L'esterno algerino contro l'Udinese è mancato soprattutto nella gestione del pallone
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La seconda occasione da titolare non è bastata a Rafik Belghali per guadagnare terreno nelle gerarchie di Ignazio Abate. Con Niccolò Fortini fermato da un infortunio, l’esterno algerino aveva la possibilità di sfruttare l’assenza del compagno e candidarsi con maggiore forza a un posto dal primo minuto. Dopo le difficoltà mostrate contro la Roma, la sfida con l’Udinese rappresentava un’opportunità per riscattarsi e dare continuità ai segnali positivi offerti da subentrato. La risposta, però, è stata ancora poco convincente: tanta corsa e disponibilità, ma poca precisione nelle giocate e troppe imprecisioni per incidere davvero.
L'errore sul gol dell'Udinese
Il limite più evidente è stato nella gestione del pallone. Belghali ha sbagliato diversi appoggi, anche in situazioni apparentemente semplici, faticando a dare continuità alla manovra sulla corsia destra. Pesante, in particolare, la palla persa contro Solet da cui è nata l’azione del pareggio friulano. Anche nella ripresa, tra controlli imprecisi e cross fuori misura, l’algerino non è riuscito a trasformare il movimento in un contributo concreto. La voglia di accompagnare l’azione non è mancata, ma è servita a poco senza la necessaria qualità nell’ultimo passaggio e nelle scelte.
Belghali come Pedersen?
Il paragone con Pedersen nasce proprio da qui: fin qui, proprio come era stato Pedersen in maglia granata, Belghali si è dimostrato un esterno capace di garantire corsa e presenza sulla fascia, ma che deve ancora dimostrare di poter fare la differenza con il pallone tra i piedi. Sarebbe però prematuro arrivare a un giudizio definitivo su Belghali. L’algerino è ancora in una fase in cui deve adattarsi e trovare continuità, mentre l’assist decisivo contro la Fiorentina, arrivato da subentrato, aveva lasciato intravedere potenzialità interessanti. La gara con l’Udinese rappresenta, dunque, un’occasione mancata, non una sentenza. Ma per convincere Abate serviranno maggiore qualità nelle giocate e più lucidità nelle scelte: la corsa non manca, ora Belghali dovrà dimostrare di saperla accompagnare con la concretezza necessaria per ritagliarsi uno spazio più importante.© RIPRODUZIONE RISERVATA