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Toro, Juric tra ricambio generazionale e musi lunghi: “Non tutti lo accettano”

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Il tecnico ha rovesciato tutte le gerarchie e non ha nascosto le criticità: "Sapevo che andava così e bisognava avere più coraggio su certe cose"

Alberto Giulini

Cambiano le gerarchie e - inevitabilmente - non tutti possono esserne contenti. A calcio si gioca in undici con cinque cambi, il Toro ha una rosa più lunga di quanto Juric vorrebbe e non mancano quindi giocatori che vedono il campo con il contagocce. E tra questi, nel caso dei granata, non mancano elementi che nel recente passato hanno ricoperto un ruolo centrale. Da Izzo a Zaza e Baselli, tanto per fare alcuni esempi eclatanti: giocatori su cui il club ha investito molto e figure importanti nel recente passato che ora non sono nemmeno primi ricambi ai titolari.

RICAMBIO GENERAZIONALE - Sono le conseguenze di un nuovo corso inaugurato da Juric: quello intrapreso dal tecnico - come lui stesso lo ha voluto definire - è un vero e proprio cambio generazionale. "Anche se ci sono giocatori che erano già presenti in passato, ora il nostro spirito è nuovo. Le gerarchie sono un po' cambiate, ora magari gioca chi l'anno scorso era in panchina. Questo è un gruppo che si sta ricreando" ha spiegato in modo molto chiaro Juric. Il tecnico non ha nascosto la sua soddisfazione per il nuovo corso ("ho visto un bel segnale perché erano tutti uniti e si parlavano"), ma al tempo stesso ha lanciato un allarme: "Stiamo facendo un ricambio generazionale, che non è facile da accettare per chi giocava prima e ora sta fuori. C’è chi la accetta e chi no abbassando il livello di allenamento. Sapevo che andava così e bisognava avere più coraggio su certe cose".

GLI SCONTENTI - Nessun riferimento esplicito a giocatori scontenti, come giusto che sia all'interno di un gruppo, ma quello lanciato da Juric è un avvertimento che andrà ascoltato in vista del mercato di gennaio. Il tecnico ha fatto capire che in estate non avrebbe disdegnato un repulisti come avvenuto all'inizio della sua avventura con il Verona ed ora si trova a fare i conti con esclusioni eccellenti e conseguenti ripercussioni sul livello degli allenamenti. È fisiologico che i giocatori accantonati non possano essere contenti ed in tal senso la società potrebbe muoversi sul mercato di gennaio per facilitare l'uscita di quei giocatori che Juric non ritiene più centrali nel suo progetto. Del resto i segnali lanciati dal croato sono stati diversi: dalla volontà di avere una rosa corta completata da alcuni giovani di talento al famoso coraggio che è mancato nelle scelte sul mercato estivo. Ed ora, con i risultati sul campo che gli stanno dando ragione, è presumibile che la società dia molto più peso alle indicazioni di Juric.

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