Il Toro affronta il Parma senza il tecnico spagnolo: è un bene o un male?
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"Cuesta non c'è, è andato via, Cuesta non è più…". L'iconico ritornello viene quasi spontaneo pensando alla trasferta che attende il Torino lunedì sera al Tardini. Solo che, stavolta, non è una storia d'amore finita male, ma una panchina che durante la sosta ha cambiato padrone. Carlos Cuesta non c'è più, al suo posto c'è Alberto Gilardino. E allora la domanda è inevitabile: per il Toro è una fortuna oppure sarebbe stato meglio trovare ancora lo spagnolo?
I precedenti cosa dicono?
Il precedente, tra l'altro, fa riflettere. Proprio contro i granata, il 29 settembre 2025, Cuesta aveva festeggiato la sua prima vittoria da allenatore del Parma: un 2-1 firmato dalla doppietta di Mateo Pellegrino, che aveva piegato il Torino di Marco Baroni. Una partita che aveva rappresentato un punto di svolta per il tecnico spagnolo, almeno sul piano del risultato. Anche nell'ultimo confronto al Tardini, dunque, i granata non erano riusciti a imporsi. I granata poi si erano pressi la rivincita all'Olimpico Grande Torino, con un sonoro 4-1. Ma quel Parma non c'è più, almeno nella guida tecnica, e ripartire da questi precedenti serve soprattutto a ricordare quanto possa essere imprevedibile questa sfida.
Seconda chiamata per Gilardino
Gilardino, intanto, ha già vissuto il proprio battesimo sulla panchina gialloblù, affrontando l'Inter a San Siro e perdendo 3-0. Un esordio tutt'altro che semplice, contro una delle avversarie più attrezzate del campionato, che non basta per dare un giudizio definitivo sul nuovo Parma. La sosta prima della gara di Milano ha permesso al tecnico di cominciare a lavorare con il gruppo, ma resta da capire quanto riuscirà a incidere sull'identità della squadra in così poco tempo. Per il Toro, questo significa affrontare un avversario molto meno leggibile rispetto a quello che avrebbe trovato con Cuesta, ma anche una formazione potenzialmente galvanizzata dal cambio in panchina e reduce da una sconfitta.Insomma, Cuesta non c'è più, ma non è detto che il Toro debba festeggiare. Con lo spagnolo ci sarebbero stati più riferimenti tattici, mentre con Gilardino aumentano le incognite: il cambio di allenatore può aprire spazi e offrire occasioni, ma può anche dare nuova energia a una squadra in cerca di riscatto. La vera fortuna dei granata, allora, non sarà il nome dell'uomo seduto sulla panchina avversaria, bensì la capacità di sfruttare le eventuali incertezze del Parma senza concedergli l'entusiasmo utile a trasformare la partita in una prova di carattere.
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