Giampaolo sperimenta una strategia “mazzarriana”, ma l’attesa favorisce Stroppa

Il Confronto / Pari e patta tra i due allenatori. Nel finale il Torino avrebbe anche potuta vincerla. Cambi un po’ ritardati da parte del granata?

di Andrea Calderoni

La strategia attendista del Torino durante il match contro il Crotone ha portato nelle casse dei granata un punto in casa contro il fanalino di coda di questo campionato. Marco Giampaolo ha voluto lasciar sfogare gli avversari per lunghi tratti della gara e poi ha tentato nel finale, grazie anche all’inserimento di forze fresche, di battere i calabresi. La strategia, confermata anche in conferenza stampa dall’allenatore abruzzese, riporta molto ai tempi in cui alla gestione tecnica del Torino c’era Walter Mazzarri. Non è un caso, infatti, che spesso le gare con squadre di bassa caratura hanno procurato nel recente passato evidenti problemi al Torino e Mazzarri se lo ricorda molto bene. La differenza sta nel fatto che Giampaolo ha varato questo piano gara a causa della stanchezza accumulata sia mentalmente che fisicamente mercoledì a Marassi, fattore che a suo dire non avrebbe permesso di spingere sugli stessi ritmi per novanta minuti, mentre con Mazzarri il copione si ripeteva spesso e volentieri. Il Torino comunque avrebbe potuto gestire in modo diverso la gara di ieri, cercando di osare  con più anticipo.Giampaolo

FINALE – Nel finale, è vero, il Torino ha costruito i presupposti per segnare. Alcune sono state sprecate per scarsa lucidità (Lukic, Bonazzoli, Murru), altre per un po’ di sfortuna (il palo interno sul cross di Gojak deviato da un difendente e dal portiere in volo con conseguente mancato tap-in di Bonazzoli per intervento di tacco di un giocatore rossoblù). Offensivamente, tuttavia, la partita del Torino di Giampaolo va in archivio senza grossi spunti. La manovra abbastanza fluida di Reggio Emilia, del match interno con la Lazio e del primo tempo di Marassi non si è vista. Fa da contraltare, però, una prestazione molto più solida rispetto agli altri precedenti stagionali in difesa. Ha convinto soprattutto la coppia centrale composta da Bremer e Lyanco: Giampaolo  sta puntando sul tandem 23enne brasiliano e i frutti stanno maturando. Dunque, il Torino ha atteso e ha lasciato il pallino al Crotone. A proposito di Stroppa, alla sua squadra non mancano i concetti di gioco ma si fa fatica a vedere qualità. Messias, giocatore che con lo spazio davanti sa far male, è stato ben inibito dal Torino e il Crotone non ha praticamente avuto luci tecnicamente valide dalla cintola in su.

stroppa

SOSTITUZIONI POSTICIPATE? – Abbiamo parlato del finale del Torino e delle occasioni prodotte grazie anche all’apporto delle forze fresche uscite dalla panchina. Probabilmente, la strategia di Giampaolo poteva tenere conto di un finale un po’ allungato nei tempi per la sua squadra. Spieghiamoci meglio. Forse, se le sostituzioni che hanno riguardato Gojak e Bonazzoli fossero state effettuate una decina di minuti prima, il Torino avrebbe potuto spingere sull’acceleratore qualche minuto prima e non limitarsi ad una pressione offensiva evidente soltanto dall’87’ al triplice fischio. I granata avevano bisogno di un po’ di brio offensivo e non sarebbe stato male provare ad innestare una marcia in più dal 70′, anziché dall’80’. Se sulle sostituzioni dei laterali difensivi in quanto a tempistiche c’è poco da dire (ha atteso Giampaolo che finissero completamente le energie Vojvoda e Rodriguez per inserire Singo e Murru), invece Gojak e Bonazzoli (non c’erano sostanzialmente altri giocatori offensivi a disposizione) avrebbero meritato una chance prima. In generale, dunque, la strategia di Giampaolo dai forti echi mazzariani non ha avuto piena efficacia.

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13 Commenta qui

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  1. CalcioFanto - 2 settimane fa

    Ma io dico no… A livello intellettuale siamo veramente un popolo di scappati di casa succubi dei luoghi comuni: e direi che il “giornalista” autore di questo “articolo” ne è l’emblematica rappresentanza.
    Ma dove vogliamo andare.. Cosa pretendiamo?

    Quando non sappiamo che pesci prendere tiriamo fuori cose a caso, come la “tattica attendista di Mazzarri”, perché ormai Mazzarri è solo quello dell’ultima settimana.

    Da tifoso nostalgico, per me Mazzarri invece è quello dei 63 punti e lo ricorderò sempre per aver fatto quel miracolo, portando al 7 posto una squadra che dopo di lui ha un passo da retrocessione piena.
    Questi sono fatti.

    Così come è Vangelo (chiamasi DATI) che l’anno dei 63 punti siamo stati la squadra con il più alto indice di pressing di tutta la Serie A e recupero palla nella metà campo avversaria: e questo, caro Calderoni, le sa di atteggiamento attendista?
    Le consiglio di guardare le partite o di lasciar perdere i preconcetti he non fanno che alimentare il nostro tifo “esoterico”. Se riesce chiaramente.

    Dovremmo solo fare mea culpa e chiedere scusa a Mazzarri per come lo abbiamo trattato dopo aver fatto un miracolo (e ce ne siamo resi conto tutti!)… E invece ancora c’è gente in grado di parlare in questa maniera.
    Che vergogna..  Ci meritiamo proprio la nostra attuale florida situazione!

