Ripartenza con un blocco definito o cambiamenti necessari? D'Aversa prova la sorpresa tattica
TN Radio: "Torino-Lazio, partita orribile ma efficace" (VIDEO)
Abbiamo passato giorni a cercare di comprendere come potesse presentarsi alla squadra a livello tattico D'Aversa e a sostenere che non potesse cambiare tanto in così poco tempo rispetto a quanto proposto da Baroni. E invece, il nuovo tecnico granata ha sorpreso tutti mostrando un Torino diverso, non soltanto nell'atteggiamento - questo è il minimo che si richiede ad una squadra che si trova a dover lottare per la salvezza - ma anche dal punto di vista della disposizione in campo. Baroni ha trovato una soluzione d'emergenza nel 3-5-2, con gli esterni in doppia fase, due punte a bloccare il reparto avanzato e un centrocampo composto da un regista puro, una mezzala quasi box-to-box e un Vlasic a muoversi sul binario in modo da unire la zona centrale con l'attacco. D'Aversa è partito da quest'idea ma l'ha re-inventata, con alcune innovazioni...
Come D'Aversa ha re-inventato il centrocampo granata
"Può ricoprire il ruolo da play in un centrocampo a tre, ma può giocare anche a due", ha raccontato Roberto D'Aversa nella conferenza stampa di presentazione di Napoli-Torino riguardo alla nuova situazione tattica e gerarchica di Ilkhan. Contestualmente, il tecnico granata si è soffermato sull'ultima partita, spiegando quanto sembrava già abbastanza chiaro: un cambiamento tattico evidente. "Contro la Lazio avevamo una mediana a due - ha commentato D'Aversa -, Gineitis ha fatto benissimo da mediano. Non mi soffermerei su sistema o moduli: è l'interpretazione della gara e degli spazi a fare la differenza". Una spiegazione sufficientemente chiara per poter illustrare con il supporto di dati oggettivi quanto è successo contro la Lazio: dal 3-5-2 il Torino ha variato tutto dal centrocampo in poi passando a un 3-4-2-1. La differenza può sembrare sottile ma in realtà cambia molto dal punto di vista dell'interpretazione.Le posizioni di centrocampisti e attaccanti: la spiegazione
Interpretazione e futuribilità del modulo
Ecco, dunque, spiegato come D'Aversa, nonostante il poco tempo a disposizione, abbia portato contro la Lazio qualcosa di diverso rispetto al suo predecessore: non un 3-5-2, ma un 3-4-2-1. Un centrocampo forse più scarno, dove alla mezzala (ora mediano in coppia) si chiedono compiti più difensivi e meno di spinta ma che garantisce un appoggio sufficiente per incrementare il lavoro sulla trequarti (ora presente e composta da due elementi) per supportare l'unica punta. Movimenti diversi e forse più frequenti, com'è stato evidente guardando la partita di Simeone. Questo può cambiare qualcosa non soltanto dal punto di vista tecnico-tattico ma anche da quello delle gerarchie, con Ilkhan e Casadei che devono ambientarsi a condizioni differenti e Adams che avrà la possibilità di giocare anche più basso. La soluzione, comunque, sembra interessante. Se non altro, contro la Lazio ha dato i suoi esiti. Chissà, magari è vero che le soluzioni migliori le si trova quando si è disperati...© RIPRODUZIONE RISERVATA