Gustavo Giagnoni: l’idolo col colbacco e lo scudetto “rubato” del 1972

Gustavo Giagnoni: l’idolo col colbacco e lo scudetto “rubato” del 1972

Il personaggio / L’allenatore col colbacco avrebbe compiuto 88 anni: in granata tre stagioni e uno scudetto sfiorato

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Sono passati quasi due anni dalla scomparsa di uno di quei personaggi che i tifosi del Toro probabilmente ricorderanno per sempre. Parliamo di Gustavo Giagnoni, che oggi avrebbe compiuto 88 anni. Le sole tre stagioni alla guida del Toro non hanno impedito all’allenatore col colbacco di diventare un idolo per la tifoseria granata. Sarà stato il suo carattere vero e sanguigno, quello del calcio di una volta, sarà che il suo Toro ha incarnato pienamente il tanto caro tremendismo granata – grinta, corsa, lotta – oppure sarà stato quel pugno a Causio nel derby del 1973. Fatto sta che il ricordo di Giagnoni è ancora vivissimo nei tifosi di quegli anni.

Già, quel pugno a Causio, reo di aver esagerato con gli sfottò dopo il goal di Cuccureddu nel derby della Mole del 1973. “Gli dissi di girare a largo che non ero il tipo adatto a sopportare quelle cose. Poi lui mi offese e gli tirai un destro” raccontò diversi anni dopo. E nonostante il pentimento quasi immediato, Giagnoni è diventato un idolo anche per questo gesto. Un gesto che segnava una sorta di rivincita per la tifoseria del Toro contro i soprusi dei cugini bianconeri.

Eppure Giagnoni è stato molto più di questo per i granata: la sua prima stagione alla guida del Torino (1971/1972) rappresenta un rimpianto grandissimo sia per i protagonisti che per i tifosi. I granata terminarono al secondo posto un campionato “stregato” da errori arbitrali clamorosi. Alla fine il Toro finì ad un solo punto di distanza dalla Juventus, ma il goal clamoroso annullato ad Agroppi a Genova e le sviste nello scontro diretto contro il Milan (23 aprile 1972) sono ancora lì a gridare vendetta.

Il Toro tornerà a vincere lo scudetto solo nel 1976 col mitico Gigi Radice, ma fu proprio Giagnoni a gettare le basi per quel titolo e a riportare nella parte granata della Mole la consapevolezza di poter tornare all’assalto del tricolore.

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