Ci aspettiamo un mercato creativo?
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La presentazione di Petrachi: “Voglio una squadra col coltello tra i denti”

Petrachi: “Devo essere bravo e aiutato dai collaboratori per fare operazioni furbe. Devo essere bravo a trovare squadra a cui serve un nostro giocatore in uscita e poi andare a prendere quello che abbiamo identificato. Il mercato di gennaio è complicato, qua tanti volevano scappare quando sono arrivato. Ora tanti vogliono restare ma devono dimostrarlo con i fatti: in campo devono dare tutto”.
Di solito paga l’allenatore, questa volta il ds. Non ha funzionato il mercato estivo?
Cairo: “La campagna acquisti al momento non ha ancora dato i frutti sperati. Questo non vuol dire che i giocatori presi non possano dare buoni risultati. Mi aspetto di più perché ho speso cifre non piccole, ma non vuol dire che i giocatori non abbiano potenziale: potrebbero darci buoni risultati”.
Si va avanti col 3-5-2? Qual è urgenza più assoluta? Che cosa ha chiesto a Baroni?
Petrachi: “A Baroni ho chiesto di essere il Marco Baroni che conosco, di tirare fuori tutto quello che ha dentro. Abbiamo giocato insieme a Lecce, è sempre stato un caratteriale. Da allenatore pretendo che tiri fuori quello che ha dentro. Marco può e deve fare di più, glielo ho detto: mi aspetto che la squadra gli somigli. È un grandissimo allenatore e ha temperamento, deve pretendere dai suoi giocatori che in campo si veda la squadra di Baroni. Nella Lazio ho visto voglia di aggredire l’avversario e fare la partita senza attendere. La squadra deve avere l’identità, pretendo che trasferisca le sue caratteristiche senza guardare in faccia nessuno”.
Si lavora sul 3-5-2? Difesa è la priorità?
Petrachi: “Assolutamente sì, non avremo equivoci. Il 3-5-2 sarà il modulo di riferimento da qui alla fine, poi magari potrà capitare qualche cambiamento per necessità. Lavoreremo sul 3-5-2”.
Che risposta si aspetta immediatamente dalla squadra?
Petrachi: “Ne parlavo ieri con Baroni, a me la Cremonese fa molta paura. Ha vinto a Bologna sfruttando gli errori dell’avversario. Sarà una partita molto difficile, stimo Nicola: è un allenatore che stima molto gli avversari e ha i suoi perché in Serie A. Serve una partita da coltello tra i denti, se la squadra non lo capisce è un problema. Cercherò di far passare questo messaggio: farsi saltare da un avversario deve essere una sconfitta. Lo spirito Toro deve entrare nel dna di questa squadra. Magari Simeone non ha bisogno di essere pungolato, devo chiedergli di trascinare qualcun altro. I leader devono prendere per mano i compagni e portarli dentro questa mentalità. Le partite si vincono con i duelli personali e noi ne vinciamo pochi, è questo il punto”.
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