Fiordaliso: “Giampaolo ci fa crescere. Momento più bello? La Coppa Italia 2018”

Fiordaliso: “Giampaolo ci fa crescere. Momento più bello? La Coppa Italia 2018”

Le parole / Il terzino classe ’99 racconta di come stanno andando i primi giorni di preparazione

di Redazione Toro News

Ai microfoni di Torino Channel è intervenuto Alessandro Fiordaliso, terzino classe 1999 di ritorno dal prestito al Venezia: “La preparazione sta andando bene, stiamo lavorando tanto e stiamo crescendo. Il mister ci sta preparando molto bene e fisicamente stiamo spingendo. In ritiro si fatica sempre di più, le gambe sono un po’ appesantite. C’è stato un po’ di riposo dalla stagione scorsa, ma stiamo lavorando bene“. Poi qualche domanda anche sul nuovo allenatore: “Stiamo lavorando tanto, Giampaolo ci segue nei minimi particolari e sta facendo crescere anche noi giovani“. Ancora sulla partita di sabato contro il Novara e su come arriva la squadra: “Durante la prima partita non ci sarà il solito ritmo, perché le gambe sono ancora pesanti, però sarà utile perché soltanto nelle partite si può trovare il ritmo di gioco“.

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BAMBINO“Ero molto piccolo e mio papà mi portò al campo: non sapevo nulla, capì quando vidi lo stemma del Toro – ha dichiarato anche in modo romantico Fiordaliso -. Sono cresciuto in una famiglia di tifosi, tutti tifosi granata”. “Il momento più bello? Probabilmente la Coppa Italia Primavera 2018. Qui al Filadelfia davanti a tantissimi tifosi. Fu molto emozionante. Poi vincere un trofeo con questa maglia è speciale”. Annata a Teramo. “Fu un’ottima stagione: 34 presenze, 3 gol. Fu molto positiva. Ho capito lì cosa significa fare questo mestiere. Mi ha formato moltissimo”. E a Venezia in Serie B? “La Serie B è molto più tosta. Vai in stadi importanti. Per un ragazzo è importante per crescere. Giochi, inoltre, con compagni fortissimi”. E poi il lockdown. “Non è stato semplice. Sono stato 70 giorni lontano dalla famiglia. Ero a Venezia da solo senza nessuno. La società ci ha aiutato perché al mattino facevamo allenamento su Skype, però è stato un periodo tosto, come per tutti”. “Lasciare i compagni dopo un anno è difficile, perché dispiace non vederli più ma comunque ci si sente. Mancheranno anche i luoghi in cui ho vissuto: a Venezia si sta benissimo, anche se vivevo a Mestre per questioni logistiche” ha aggiunto. E ancora sulla Nazionale Under-20: “La Nazionale è un’altra esperienza diversa. Ti aiuta molto giocare con ragazzi della tua età e poi rappresenti il tuo paese: questa è la cosa più bella”.

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PASSATO – Come è diventato terzino? “Mi adatto abbastanza bene sia alla difesa a tre che a quattro. Non ho problemi. A seconda delle esigenze ho fatto anche il centrale a tre oppure il terzino sinistro, ma il mio ruolo prediletto è il terzino destro. A Torino nella Berretti sono diventato terzino destro, ma nasco come centrale difensivo. Sullo stesso piano ci sono tenacia, testa e fisico per un calciatore. Fa ancora oggi piacere essere etichettato come un prospetto granata”. 

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