennaio e nessuno si aspettava che un giocatore che non giocava al Verona arrivasse al Torino. Ma io credo in me e sono contento di aver dimostrato la mia qualità. Questo è solo l’inizio perché, non avendo giocato i primi sei mesi, non sono ancora al 100%, ma mi sento sempre meglio partita dopo partita”.Quanto è stata decisiva la fiducia della squadra e dell’allenatore? “Sono arrivato in un buon gruppo e mi hanno sempre aiutato, il mister il direttore e i giocatori. Questo si vede in campo. Cerco di dare il massimo per loro. Mancano ancora due partite per finire nel migliore dei modi”.A Verona perché non giocavi? Al Torino sei insostituibile… “Questo non lo so, dovete chiederlo a mister Zanetti o al Verona. Io stavo bene e non avevo problemi particolari, ero sempre in panchina. Il calcio va così, ho cambiato squadra e oggi mi sento bene. Forse per gli obiettivi del Verona prendevo troppi rischi e facevano giocare altri che avevano uno stile di gioco diverso rispetto al mio. Può succedere con ogni allenatore. Magari se un domani cambiamo allenatore mi ritrovo in panchina”.Come lo vedi il futuro? Il Torino ti riscatta? “Io mi sento bene. Ho ancora un anno di contratto con l’Udinese ma la società granata ha il diritto di riscatto. Mi sembra siano contenti di me, io penso a dare il massimo e poi alla fine parleremo di tutto”. Tanti risultati in casa nonostante l’assenza dei tifosi… Come commenti? “Sono arrivato in un momento particolare e sicuramente l’assenza degli ultrà si è sentita, però noi quando scendiamo in campo pensiamo a dare il meglio, perché se i tifosi non sono allo stadio comunque ci guardano davanti alla tv”.È una rinascita per te quella di Torino? Lo è anche per D’Aversa forse. Per te la cosa migliore sarebbe rimanere qui con lui l’anno prossimo? “Il mister sta facendo bene, spero per lui che possa rimanere. Ma non decido io. Da parte mia, possiamo parlare di rinascita, perché ho avuto periodi difficili. La prendo così”.Cosa ha cambiato D’Aversa nel vostro modo di lavorare? “Io con mister Baroni ho fatto solo due settimane. La differenza c’è stata, ma per tutta la squadra è cambiata la mentalità. Lui ha portato uno stile di gioco diverso, tutti ci divertiamo anche se a volte perdiamo perché nel calcio succede, ma cerchiamo di dare il massimo per noi e per il mister, che ha salvato la società, eravamo messi male ma ci siamo ripresi bene, ora pensiamo a chiudere al meglio”.
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