5 degli ultimi 9 gol subiti dal Torino sono arrivati tra l'inizio e il 15' del secondo tempo, trend che denota una riduzione dell'attenzione dopo l'intervallo

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Venerdì sera, nella brillante rimonta del Toro contro il Sassuolo, la squadra di D'Aversa, come diverse volte quest'anno, è andata in svantaggio a inizio secondo tempo e c'è un dato che è passato sottotraccia, ma utile per tracciare un identikit del Torino di questa stagione. La rete subita da Thorstvedt al 51' è specchio di un meccanismo che si ripete al quale i granata si stanno abituando e dal quale non sempre si riesce ad uscirne vittoriosi. Certo, ottime le rimonte con Sassuolo e Inter (anche se parziale, visto il 2-2 finale), ma ci sono state anche partite in cui prendere gol ha rappresentato la mazzata finale o quantomeno un duro colpo dal quale il Toro non è più riuscito a rialzarsi, finendo poi per perdere la partita. Vedere, per esempio, la sconfitta incolore di Udine, nella quale la marcatura di Kristensen al 51' (numero che ritorna) ha ulteriormente demoralizzato un già spento Torino. O il 3-2 per il Milan a San Siro, in cui l'uno-due subito prima da Rabiot al 54' e poi da Fofana al 56' ha consentito ai rossoneri di portarsi sul 3-1 e di mettere una seria ipoteca sul risultato finale.

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Un blackout nel primo terzo del secondo tempo

Ma cos'hanno in comune tutte queste gare? Facendo attenzione, si può notare come tutti i gol elencati siano compresi nella fascia tra il 45' e il 60'. Anche contro l'Inter, nonostante il pareggio agguantato nel finale, i granata si sono ritrovati sotto di due reti, dopo la marcatura di Bisseck al 61', in questo caso appena oltre il lasso di tempo considerato, ma comunque indicativa di un ennesimo gol incassato nella prima parte della ripresa. E il fenomeno non è riconducibile strettamente a un cambio degli interpreti in campo. In alcune partite ci sono state sostituzioni per il Torino e/o per gli avversari prima del gol subito dai granata e in un paio di casi gli innesti altrui hanno propiziato con un assist una delle marcature di inizio secondo tempo. Come nel caso di Athekame del Milan o di Harrison della Fiorentina. Ma è pur vero che ci sono state anche altre gare in cui i 22 sul rettangolo di gioco erano gli stessi della prima frazione. Ma quindi a quale fattore si può ricondurre il ricascare sempre negli stessi errori nei primi 15 minuti della ripresa? La spiegazione più logica porterebbe ad ipotizzare uno "staccare la spina" da parte dei calciatori del Toro quando rientrano dagli spogliatoi. Come un senso di relax, misto ad un calo dell'attenzione in diverse sfide, che si prolunga fino al 15' o poco più del secondo tempo. Da un punto di vista meramente statistico infatti il gruppo di D'Aversa ha subito almeno una rete nell'intervallo considerato in 4 degli ultimi 7 match disputati, ossia più della metà. E 5 degli ultimi 9 gol subiti dai granata fanno parte sempre di questa casistica, segnalando una percentuale anche qui più alta della metà. E sarebbero state rispettivamente 5 partite su 8 e 6 reti su 10 se la marcatura di Baschirotto in Cremonese-Torino fosse stata convalidata.

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Ma il fenomeno si ripete sin da prima dell'arrivo di D'Aversa

Se si estende l'analisi, prendendo in considerazione un arco temporale maggiore, come le ultime 20 gare del Torino, comprese le 2 di Coppa Italia, ci si rende conto che il dato era già ricorrente prima del subentro in corsa di Roberto D'Aversa sulla panchina del Toro. Infatti, anche nell'ultima fase della gestione Baroni c'era questa tendenza a non riuscire a tenere alta la tensione durante i primi 15 minuti della ripresa. Basti pensare che i granata hanno dovuto raccogliere il pallone dalla rete della propria porta circa tra il 45' e il 60' in 10 di queste 2o partite. E in 6 delle ultime 10 di Baroni. Una media di un match su due. Non è quindi direttamente o solo colpa del tecnico di turno nel non riuscire a stimolare i calciatori tra le mura dello spogliatoio, ma anche una responsabilità dei giocatori, che ricadono ciclicamente nelle stesse disattenzioni a inizio secondo tempo. Ne hanno beneficiato Udinese e Bologna che con i gol rispettivamente di Zaniolo e Moro nei primi 5 minuti della ripresa hanno dato il là al 2-1 finale sul Toro. Ne ha approfittato la Fiorentina, in grado di infilare la porta di Paleari due volte tra il 51' e il 57', nel 2-2 finale tra la Viola e i granata al Franchi. Ma anche l'Inter che, con il gol di Diouf al 47' della sfida di Coppa Italia, ha consolidato la propria qualificazione in semifinale ai danni del Torino. Risultati che magari si sarebbero potuti evitare mantenendo più alta la guardia alla ripresa del gioco. E sistemare la questione in vista della prossima stagione, tenendo la soglia dell'attenzione costante per tutti i 90 minuti, potrebbe significare trovare non solo possibili punti in più in classifica, ma anche una compattezza e una continuità all'interno dei match trovate solo a sprazzi nella deludente annata attuale.

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