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  2. RiccoBello - 2 settimane fa

    L’obbiettivo di queste due ultime partite (Genova / Crotone) era chiaramente di non prendere gol.
    Gioco completamente diverso e si vedeva. Brutto come quello di Mazzarri.

    Per carità sembra avere funzionato, un solo gol in due partite, contro 8 nelle 3 precedenti mi pare.

    Pero che noia, madonna mia… come con Mazzarri, stesso sintomo del “1 tiro in porta in 95 minuti”.

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  3. Fantomen - 3 settimane fa

    Mazzarri con sta squadra ha fatto 63 punti e 27 prima di essere esonerato……..però non aveva un gioco spettacolare……molto meglio ora

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  4. Nero77 - 3 settimane fa

    Minchia che tattica,giocare 87 minuti di merda per tentare il colpaccio nei minuti finali!!Abbiamo un genio in panca!!

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  5. BACIGALUPO1967 - 3 settimane fa

    Giammazza

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  6. suoladicane - 3 settimane fa

    Non vorrei più sentire parlare del testadighisa,…..
    CAIRO VATTENE

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  7. Gianluca - 3 settimane fa

    Buongiorno Andrea e scusi, ma proprio non mi trova d’accordo con l’analisi. Il Toro di Giampaolo è stato aggredito da una squadra più predisposta a controllare il pallone rispetto alla nostra e nel primo tempo, non riuscendo a schermare Benali, ha sofferto le pene dell’inferno. Diciamo nei primi 30′. Poi la situazione è migliorata sacrificando un uomo su Benali (non ne ho la certezza, in tv non si coglono certe cose), ma il giocatore del Crotone è scomparso progressivamente. Il problema è non avere i giocatori, non l’idea di gioco, manca proprio la materia prima per ribaltare il fronte. Per questo Mazzarri, anche se ci sono i negazionisti in merito, cercava di andare a prendere alta l’altra squadra. Questo finché il Toro ha giocato in fiducia e anche nel maledetto secondo tempo di Milan-Toro di Coppa Italia, tre giorni dopo lo 0-7. Poi la gente può dare aria alla bocca finché vuole, ma Mazzarri ha sbagliato soprattutto nelle occasioni in cui ha spinto il Toro ad attaccare senza esserne in grado (una partita su tutte? Toro-Parma 1-2) invece di accettare un eventuale 0-0. Contro il Crotone abbiamo fatto il massimo in nostro possesso, già contro il Genoa avevamo tirato poco pur gestendo di più la palla. Se vogliamo creare occasioni con questi uomini dobbiamo alzarci e rubare palloni sulla trequarti altrui, battere molti corner. Su azione manovrata sarà sempre difficile – non impossibile – segnare.

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    1. user-14866479 - 2 settimane fa

      Perfettamente d’accordo. Non solo Parma, anche Fiorentina in casa in coppa Italia 2019, Empoli asfaltati nel secondo tempo in contropiede, Wolverhampton. Quando la squadra di Mazzarri si vedeva nella condizione di dover gestire una partita di attacco si disuniva, saltavano le distanze tra i reparti ed era,subito notte fonda. A questo aggiungiamo anche la mancanza di qualità causata dalle epurazioni dei pochi con i piedi buoni volute dal Mister in nome della coesione del gruppo. Un allenatore di personalità non può rinunciare a priori ad avere a disposizione una rosa completa solo per evitarsi grane di gestione del gruppo. Limiti di Mazzarri ed ovviamente di una società incapace di supportare l’allenatore

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      1. BACIGALUPO1967 - 2 settimane fa

        Chi avrebbe epurato?
        Liajc che fa fatica in Turchia e che nessun club europeo ha voluto? Niang? Parigini panchinaro a Genova? Soriano che esultava a dopo un derby perso?
        La verità è che il presidentissimo non ha comprato gente all’altezza e lo ha lasciato solo a gestire uno spogliatoio al quale erano state fatte promesse non mantenute.

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  8. Messere Granata - 3 settimane fa

    Prendo atto che non è necessario capire alcunché di Calcio per essere tifosi del Torino. Meglio così. Saremmo molto meno dei già pochi che siamo. FVCG sempre!!!

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  9. Rimbaud - 3 settimane fa

    AVrei fatto dei cambi prima..tutto qui..poi magari si poteva vedere anche edera invece che ansaldi per linetti

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    1. luizmuller - 3 settimane fa

      Mi spiace dirlo, ma Ansaldi mi sembra veramente cotto: non ha più brillantezza, fatica a saltare l’uomo, e quando crossa (ma questa non è una novità assoluta, soltanto che prima ne faceva ogni tanto di perfetti) è palla persa. Credo che abbia raggiunto l’apice nella partita di Verona, quei due gol, poi il declino. Anch’io comunque avrei cambiato prima, ma forse Giampaolo vuole evitare che qualcuno (ad esempio Vojvoda) si senta bocciato e si deprima e/o si innervosisca (vero Verdi?). Quando avrà trovato la quadratura giusta (con l’inserimento di Goljak, da cui mi aspetto molto) allora il gioco dovrebbe fluire molto meglio.

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  10. eurotoro - 3 settimane fa

    daje Mister! credo in te piu di quanto credevo in miajlovic e mazzarri! non mi deludere! anno di transizione e prossimo anno li famo trema’ tutti!

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