Torino-Udinese: solo una vittoria può rinforzare gli argini granata

Verso il match / La società ha confermato la fiducia nel tecnico di Giulianova, ma l’incontro con i friulani pesa molto

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

È un Toro sempre più obbligato a vincere quello che si avvicina all’incontro casalingo con l’Udinese, previsto per sabato 12 alle 18:00. La squadra granata ha davvero bisogno di un’iniezione di fiducia e la classifica impone davvero di avere una reazione e portare a casa dei punti. Il risultato del match contro i friulani vale tanto in primis per l’allenatore, Marco Giampaolo. Il tecnico è stato confermato dalla società anche dopo la cocente rimonta incassata in contro la Juventus e al momento non sembra corretto parlare di ultimatum per quanto lo riguarda, ma la squadra da ora deve dare segnali forti, soprattutto in termini di risultati, per rilanciare e migliorare una classifica che piange.

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AVVERSARIO – L’Udinese che si presenterà all’Olimpico Grande Torino è forte di una serie di tre risultati utili consecutivi e del 14º posto in classifica, a + 5 sulla squadra di Giampaolo. I friulani, infatti, non perdono in campionato dal 1º novembre e da allora hanno pareggiato a Sassuolo, si sono imposti sul Genoa ed hanno battuto, a Roma, la Lazio di Simone Inzaghi. In più, dato da non sottovalutare, i bianconeri hanno avuto a disposizione un turno di riposo: a causa dell’impraticabilità della Dacia Arena dovuta alla pioggia, la sfida con l’Atalanta – in programma ieri – è stata rinviata a metà gennaio. Luca Gotti potrà dunque contare su un organico dal morale alto, rigenerato e che ha mostrato di essere in grado di mettere in difficoltà anche compagini di alta classifica. Non sarà certo un avversario semplice per i granata.

POSTA IN PALIO – Ma, nonostante nella testa gravi la delusione per la sconfitta patita nel derby della Mole, il Toro è chiamato ad un moto d’orgoglio: ogni risultato che non sia la vittoria sarebbe una delusione. Contro l’Udinese, vietato sbagliare per Belotti e compagni, ma soprattutto, vietato concedere altre rimonte. Il campionato, infatti, è giunto ormai all’undicesima giornata e nonostante il presidente Cairo abbia confermato ancora una volta la fiducia in Marco Giampaolo, un’eventuale stecca contro i friulani potrebbe minare profondamente la credibilità del suo progetto tecnico.

10 Commenta qui

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  1. oscarfc - 2 mesi fa

    E perchè mai dovrebbe concordare una buonuscita?
    Se non inverte il verso di caduta libera attuale, questa esperienza al Toro, sarà l’ultima esperienza da allenatore di Giampaolo.
    Si terrà il suo contratto garantito di 2 anni a 1,5 Ml e poi andra in pensione.

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  2. Messere Granata - 2 mesi fa

    Le parole e i commenti di Cairo, e anche di noi tifosi, sono come la cornice di un quadro. Quello che conta è il soggetto del ritratto. Il Torino deve solo vincere. Olio, tempera o acquerello? Non ha nessuna importanza. Le chiacchere non servono a nulla.

