Trasferta indigesta: i granata scendono in campo spenti e subiscono senza reagire

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Udine amara, amarissima. Il Torino crolla senza attenuanti, sconfitto prima ancora che dal risultato da una prestazione vuota, senza mordente e soprattutto senza idee. E fa ancora più male vedere un Toro così spento a pochi giorni dal 4 maggio, una data che per il popolo granata non sarà mai una semplice ricorrenza, ma un pezzo di identità.

Il campionato, ormai, ha poco da raccontare: la salvezza è in cassaforte, l’Europa non è mai stata alla portata (neanche lontanamente) e il finale di stagione rischia di trasformarsi in una lenta passerella. A Udine sono riaffiorati quei fantasmi che i tifosi speravano di essersi lasciati alle spalle: una squadra molle, prevedibile, incapace di reagire e di trasmettere carattere. Da questa trasferta friulana emergono segnali preoccupanti. E allora sì: ecco le tre sentenze di Udinese-Torino 2-0.

1. Squadra già in vacanza?

Udinese Calcio v Torino FC - Serie A
UDINE, ITALY - MAY 2: Torino FC on pitch inspection prior to the Serie A match between Udinese Calcio and Torino FC at Bluenergy Stadium on May 2, 2026 in Udine, Italy. (Photo by Stefano Guidi - Torino FC/Torino FC 1906 via Getty Images)

Il Toro visto a Udine ha dato l’impressione peggiore: quella di una squadra che ha già staccato la spina. Come se bastasse la salvezza per giustificare il vuoto. E invece no, perché la sconfitta del Friuli pesa eccome, soprattutto per il modo in cui è maturata: senza scosse, senza rabbia, senza orgoglio. I numeri inchiodano i granata e raccontano una partita a senso unico. L’Udinese gestisce, ma soprattutto colpisce con continuità: 19 tiri a 9, 8 nello specchio contro l’unico squillo del Toro. Il dato più duro è quello dell’area: 13 conclusioni friulane dentro i sedici metri contro appena 3. Il campionato non ha più obiettivi, è vero. Ma proprio per questo ogni minuto diventa un esame. Per tutti, D’Aversa in primis. Le ultime giornate devono servire a sperimentare e a prendere decisioni per la prossima stagione. Il Toro non può avere la presunzione di sentirsi in vacanza dopo una stagione vergognosa e conclusa nel modo più triste: senza lasciare traccia.

2. Riemergono le leggerezze difensive

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UDINE, ITALY - MAY 02: Thomas Kristensen of Udinese scores his team's second goal with a header during the Serie A match between Udinese Calcio and Torino FC at Stadio Friuli on May 02, 2026 in Udine, Italy. (Photo by Timothy Rogers/Getty Images)

A Udine sono riemersi vecchi fantasmi: quelle leggerezze difensive che per tutta la stagione hanno giustamente punito il Toro. Con Baroni la retroguardia era fragile, tra le peggiori del campionato, e D’Aversa aveva dovuto subito richiudere una porta fin troppo aperta. Ma contro l'Udinese quel lavoro è sembrato evaporare. L’1-0 nasce da una rimessa laterale innocua e diventa un regalo: Coco perde un pallone banale, Solet scappa via, Ekkelenkamp attira tutti e Obrador si incarta nel momento decisivo lasciando entrare in porta il tiro di Ehizibue con Paleari già a terra. Il 2-0 è la fotocopia di un’altra disattenzione: corner, marcatura a zona che non tiene, Kristensen libero e Paleari in ritardo. Troppa superficialità. E così la difesa torna ad essere un problema.

D'Aversa, meglio in casa che fuori

Udinese Calcio v Torino FC - Serie A
UDINE, ITALY - MAY 02: Roberto D'Aversa, manager of Torino, makes his way to the dugout ahead of the Serie A match between Udinese Calcio and Torino FC at Stadio Friuli on May 02, 2026 in Udine, Italy. (Photo by Timothy Rogers/Getty Images)

L’ultima sentenza riguarda D’Aversa. Il suo lavoro resta encomiabile, ma Udine accende un faro che non si può ignorare: con lui il Torino rende meglio in casa che fuori, anche quando al Grande Torino mancano le due curve. E non è soltanto una questione di risultati, ma soprattutto di prestazioni. In Friuli i granata sono apparsi spenti, passivi e dominati dall’Udinese senza mai dare la sensazione di poter cambiare inerzia: lontano da casa il Toro sembra spegnersi e perdere coraggio. Male anche le trasferte di Cremona e Pisa, con quest’ultima salvata solo dal risultato, ma non dalla prestazione priva di brillantezza. Le eccezioni - in termini di prestazioni - ci sono state: a San Siro col Milan e al Maradona di Napoli l’atteggiamento è stato quello giusto per lunghi tratti, ma non è bastato, dato che in entrambi i casi il Torino è uscito sconfitto. La squadra deve crescere e imparare ad essere Toro. Poi dovrà farlo ovunque.

Udinese Calcio v Torino FC - Serie A

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