Le parole del tecnico granata nel prepartita di Torino-Sassuolo
Culto: “Ma tranquillo, ci pensa Mazzola!” (VIDEO)
A pochi minuti dall'inizio di Torino-Sassuolo, il tecnico granata Roberto D'Aversa ha commentato il match ai microfoni di Sky. Di seguito le sue dichiarazioni.
Avete raggiunto l’obiettivo importante, ora restano queste tre giornate. Come si fa a tenere la squadra in tensione? E poi c’è il derby.“Abbiamo uno stimolo importante nell’ultima di campionato che ci vede giocare contro la Juventus. Abbiamo fatto un percorso importante in una situazione difficile. Eravamo a tre punti dalla zona retrocessione, ma gli stessi ragazzi sono stati bravissimi a uscire da una situazione non semplice. Detto questo però nel calcio bisogna ragionare non tanto sul passato, ma sul presente e sul futuro. Il presente ci vede oggi affrontare una partita contro il Sassuolo e dobbiamo cercare di finire in bellezza e non rovinare quanto di buono fatto in questo periodo. Le motivazioni dobbiamo cercarle dentro di noi perché facciamo uno sport bellissimo e dobbiamo ragionare sul fatto che magari anche avendo obiettivi personali far sì che venga messo al servizio della squadra”.L’ambiente ha la percezione del percorso che avete fatto? “Sicuramente i tifosi hanno apprezzato quello che abbiamo fatto in questo periodo. Però come ho già detto prima siamo ambiziosi e non ci accontentiamo di quello che è stato. Dobbiamo cercare di migliorare il nostro percorso perché nelle ultime partite c’è stato qualche risultato meno positivo, pur avendo giocato contro squadre forti come l’Inter e l’Udinese. Dobbiamo solo avere l’ambizione di cercare di migliorare non solo nella partita ma nel quotidiano. Ma devo dire che i ragazzi sotto l’aspetto del quotidiano non mi hanno mai dato preoccupazioni o deluso”.Anche da parte del club sente questa soddisfazione? “Il club mi ha chiamato per cercare di raggiungere questo obiettivo. L’obiettivo l’abbiamo raggiunto velocemente e quindi poi valuteremo. Il club ha fatto comunque una scelta iniziale di sostituire l’allenatore e penso che per quello che dovevo fare l’obiettivo l’abbiamo raggiunto. Adesso dobbiamo pensare a valorizzare ogni singolo giocatore e abbiamo il tempo per migliorarlo questo aspetto”.Lei ha avuto Radice come mister, come si porta della sua esperienza da allenatore? “Ogni qual volta che esco dallo spogliatoio c’è una bellissima fotografia del mister che saluto ogni volta che esco dallo spogliatoio. Avevo 19 anni, ne sono passati 31. Era un allenatore carismatico, molto bravo, che curava i rapporti umani. Arrivò in una situazione non bellissima di classifica, vincemmo il campionato dalla C alla B e devo dire che era una persona che aveva delle intuizioni perché nella finale, nonostante io facessi il centrocampista centrale, nella finale playoff mi spostò terzino per far giocare Milanetto centrale. Quindi era completo. Però credo che la cosa più importante siano i rapporti umani e lui sotto questo punto di vista era bravissimo. Ho sempre un bel ricordo di lui e ho un bellissimo rapporto con il figlio Ruggero, quindi approfitto per salutare la famiglia a cui sono molto molto legato”.
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