Ritrovandosi in un lotta salvezza che fino a poche settimane fa faceva decisamente meno paura, il Torino va a Genova in cerca di punti molto preziosi in uno scontro diretto che può pesare molto nell'economia di una stagione. Allo stadio Luigi Ferraris saranno presenti molti tifosi granata, a differenza di quanto avvenuto nelle ultime due partite casalinghe con la Curva Maratona che ha annunciato di disertare le gare interne ancora in futuro e che finora è stata seguita da una buona fetta di pubblico degli altri settori. Questa mossa dei sostenitori granata è però solo l'ultima, in ordine di tempo, che viene fatto per esprimere il proprio dissenso contro l'attuale gestione societaria e contro il presidente Urbano Cairo.

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Dalla marcia del 4 maggio allo stadio vuoto: tutte le contestazioni verso Cairo
A novembre 2024 la Curva Maratona resta vuota, pochi mesi fa la protesta dal Filadelfia allo stadio
—La scelta dei tifosi della Maratona di non entrare allo stadio nelle recenti partite contro Lecce e Bologna non è la prima volta che viene presa. Già a novembre 2024 il settore più caldo del tifo granata rimase in gran parte vuoto per il primo tempo della sfida interna contro il Monza. In quell'occasione i sostenitori del Torino decisero poi di entrare allo stadio per la ripresa, intonando cori contro il presidente. Un mese più tardi (a dicembre 2024), complice un'altra sconfitta in casa contro il Bologna, centinaia di tifosi del Toro sono usciti dallo stadio con alcuni minuti minuti di anticipo per recarsi all'esterno e attendere l'uscita di Cairo e dei giocatori, ma furono evitati problemi facendo uscire l'auto del patron da un'uscita laterale.
Va ricordata anche la contestazione di agosto 2024 con tantissimi tifosi che si riunirono in un corteo prima della partita contro l'Atalanta per intonare cori contro Cairo e invitandolo a cedere il Torino. Il tutto avvenne prima di una delle prime partite di campionato e subito dopo la cessione di uno dei giocatori migliori come Raoul Bellanova. Sempre prima di un match contro la formazione bergamasca, si registrò un'altra forte contestazione dei tifosi a settembre 2025, poco più di un anno dopo. Quel giorno partì una folto gruppo con alcune migliaia di tifosi che alle ore 12 camminarono dal Filadelfia fino allo stadio Olimpico Grande Torino per la partita delle ore 15.
L'apice della contestazione verso Cairo: la marcia dei 20mila il 4 maggio
—Mancano meno di tre mesi all'arrivo del 4 maggio, il giorno più sacro e di valore per tutti i tifosi del Toro. Una delle contestazioni più decise e che hanno fatto notizia è sicuramente quella del 4 maggio 2025. Quel giorno si registrò la cosiddetta "marcia dei 20mila" con migliaia di tifosi che marciarono e protestarono in maniera del tutto pacifica per le strade di Torino. Il corteo arrivò fino in piazza Vittorio e poi proseguì verso Superga nella giornata di memoria delle vittime dell'incidente aereo che coinvolse il Grande Torino. Quello fu senza dubbio l'apice della contestazione verso Cairo, soprattutto in termini di persone coinvolte.
Ora la Maratona e tanti altri supporter granata provano a far sentire la propria voce disertando lo stadio, mentre in occasione dell'ultima partita contro il Bologna si sono registrati cori e contestazioni anche da tifosi entrati nella Tribuna Centrale. Tutte queste contestazioni che sono destinate a continuare nei prossimi mesi portano alla conclusione che ormai la frattura tra il patron alessandrino e una grande fetta di pubblico sia insanabile. Rimane da capire, da qui a fine stagione, quanti saranno i tifosi che continueranno a non presentarsi allo stadio per le partite interne e quali altre contestazioni di gruppo verranno organizzate.
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