Toro, il calendario dopo la sosta: dall’Inter alla Juve, sarà un mese complicato

Focus / Dall’Inter al Napoli, otto partite in un mese con in mezzo la Coppa Italia e il derby all’Allianz Stadium

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

La Serie A entra nel vivo. I punti iniziano a pesare sempre di più ai fini della classifica e ogni errore può costare rimpianti. E il Torino di Marco Giampaolo entra nella fase calda del campionato con impegni a dir poco probanti. Fin qui il calendario era stato parzialmente clemente. Soli due big match affrontati (contro Atalanta e Lazio) ed entrambi in casa. Da domenica 22 novembre, ovvero dalla prima partita dopo la sosta per le nazionali, il cammino si farà però più arduo per Belotti e compagni.

BIG MATCH – Nel giro di un mese i granata giocheranno 7 partite di campionato e una di Coppa Italia. In particolare tra il 22 novembre e il 5 dicembre il Toro giocherà fuori casa contro l’Inter (subito alla ripresa) e il derby all’Allianz Stadium due giorni dopo il compleanno del Torino del 3 dicembre; in mezzo la partita casalinga contro la Sampdoria ed il turno di Coppa contro l’Entella . Poi, per concludere il 2020, Giampaolo e i suoi ragazzi affronteranno il 17 dicembre la Roma e il 23 dicembre il Napoli (entrambe le partite fuoricasa). Insomma, su 7 sfide per completare un annus horribilis 4 saranno trasferte e tutte partite dall’altissimo tasso di difficoltà.

TURIN, ITALY – NOVEMBER 08: Soualiho Meite (L) of Torino FC is challenged by Luca Cigarini of FC Crotone during the Serie A match between Torino FC and FC Crotone at Stadio Olimpico di Torino on November 8, 2020 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

ABBORDABILI – Ne consegue che le restanti 3 partite dovranno essere sfruttate al meglio, per non doversi ritrovare alla ripresa del campionato nel 2021 in piena zona retrocessione. Saranno tutte e 3 in casa, il che rappresenta ormai un minimo vantaggio (senza il fattore pubblico, l’unico vantaggio riguarda i viaggi da fare). Il 29 novembre arriverà la Sampdoria: squadra in cui Giampaolo si è affermato. Poi la settimana dopo il derby ci sarà l’Udinese a Torino e tra i turni infrasettimanali contro Roma e Napoli la gara contro il Bologna del grande ex Sinisa Mihajlovic. Queste sono le 3 partite da vincere e da non sbagliare a tutti i costi. Saranno tre sfide che potranno dire anche molto sul futuro dei granata.

Giampaolo

COPPA ITALIA – A tutto ciò va aggiunta la Coppa Italia. Il 26 novembre, ovvero tra la partita contro l’Inter e quella contro la Sampdoria, all’Olimpico Grande Torino approderà la Virtus Entella. I liguri sono un avversario sicuramente più abbordabile del Lecce superato, con un po’ di fatica, al turno precedente. Giampaolo e i suoi ragazzi dovranno comunque affrontare la partita al massimo, per poter continuare il cammino in una competizione in cui il Toro da troppo tempo non porta a casa risultati entusiasmanti. Inoltre la vittoria potrebbe dare un’iniezione di fiducia in vista del cammino delicato da fare in campionato. Una sconfitta potrebbe avere, al contrario, effetti deleteri. La fortuna di Giampaolo, al momento, è che ha recuperato tutti gli elementi e da dicembre potrebbe avere a disposizione Baselli. Ogni arma potrebbe aiutarlo a segnare la svolta e superare un mese complicato.

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  1. Emilianozapata - 2 settimane fa

    Concordo luizmuller. E che nessuno, dalla società ai giocatori, tiri fuori l’alibi del calendario in salita. Tirino fuori qualche altra cosa, e soprattutto tirino in porta.

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    1. luizmuller - 2 settimane fa

      Io veramente mi riferivo al tono di certi articoli, e di certi commenti negativi, da cacasotto: anche un tifoso granata, e non soltanto i giocatori, dovrebbe esprimere coraggio e audacia, invece di lamentarsi sempre, aspettandosi il peggio. Per quanto riguarda i giocatori, finora mi sembra che si stiano, più o meno tutti, impegnando, e sono fiducioso in un, magari lento, ma sicuro, progresso. Le partite più difficili sono quanto di meglio, per testare il livello raggiunto. Insomma, Forza Toro!

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  2. luizmuller - 2 settimane fa

    Complicato? Io direi piuttosto stimolante al massimo, un po’ di più che con il Crotone (con rispetto parlando). Cerchiamo di essere positivi senza farcela addosso prima del fischio d’inizio. Nel calcio come nella vita.

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  3. Mik - 2 settimane fa

    “Mese complicato” è a dir poco un eufemismo! Diciamola tutta, cara redazione…sará un bel mese di M….che noi tifosi tanto per cambiare ci dovremo ingoiare sperando di avernene ancora di posto nello stomaco, dopo tutti sti anni. E tante ma tante umiliazioni! Pessimismo?! Noooo, direi realismo, ne più ne meno! Quando non hai una rosa da primi 6 posti ma obbiettivamente neanche da ultimi 3, per onorare comunque il campionato e sti colori devi metterci tanto anche del tuo, rimboccandoti le maniche, correndo, restando concentrati in campo, pressando, restando sempre attaccati all’avversario e tirando, tirando e tirando, perché non siamo il Barcellona con il suo proverbiale tiki taka. Se tutto questo lo si vede soltanto in qualche povero cristo e negli altri men che zero è ovvio che diventano poi la prassi la stragrande maggioranza delle partite, come l’ultima vista contro il Crotone. Quest’ultimo ci deve essere di esempio per l’atteggiamento dimostrato in campo a Torino, unica carta che poteva sicuramente giocarsi. Peccato che i nostri, la gran parte, non l’abbiano capito e imitato.
    Mi son sempre prodigato in passato e lo farò sempre nell’applaudire ancor di più, fino a screpolarmi le mani, calciatori come Ezio Rossi, Giacomo Ferri, Pasquale Bruno, Enrico Annoni e tanti altri come loro (per fortuna ne abbiamo avuti un bel po, fa anche questo per fortuna parte della nostra storia, il famoso tremendismo granata). Gente che con il loro atteggiamento in campo sapeva ampiamente fronteggiare avversari con tasso tecnico più alto. C’ero quel giorno allo stadio dove il buon Giacomo venne messo, non casualmente, appiccicato per tutta la partita alle calcagna di un certo Maradona. E ancora ricordo i commenti che Diego fece a fine partita ai microfoni sulla marcatura del nostro difensore.
    Quindi rivolgendomi alla buona parte della rosa attuale non me ne vogliate, spero, se le mie mani restano ferme, se i miei polmoni restano fermi, se il mio portafoglio resta fermo, visto che l’unica virtù che ad oggi vi riconosco è quella di saper andare a fine mese a prelevare al bancomat!

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  4. byfolko - 2 settimane fa

    Cantiere?

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  5. Thor - 2 settimane fa

    In apnea finì a fine anno, sperando di sopravvivere. Se son rose, fioriranno.

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