La presentazione / Il tecnico alla vigilia: "La squadra è in crescita ma non sempre la qualità della prestazione ci ha portato risultati, quindi siamo ancora in una zona di classifica paludosa"

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Giampaolo: "Non abbiamo giocato col braccino corto. Ma dopo l'1-2..."

IL PERCORSO

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Quale è la mossa che maggiormente l’ha soddisfatta o reso orgogliosa sin qui?“Non c’è da andare orgoglioso di niente per ora. Le situazioni sono sempre in divenire. Vinci una partita ed è tutto a posto, perdi e c’è scoramento. Io non la vedo così. Bisogna avere la capacità di fotocopiare un certo tipo di prestazione nel tempo. Ci sono 38 partite e bisogna avvicinarsi a farle tutte al meglio”.

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Quale è la partita che più le è piaciuta per ora?“E’ quella di domani. Siamo ancora lì sotto in classifica. Domani siamo chiamati a dare continuità, è una partita delicata. La partita più importante è sempre la prossima. Approfitto anche per dire che domani ricorre anche l’anniversario della morte di Ferrini che è stato un emblema del Toro per attaccamento alla maglia. L’allenatore una volta diceva al calciatore: questa è la maglia, riportala sudata ed onorala. Ecco un altro motivo per dire che la partita di domani è quella più importante”.

Sul piano dei risultati, il Torino è decollato da quando ha inserito qualche giovane. Ce ne saranno altri che giocheranno?“Non siamo decollati. Dobbiamo lavorare con grande umiltà sapendo che sono i risultati che muovono la classifica. Non guardo la carta d’identità dei giocatori, guardo come lavorano. Se lavora bene un calciatore può migliorare. Non ho paura di far giocare un ventenne se vedo che ha risorse, sa giocare, è freddo e attento. Non guardo l’età ma l’approccio al lavoro. I risultati si ottengono nel tempo, con metodo”.

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