Disposto a lasciare le redini del Toro, Urbano Cairo, ai microfoni di Sky Sport, ha rivissuto il suo trascorso alla guida del Torino

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Torino-Juventus 2-2, Cairo: "Bella reazione, ora pensiamo a fare risultati per i tifosi" (Video)

Una stagione al di sotto delle aspettative. Questo è sicuramente il diktat di un'annata, che ha visto il Toro rimediare in piccola parte nel finale del campionato, a due terzi di campionato difficili e deludenti. Una stagione sulla falsa riga di quella precedente, seppur con un andamento diverso. E a conferma della tesi ci sono i punti di classifica che sono pressoché simili a quelli del 2024/25, rispettivamente 45 e 44. Un anno difficile confermato dalla contestazione della tifoseria granata, stanca di attendere cambiamenti che poi puntualmente non si verificano. I tifosi del Toro rimproverano alla gestione Cairo la mancanza di ambizione e di programmazione a lungo termine, che consentirebbe ad un club storico come il Torino di riavvicinarsi ai fasti di annate mai più rivissute e che mancano da tanto tempo. E il malcontento, che dura da diversi anni, si è manifestato durante la stagione 2025/26 con una mossa inedita ovvero con la decisione di lasciare vuoto parte dell'Olimpico Grande Torino con l'assenza soprattutto dei tifosi in Curva Maratona. Anche in merito a tale questione si è espresso il patron Urbano Cairo, in un'intervista rilasciata a Sky Sport.

Torino FC v US Cremonese - Serie A

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Cairo: "Può starci un avvicendamento, se arriva l'offerta giusta, io sono aperto a lasciare"

Il presidente si è definito disponibile a farsi da parte, in caso di offerte congrue: "Se si presentasse qualcuno con un'offerta adeguata, ma senza pensare a chissà che cosa, io sono anche disposto a lasciare. Dopo 21 anni non è che devo rimanere ancora. Ci sta un avvicendamento, non lo escludo". Cairo si è dichiarato comunque speranzoso che l'eventuale successore possa fare meglio di lui: "Spero che nessuno arrivi a rimpiangermi perché ho la speranza che chi arriverà farà meglio di me e se qualcuno arriva e ha voglia di investire e far bene, io sono disponibile". Alla domanda poi sulla sua passione per il Toro, ha affermato che quest'ultima è rimasta invariata nel tempo, soffermandosi su quanto il settore del calcio sia cambiato rispetto al passato, facendo un parallelo con le grandi squadre granata: "Io però vedo anche le cose e negli anni '40 era una cosa pazzesca e negli anni '70 era grande. Il mondo è cambiato, i fatturati purtroppo nel calcio contano molto più di quanto contavano anni fa".

Cairo: "Ci sta la contestazione. Ci vuole impegno a prescindere che si abbia il sostegno o meno"

Il patron granata ha poi fatto un excursus sul proprio operato nel mondo granata, passando dalla prima squadra, agli impianti e infine alle giovanili: "Io quello che ho fatto è prendere un Torino fallito che nei dieci anni prima di me aveva fatto sei stagioni in B, quattro in A e tre volte retrocesso. Adesso siamo in Serie A da 14 anni di fila, prevalentemente nella parte sinistra e abbiamo fatto l'Europa e dei settimi posti. Abbiamo ricostruito il Filadelfia, con altre componenti, ma io ci ho messo una quota d'investimento importante totalmente a fondo perduto ma l'ho fatto volentieri, perché era importantissimo che quel Filadelfia che era distrutto ed era uno scempio, rinascesse e fosse ricostruito. Il Robaldo è pronto con quattro campi bellissimi per i giovani. Il settore giovanile, che era un po' in difficoltà, ha rivinto il campionato e le coppe sfornando 50 giocatori tra Serie A e B per noi o altre squadre". Riguardo lo sciopero della tifoseria granata dalla presenza allo stadio ha invece asserito che le contestazioni fanno parte della realtà calcistica e che l'importante è mettere impegno verso il club e che il Toro possa migliorare: "Le contestazioni sono all'ordine del giorno ma anche per presidenti che hanno vinto scudetti, ma tanti e ci sta. Il mondo è fatto così e devi capire che è così. Va accettato e impegnarti indipendentemente dal fatto che tu abbia il sostegno o meno. Se fai le cose fatte bene poi il sostegno magari arriverà" - aggiungendo - "Se qualcuno è meglio di me e si presenta io sono felice. Sarò il primo tifoso che andrà a vedere il Toro magari in Maratona se mi accolgono, se no vado in Tribuna. Ciò che conta è che il Toro sia sempre sugli scudi e che faccia meglio".

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