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  3. altoro - 2 mesi fa

    Lo scorso 6 Agosto il tecnico di Giulianova invocò tempo e pazienza all’intero ambiente del mondo TORO in occasione della presentazione ufficiale alla stampa specializzata locale. Nel frattempo sono trascorsi circa quattro mesi e i risultati sportivi della squadra indicano una classifica assolutamente deprimente in cui, dopo appena un quarto di campionato, il popolo granata visualizza chiaro e nitido all’orizzonte lo spettro concreto della retrocessione.
    In alcune circostanze si sono visti scampoli di bel gioco, tuttavia le evidenti lacune di difesa e centrocampo sono assolutamente oggettive.
    Personalmente, da semplice tifoso, non ho la presunzione di indicare se il modulo 4-3-1-2, maggiormente congeniale alla filosofia calcistica del tecnico abruzzese, è maggiormente indicato ed efficace rispetto al recente ritorno al passato ossia al modulo tattico 3-5-2.
    Le caratteristiche di ogni singolo calciatore sono osservabili nel lavoro quotidiano da Giampaolo per cui chi più del tecnico in genere ha la capacità di provare a ottimizzare le stesse rendendo gli interpreti di un determinato modulo tattico al massimo delle loro potenzialità individuali piuttosto di un altro… . La netta sensazione personale è che Rincon rimane un ottimo mediano di fronte alla difesa ma non abbia assolutamente la tecnica raffinata e geniale del play classico, alla Pecci per intenderci, ossia il regista del TORO del 7° Scudetto datato Maggio 1976. Lo stesso Meitè perde almeno 4/5 palloni sanguinosi a partita nella zona di campo di sua competenza, gli stesse palloni avviano le pericolose ripartenze della squadra avversaria, senza che lo stesso non abbia nè l’energia nè tantomeno la determinazione per inseguire colui che gli ha sottratto il pallone. La stessa difesa è un autentico colabrodo in quanto con la media di quasi due reti e mezzo subite a partita costituisce ad oggi la peggiore in assoluto della Seire A. Rodriguez è il terzino più statico che io abbia mai visto su un rettangolo di gioco per cui mi domando per quale specifico motivo Giampaolo abbia sollecitato il suo acquisto alla dirigenza granata. Purtroppo ad oggi esiste nella rosa una schiera di “scontenti” che durante la scorsa estate avrebbe desiderato cambiare aria e la Società TORINO F.C. non ha accontentato gli stessi non avendo ricevuto offerte ritenute adeguate al valore economico del loro cartellino. A questo proposito naturalmente alludo ai vari Sirigu, le cui pessime prestazioni individuali lo rendono assolutamente irriconoscibile agli occhi sia della stampa specializzata sia dei tifosi granata in genere, Nkoulou e Izzo.
    Ho citato soltanto alcuni degli aspetti che allo stato attuale delle cose rendono davvero assolutamente complicata la classificata del nostro amato TORO.
    Ogni azienda al mondo investe sui suoi collaboratori, manager, tecnici e addetti che siano, e quindi è disposta a concedere loro dei tempi tecnici per lo sviluppo della loro formazione e quindi della loro crescita professionale. L’ambiente del calcio professionistico, allo stesso modo di qualsiasi altra azienda, si attende nel medio-lungo termine dei risultati da ogni dipendente / collaboratore anche in rapporto all’entità della retribuzione economica che gli stessi percepiscono. Pertanto ritengo che il “Professore”, così denominato nell’ambiente, Giampaolo, dall’ingaggio di un milione e mezzo netto a stagione, è giunto ad un bivio stagionale costituito dalla partita interna di sabato prossimo contro l’Udinese. L’eventuale mancata conquista del successo, risultato assolutamente obbligato per “ricaricare” un ambiente totalmente depresso a causa dell’attuale terzultimo posto in classifica, lo pone inevitabilmente sulla graticola … . Naturalmente personalmente faccio gli scongiuri, allo stesso modo di tutti i fratelli granata del forum. Amen. Alè TORO !

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  4. olivia - 2 mesi fa

    Sig Presidente quando saremo ultimi in classifica non voglio poi sentirle dire che forse si e’ sbagliato a prendere l allenatore e che forse ce n erano di meglio.GRAZIE PRESIDENTE

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  5. olivia - 2 mesi fa

    Come possiamo pensare che un allenatore che non sa che adesso si possono fare 5 cambi e si possono modificare in corsa le marcature possa essere adatto ad allenare in serie A.Solo quella grande mente di CAIRO poteva prenderlo.Grazi Presidente ti dai sempre le martellate sui coglioni

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  6. Nero77 - 2 mesi fa

    Anche un pareggino striminzito basterebbe ai sostenitori del maestro svizzero-abruzzese

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  7. praly66 - 2 mesi fa

    direi che il pareggio 0-0 (vedasi partita col Crotone) è il più probabile dei risultati, però sarà una partita come contro la Samp, dove rischiamo il peggio, ahinoi !

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  8. Guevara2019 - 2 mesi fa

    Ma va? Su toronews si scopre l’acqua calda,sperando che non finisca come col Cagliari,Crotone e Samp…

    Sempre forza Toro eh,ci mancherebbe,fusse,che fusse la volta bona!

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    1. oscarfc - 2 mesi fa

      Guarda che con il Cagliari abbiamo perso 2 a 3

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  9. granataLondinese - 2 mesi fa

    Cosa significa il titolo?

    Seppur non sia colpa di Giampaolo, secondo me se perdiamo o anche solo pareggiamo con l’Udinese finisce male per il Maestro.

    Dietro la lavagna ci finisce lui, d’altronde cmq i suoi errori gli ha fatti, quasi 10 partite (giornate/preparazione/coppa italia) per accettare la sconfitta del suo modulo, alcune dichiarazioni allucinanti (lukic e’ un trequartista, gojak e’ una mezzala, rincon e’ un regista) e dulcis in fundo, sempre gli stessi sistematici errori.

    Poteva guardarsi le partite del toro di longo e mazzarri, invece no, ha insistito, il calcio mercato gli ha detto no, e poi il campo.

    ora per salvare una carriera ormai compromessa, cambia persino il credo calcistico.

    mi spiace, e’ un maestro, ma che vada ad insegnare a coverciano, non mi pare che sia in grado di sistemare i problemi che questa squadra si porta dietro dalle sconfitte enormi del secondo anno di mazzarri.

    eh si la societa’, beh lui poteva suggerire un tot di giovani, doveva capire in fretta che non c’era il soldo.

    e invece no.

    A me pare che stia facendo gli stessi errori di milano, giocatori fuori posto, niente riscontro con la realta’.

    guardate dov’e’ il milan ora com pioli, non e’ solo merito di ibra.

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