FMSI detta le linee guida per far ripartire il calcio: “Giocatori in due gruppi, ripresa graduale”

Queste le procedure mediche da seguire per garantire la salute dei giocatori di Serie A in caso di ripartenza

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

La Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) e il suo comitato scientifico hanno dettato, nella giornata di ieri, le condizioni da rispettare per permettere la ripartenza del calcio e gli sport professionistici. Tanti test, divisione in due gruppi e tamponi ogni quattro giorni: queste più o meno le linee guida della commissione che emanerà anche le indicazioni da osservare per quanto riguarda la gestione delle relazioni all’interno della squadra e nello staff.

IDONEITÀ – I giocatori dovranno ottenere una sorta di idoneità post Covid-19 per tornare in campo. Nelle linee guida, intanto, i calciatori vengono divisi in due gruppi: da un lato i positivi accertati che sono guariti e quei calciatori che, anche se non positivi, a giudizio del personale sanitario abbiano avuto sintomi riferibili al conronavirus. Dall’altra parte i negativi, gli asintomatici non testati e coloro che sono stati a contatto con positivi: in questo caso tutto il Toro rientra nel secondo gruppo.

TEST – Nelle disposizioni si chiarisce la necessità di sottoporsi ad esami clinici e tamponi praticamente continui. Quelli del secondo gruppo dovranno sottoporsi al test sugli anticorpi e in base all’esito del controllo sapranno se sono immunizzati o ancora soggetti all’infezione: se così fosse ci sarebbe la necessità di fare un tampone ogni 4 giorni. Se per il secondo gruppo i test sono abbastanza rapidi, per i calciatori del primo gruppo (positivi o con sintomi) il periodo di recupero graduale sarà di 15 giorni: al termine di tutti i test dovrà essergli rilasciato un nullaosta infettivologico. Un lasciapassare che gli permetterebbe di tornare in campo con tutte le garanzie possibili.

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  1. eagledo_8979772 - 7 mesi fa

    Mi sembra vergognoso che si utilizzino i tamponi per i giocatori di calcio quando mancano per gli operatori sanitari. Il calcio va fermato fino ad agosto. Si perde quel che si deve perdere a livello economico. Il calcio in situazioni come queste è l’ultima cosa a cui pensare.

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