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“Prima vinco e poi me ne vado”, i dieci anni di Petrachi al Toro

La storia / Al suo arrivo il Toro era a rischio Serie C, dieci anni dopo i granata sono a tre punti dalla Champions League

Marco De Rito

"Dieci stagioni, sette allenatori. Dalle porte della Serie C nel 2010, a tre punti dalla Champions League nel 2019. Gianluca Petrachi al Torino le ha viste tutte o quasi. Il suo punto più alto con Giampiero Ventura: quando il Toro è riuscito a centrare l'Europa League superando i sedicesimi a Bilbao, e ha vinto anche un derby con la Juventus dopo vent'anni di astinenza. Ripercorriamo la storia del direttore sportivo più longevo del Torino.

"L'ARRIVO TURBOLENTO -  Al suo arrivo, dicembre 2009, c'è una pesante contestazione degli ultrà: la squadra granata langue nella classifica medio-bassa della Serie B. Petrachi prima affianca Rino Foschi, poi prende i pieni poteri della scrivania granata dopo la partenza dell'esperto dirigente romagnolo. Richiama Colantuono in panchina, al posto di Beretta, ed effettua un mercato rinominato poi la "rivoluzione dei peones": fuori i giocatori di nome come Di Michele, Diana, Pisano ed altri, dentro calciatori meno conosciuti ed affamati come D'Ambrosio, D'Aiello, Pestrin, Barusso. La rimonta dei granata si ferma in finale playoff, persa col Brescia. Poi segue una stagione disastrosa, quella con in panchina Franco Lerda, 2010/2011. Allora avviene la svolta, per il campionato 2011-12 arriva Giampiero Ventura, con cui Petrachi aveva in precedenza lavorato a Pisa. All'inizio della nuova stagione, i tifosi chiedono le dimissioni del dirigente granata ma lui risponde: "Prima vinco, e poi me ne vado". 

"L'ERA VENTURA - A Giampiero Ventura viene fornita una squadra interessante: nell'estate del 2011 arrivano al Torino, tra gli altri, due futuri pilastri come Glik e Darmian. La promozione arriva immediatamente con il secondo posto in B. Nei cinque anni di lavoro fianco a fianco con il tecnico ligure, il Toro riesce a centrare l'Europa League nel 2014 con un settimo posto diventato valido grazie alla mancata Licenza Uefa del Parma. Sono anni di crescita societaria e tecnica in cui il ds scova a basso prezzo diversi giocatori che hanno fatto la fortuna del club tra cui Cerci e Immobile.

"CHE PLUSVALENZE - A marcare l'era petrachiana sono soprattutto le plusvalenze, clamorose cessioni milionarie (da Peres a Zappacosta, passando per Glik e Cerci) che hanno il fine di aumentare nel lungo periodo le possibilità della società in quanto a spese per ingaggi e cartellini. Dopo la deludente parentesi di Sinisa Mihajlovic, viene scelto il 3 gennaio del 2018 Walter Mazzarri: dopo sedici mesi, la squadra è a tre punti dalla Champions League. Il rapporto con Cairo, però, è da tempo ridotto ai minimi termini, sino al botta-e-risposta mediatico degli ultimi giorni che avvicina chiaramente la separazione tra i due (leggi qui). Tuttavia, il bilancio dell'era Petrachi all'ombra della Mole si può considerare positivo. Dalle porte della Serie C alle porte della Champions League: con il salentino dietro la scrivania, la dimensione del Torino è cambiata.