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Il Torino può stanare il Sassuolo: dovrà insistere sulle costruzioni verticali

Il Torino può stanare il Sassuolo: dovrà insistere sulle costruzioni verticali - immagine 1

I temi tattici del match tra i granata e i neroverdi che si affronteranno domenica alle 15 allo stadio Olimpico-Grande Torino

Andrea Calderoni

Il match di settembre suggerisce un aspetto: il Torino se porta un avversario come il Sassuolo a giocare in verticale può avere la meglio. I granata nel match d’andata furono capaci, con la loro pressione in avanti, di snaturare il tradizionale modo di affrontare le partite degli emiliani e ciò favorì la vittoria grazie al timbro di Marko Pjaca. Il Torino, in altri termini, portò l’avversario sul proprio terreno prediletto (un calcio verticale senza troppi fronzoli) e il Sassuolo pagò a caro prezzo questa strategia granata. Anche Alessio Dionisi, tecnico dei neroverdi, ammise che la chiave di volta del match fu proprio quello, evidenziando la bravura del Torino nell’aggressione alta e nell’immediata giocata in verticale. In tal senso i granata hanno segnato ben cinque reti dopo un recupero offensivo del pallone, proprio come i neroverdi (meglio solo la Lazio con nove).

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POSSESSO PALLA - A Reggio Emilia per la prima volta il Torino dimostrò una certa maturità e fece capire che i principi di Ivan Juric erano in una fase di assimilazione. A distanza di quattro mesi il Torino è una squadra cresciuta sotto tutti i punti di vista (le vittorie contro Fiorentina e Sampdoria lo testimoniano) e poi in casa i granata hanno sempre sfornato prestazioni di livello, interpretando al meglio le gare fin dal 1’. Sia il Torino sia il Sassuolo, un po’ per la filosofia dei rispettivi tecnici, un po’ per la situazione di classifica abbastanza tranquilla, non snaturano mai il loro modo di giocare. Difficile perciò immaginarsi un Sassuolo rinunciatario sotto la Mole. I neroverdi proveranno a tenere il pallone fra i piedi con l’obiettivo di stanare l’avversario. Gli emiliani, del resto, sono quinti per possesso palla medio a gara (29’19” contro i 29’46” dell’Inter, prima nella speciale graduatoria), ma mantengono la sfera soprattutto nella propria metà campo (16’56” contro 12’23” nell'altra), cercando di essere molto risoluti nella metà campo avversaria, come testimoniano i già menzionati cinque gol dopo recupero offensivo del pallone.

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MENO EQUILIBRIO - Il Sassuolo, sulla scia dell’insegnamento di Roberto De Zerbi, ama giostrare il pallone e sa come si costruiscono i pericoli. Sforna, in effetti, una buona quantità di tiri a partita (in totale 328, come quelli della Juventus, 53 in più rispetto al Torino). Questo si traduce in più gol rispetto al Torino (38 contro 29), ma l’equilibrio fin qui dimostrato dalla banda di Juric è notevolmente superiore. È vero che anche il Sassuolo concede poche conclusioni verso la propria porta (terzultimo nella speciale graduatoria, dietro ha soltanto Juventus e appunto Torino) ma ha già incassato 37 reti, ben 17 in più rispetto ai granata. In altre parole, i neroverdi peccano in alcuni casi di inesperienza e, come all’andata, sarà compito del Torino strascinarli nei binari prediletti.

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