Conosciamo Ignazio Abate, nome in pole position come futuro tecnico granata, in una piazza che lo ha già visto nel suo passato da calciatore
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Il tema centrale della settimana attuale e di quelle che verranno in casa granata è senza dubbio la scelta dell'allenatore della prossima stagione. La permanenza di D'Aversa sembra ben lontana, con Cairo e Petrachi orientati su profili nuovi come quello di Alberto Aquilani, attualmente in forza al Catanzaro. Insieme all'ex giocatore della Roma, l'altra opzione porta il nome di Ignazio Abate, sotto contratto con la Juve Stabia ,dove ha fatto intravedere ottime cose, spingendosi fino ai playoff di Serie B, uscendo per mano del Monza.
Dall'infortunio col Torino a capitano del Milan
Ignazio Abate, nato nel 1986, muove i primi passi nel calcio con la maglia della Rescalda prima di entrare, a soli 13 anni, nel settore giovanile del Milan. Un legame destinato a segnare gran parte della sua carriera. Nel 2003, a 17 anni, debutta in prima squadra in Coppa Italia contro la Sampdoria, ma per trovare continuità è costretto a intraprendere il classico percorso di crescita lontano da Milanello. Nei cinque anni successivi colleziona esperienze in prestito tra Napoli, Piacenza e Modena, fino alla svolta dell'estate 2007, quando il Milan lo cede in comproprietà all'Empoli. In Toscana disputa una stagione da protagonista in Serie A, mettendosi in mostra soprattutto come esterno destro e chiudendo l'annata con 35 presenze e 2 gol. Un anno più tardi arriva il trasferimento al Torino, sempre in comproprietà con il Milan. In granata Abate parte bene, ma la sua stagione viene rallentata da un infortunio alla caviglia che lo costringe a fermarsi per circa due mesi. Chiuderà comunque l'esperienza sotto la Mole con 27 presenze e una rete, senza però riuscire a evitare la retrocessione del Torino al termine del campionato. Nel 2009 torna definitivamente al Milan e lì trova la sua consacrazione. Leonardo lo arretra nel ruolo di terzino destro, scelta destinata a cambiare la sua carriera. Abate diventa uno dei punti di riferimento dei rossoneri, contribuendo alla conquista dello Scudetto del 2010-11 e della Supercoppa Italiana del 2011. In dieci stagioni con il Milan totalizza 306 presenze ufficiali, indossando in più occasioni anche la fascia da capitano e diventando uno dei simboli della squadra. Le prestazioni in rossonero gli valgono anche la chiamata della Nazionale. Con l'Italia colleziona 22 presenze tra il 2011 e il 2015, partecipando agli Europei del 2012, conclusi con il secondo posto alle spalle della Spagna, e al Mondiale del 2014 in Brasile.
La carriera da allenatore: giovanili Milan, Serie B e futuro in Serie A
Nel 2019, terminata l'avventura da calciatore, Abate decide di restare nel mondo del calcio intraprendendo la carriera da allenatore. Il suo percorso parte proprio dal settore giovanile del Milan, dove guida diverse formazioni fino alla Primavera. Nella stagione 2024-25 arriva la prima esperienza tra i professionisti alla guida della Juve Stabia. In Campania si mette subito in evidenza per organizzazione, valorizzazione dei giovani e qualità del gioco espresso.Abate predilige il 3-5-2 come modulo per le sue squadre con il gioco improntato con una costruzione dal basso e svolgimento sugli esterni della manovra offensiva. Termina la stagione con la Juve Stabia uscendo al secondo turno di playoff con il Monza, ma attirando l'attenzione di molti club di Serie A. Tra questi c'è anche il Torino, piazza che Abate ricorda bene per l'esperienza da calciatore. Nelle ultime settimane il suo nome ha guadagnato sempre più terreno nelle valutazioni della dirigenza granata e oggi appare come uno dei principali candidati per guidare il nuovo corso del Toro. Un profilo giovane, con idee chiare e margini di crescita, caratteristiche che sembrano rispecchiare l'identikit dell'allenatore che Petrachi vorrebbe per aprire un nuovo ciclo.
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