I granata di D'Aversa impegnati allo Zini: i tre punti come minimo sindacale
Non c'è due senza tre, ma da queste parti è un detto che ha una sua fondatezza fino a un certo punto. È un fatto concreto che Roberto D'Aversa abbia fatto en plein di vittorie al Grande Torino: 3 su 3 all'esordio, come quando, nel 2018, Walter Mazzarri subentrò a Sinisa Mihajlovic. È ancora un'ambizione, invece, quella di mettere in fila tre vittorie consecutive. Di nuovo un traguardo targato Mazzarri, che tra febbraio e marzo 2019 batté Atalanta, Chievo e Frosinone. Dall'allenatore toscano si sono susseguiti Longo, Giampaolo, Nicola, Juric, Vanoli e Baroni, ma nessuno di loro è stato più in grado di replicare. Oggi tocca a Roberto D'Aversa chiudere i conti con questa maledizione. Alle 12.30 c'è una Cremonese smaniosa di punti salvezza, che presenterà delle insidie. Il tecnico ha già messo in guardia i suoi ragazzi che, dopo la salvezza praticamente già acquisita (manca solo il responso dell'aritmetica), dovranno trovare motivazioni non tangibili. "Vinceredeve essere il minimo sindacale. Mi dispiacerebbe pareggiare", per non interrompere il percorso fin qui virtuoso, ben oltre le aspettative, ma anche per acquisire ancora più credibilità nell'ottica di una possibile permanenza. D'Aversa si gioca tanto, ma il futuro e i dialoghi con la società sono rimandati a data da destinarsi. Sicuramente al 24 maggio, quando il campionato si concluderà. Sicuramente a debita distanza dall'appuntamento dello Zini, dove D'Aversa spingerà i suoi a giocare con i paraocchi per l'unico reale obiettivo: tornare al Fila con l'intera posta in palio.
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