Il Confronto / Pari e patta tra i due allenatori. Nel finale il Torino avrebbe anche potuta vincerla. Cambi un po' ritardati da parte del granata?

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Video – Rassegna Stampa TN del 09/11/2020: “Giampaolo concreto”

La strategia attendista del Torino durante il match contro il Crotone ha portato nelle casse dei granata un punto in casa contro il fanalino di coda di questo campionato. Marco Giampaolo ha voluto lasciar sfogare gli avversari per lunghi tratti della gara e poi ha tentato nel finale, grazie anche all'inserimento di forze fresche, di battere i calabresi. La strategia, confermata anche in conferenza stampa dall'allenatore abruzzese, riporta molto ai tempi in cui alla gestione tecnica del Torino c'era Walter Mazzarri. Non è un caso, infatti, che spesso le gare con squadre di bassa caratura hanno procurato nel recente passato evidenti problemi al Torino e Mazzarri se lo ricorda molto bene. La differenza sta nel fatto che Giampaolo ha varato questo piano gara a causa della stanchezza accumulata sia mentalmente che fisicamente mercoledì a Marassi, fattore che a suo dire non avrebbe permesso di spingere sugli stessi ritmi per novanta minuti, mentre con Mazzarri il copione si ripeteva spesso e volentieri. Il Torino comunque avrebbe potuto gestire in modo diverso la gara di ieri, cercando di osare  con più anticipo.

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FINALE - Nel finale, è vero, il Torino ha costruito i presupposti per segnare. Alcune sono state sprecate per scarsa lucidità (Lukic, Bonazzoli, Murru), altre per un po' di sfortuna (il palo interno sul cross di Gojak deviato da un difendente e dal portiere in volo con conseguente mancato tap-in di Bonazzoli per intervento di tacco di un giocatore rossoblù). Offensivamente, tuttavia, la partita del Torino di Giampaolo va in archivio senza grossi spunti. La manovra abbastanza fluida di Reggio Emilia, del match interno con la Lazio e del primo tempo di Marassi non si è vista. Fa da contraltare, però, una prestazione molto più solida rispetto agli altri precedenti stagionali in difesa. Ha convinto soprattutto la coppia centrale composta da Bremer e Lyanco: Giampaolo  sta puntando sul tandem 23enne brasiliano e i frutti stanno maturando. Dunque, il Torino ha atteso e ha lasciato il pallino al Crotone. A proposito di Stroppa, alla sua squadra non mancano i concetti di gioco ma si fa fatica a vedere qualità. Messias, giocatore che con lo spazio davanti sa far male, è stato ben inibito dal Torino e il Crotone non ha praticamente avuto luci tecnicamente valide dalla cintola in su.

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SOSTITUZIONI POSTICIPATE? - Abbiamo parlato del finale del Torino e delle occasioni prodotte grazie anche all'apporto delle forze fresche uscite dalla panchina. Probabilmente, la strategia di Giampaolo poteva tenere conto di un finale un po' allungato nei tempi per la sua squadra. Spieghiamoci meglio. Forse, se le sostituzioni che hanno riguardato Gojak e Bonazzoli fossero state effettuate una decina di minuti prima, il Torino avrebbe potuto spingere sull'acceleratore qualche minuto prima e non limitarsi ad una pressione offensiva evidente soltanto dall'87' al triplice fischio. I granata avevano bisogno di un po' di brio offensivo e non sarebbe stato male provare ad innestare una marcia in più dal 70', anziché dall'80'. Se sulle sostituzioni dei laterali difensivi in quanto a tempistiche c'è poco da dire (ha atteso Giampaolo che finissero completamente le energie Vojvoda e Rodriguez per inserire Singo e Murru), invece Gojak e Bonazzoli (non c'erano sostanzialmente altri giocatori offensivi a disposizione) avrebbero meritato una chance prima. In generale, dunque, la strategia di Giampaolo dai forti echi mazzariani non ha avuto piena efficacia.

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