Trovata la continuità che stava cercando, Obrador ha alzato il suo livello: cosa dice il campo
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Da una fascia, all'altra. Il Torino sta trovando concretezza sulle corsie laterali, aspetto non di poco conto considerando che in passato proprio sui fianchi aveva sofferto. Pedersen con D'Aversa è nella miglior forma dall'arrivo in granata, Obrador a sinistra si sta rivelando un risorsa in poco tempo. Analizzato il rendimento del norvegese, passiamo allo spagnolo.
Torino, Obrador a sinistra è quel mancino che a lungo è mancato
Chi sulla corsia mancina? Il problema al Toro si è ripetuto più di una volta negli ultimi anni. Dopo i saluti di Ansaldi, nessuno si è imposto con particolare fortuna. Spesso in casa granata si è dovuti ricorrere a destri adattati, senza trovare grandi garanzie, oppure a qualche raro mancino senza però grandi risultati. In questa stagione il Torino si è presentato con due mancini per l'out: Biraghi, se non impiegato come braccetto, e Nkounkou. Entrambi però sono presto stati accantonati, con Lazaro adattato a sinistra. Da quando è arrivato Obrador, è arrivata anche una nuova soluzione diventata poi standard. Lo spagnolo fino a questo momento ha giocato undici partite, di cui nove dall'inizio, prendendosi il posto sulla corsia di sinistra che ora è di sua competenza.Torino, i numeri di Obrador in granata
Obrador sta facendo vedere il suo volto migliore nel supporto all'offensiva granata. D'altronde è la sua predisposizione più nota, nonché quella su cui fa più affidamento. Due gli assist messi a referto da fine gennaio a oggi, contro Bologna e Verona, gli stessi che il compagno di reparto Lazaro ha fatto registrare in tutta la stagione. C'è un altro dato fornito da Sofascore che premia l'ex Benfica, la precisione dei cross. Obrador è più efficace, con un'accuratezza del 34.3% contro il 27% dell'austriaco. Fa leggermente meglio anche per quanto riguarda i passaggi chiave a partita con una media di 1 ogni 90' rispetto ai 0.9 fatti registrare da Lazaro. La fase difensiva non è mai stata un punto di forza di Obrador, i cui numeri al Toro però dimostrano una certa concretezza anche nel contenimento. Per quanto riguarda i contrasti, lo spagnolo si ritrova ancora in linea rispetto a Lazaro, unico confronto attendibile per numero di presenze, con 1.64 contrasti a partita e il 46% di duelli vinti. Affidabile e sempre più ispirato, D'Aversa e il club granata prendono appunti.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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