Toro-Lazio, Longo ritrova Inzaghi: lo sconfisse due volte nelle finali Primavera

Il Confronto / Il tecnico granata ha colto tre vittorie contro il collega, ma nell’unico precedente in Prima Squadra successo per Inzaghi

di Andrea Calderoni

Moreno Longo se lo è spesso sentito dire: tu potresti essere il Simone Inzaghi del Torino. I due tecnici sono legati da una storia per certi versi parallela e per certi versi molto diversa e domani si troveranno per la quinta volta l’uno di fronte all’altro. Fin qui i precedenti sorridono al tecnico granata: per lui tre vittorie, contro una sola dell’allenatore biancoceleste che domani alle 19.30 allo stadio “Grande Torino” siederà in tribuna, essendo squalificato. Longo lega probabilmente al suo coetaneo Inzaghi (entrambi sono nati nei primi mesi del 1976) i ricordi più dolci della sua meravigliosa esperienza nella Primavera del Torino. Martedì 16 giugno 2015 il suo Torino vinse lo scudetto ai rigori contro la Lazio di Inzaghi, portando a termine un’impresa ancora oggi stampata nelle menti di molti tifosi granata. Fu il primo trofeo da allenatore per Longo, mentre il secondo è maturato nello stesso magico 2015, il 14 novembre, sempre contro la Lazio Primavera di Inzaghi. I granata trionfarono in Supercoppa ai tempi supplementari per 2 a 1 grazie al gol di Bortoluz. A queste due gioie bisogna aggiungere quella del 2014: successo sempre ai supplementari del Torino nella semifinale scudetto (poi i granata persero la finale contro il Chievo).

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BIVIO CARRIERE – Tre gioie incomparabili per Longo, ma poi la carriera del torinese è evoluta in maniera differente rispetto a quella del piacentino. Inzaghi, infatti, non ha abbandonato la famiglia biancoceleste. È stato promosso da Claudio Lotito in Prima Squadra (a dire il vero come seconda scelta, a seguito del mancato arrivo di Marcelo Bielsa) e ha saputo sfruttare al meglio l’occasione: oggi a distanza di un lustro da quel 2015 si sta giocando lo scudetto contro la Juventus e ha già messo in bacheca due Supercoppe Italiane e la Coppa Italia 2018/2019 (conquistò tre titoli anche con la Primavera, due Coppe Italia e una Supercoppa nell’annata 2014/2015). Longo, invece, non ha potuto entrare immediatamente dalla porta principale sulla panchina del Torino. Ha potuto farlo soltanto in questo febbraio, rilevando Walter Mazzarri per cercare di salvare una stagione oltremodo complicata. Nel mezzo è andato a farsi le ossa in Serie B tra Pro Vercelli e Frosinone. Proprio con i ciociari si è guadagnato la Serie A, ha esordito nella massima serie ma poi ha dovuto patire l’esonero.

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OBIETTIVI DIVERSI – Domani, i due (seppur con Inzaghi squalificato) si troveranno sulle panchine di Torino e Lazio non più della Primavera ma della Prima Squadra. Per entrambi sarà un bel modo per ricordare da dove sono partiti. La Primavera come un campo di sperimentazione e come una palestra di vita. Ma in Serie A, in realtà, si sono già sfidati. Era il 2 settembre 2018 e la Lazio sconfisse nel derby regionale il Frosinone 1 a 0 grazie al centro di Luis Alberto. La macchina biancoceleste iniziava ad ingranare e Inzaghi stava sempre di più plasmando la Lazio a suo piacimento. Longo, invece, stava vivendo il primo approccio alla Serie A. A distanza di quasi due anni, il duello si ripete ma la situazione è diversa, almeno per Longo. Anche gli obiettivi sono differenti. Il sogno scudetto con la Lazio per Inzaghi, la salvezza e la conferma al Toro per Longo.

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  1. Rimbaud - 5 mesi fa

    Longo ha sempre battuto Inzaghi, ma scommetto che nel caso di sconfitta molti indicheranno lui come colpevole e incapace perchè battuto “tatticamente” da inzaghi..

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  2. bertu62 - 5 mesi fa

    C’è poco da discutere e da star lì a fare calcoli/scongiuri, basta guardare la realtà:
    Lazio, squadra di quel gran “maneggione” di LOTITO, calci di rigore a favore 15, squadra che ne ha avuti di più (quello di Caceido Sabato scorso è scandaloso, praticamente è caduto da solo addosso a Dragowski, e con Massa come arbitro sarà quello che accadrà domani), inoltre rigore a sfavore 3 DICO TRE, squadra che ne ha avuti DI MENO…
    -Torino, squadra di quel gran “furbacchione” di Cairo ma “inviso” a Lotito, calci di rigore a favore 6 (ne ha avuti di più la Spal, per dire…) però in compenso a sfavore ben 9, PRIMI a pari merito con Lecce e Brescia, penultima e terzultima, e con questo ho detto tutto…

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    1. Madama_granata - 5 mesi fa

      Buonasera, Bertu62!
      L’ho scritto nell’articolo in cui si parla dell’arbitro Massa.
      La Capitale vuole lo scudetto, Roma vuole lo scudetto, nei centri italiani del potere, calcistico e non, si agogna di portare lo scudetto a Roma.
      “Roma caput mundi”!
      Immaginando “palla-pallae”, o “pallo-pallonis”:
      “Roma caput mundi pallae (aut pallonis) quoque!
      Questa volta andrebbero persino contro la Juve, pur di portare lo scudetto a Roma!!!
      Massa è uno dei migliori arbitri sulla piazza tra quelli che “hanno sempre onestamente lavorato per danneggiare il Torino”.
      Che può fare il buon Longo contro tutto questo??
      Spero in una prestazione dignitosa: di più non possiamo chiedere, credo!

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      1. bertu62 - 5 mesi fa

        Ciao sorella granata!
        Concordo con Te, non si tratta di una “lagna preventiva” oppure di “sempre a pensare che gli arbitri danneggino il Toro”, si tratta SOLO di numeri ufficiali, sui quali non c’è nulla da dire/fare, sono quelli e basta, però evidentemente 7 “tifosi” non la pensano così
        Ho smesso di discutere con costoro, ti trascinano al Loro livello e ti battono per esperienza (Cit. Orson Wilde 🙂 …
        Abbiamo visto come il VAR viene “scientemente & chirurgicamente” utilizzato/neutralizzato, l’arbitro non rinuncerà MAI al Suo POTERE né LA BANDA BASSOTTI rinuncerà MAI ai Loro, però ci sono tifosi che non lo vedono ma in compenso vedono “gomblotti Cairesi” ovunque, allo stesso modo in cui PRIMA erano contentissimi dell’arrivo di Longo sulla panchina del Toro ANCHE se fosse stata “solo” una mossa “politica” di Cairo, indipendentemente dai risultati o meno, adesso lo crocifiggono perché “è Mazzarriano” nel modo di giocare, smentendo e sbugiardando se stessi e, cosa ancora più ridicola, non rendendosi conto che questo Toro E’ IL TORO DI MAZZARRI, Longo lo ha “ereditato” in tutto e per tutto, calciatori e problemi compresi!
        ————–
        Divertente andare a rileggere i post sotto gli articoli di fine Gennaio/inizi Febbraio, e paragonarli a quelli di questi giorni: sono passati da LONGO CUORE TORO a LONGO SENZA IDEE NE’ CAPACITA’/ESPERIENZA, poi ditemi che esagero quando parlo di “memoria selettiva” o “poca anzi nulla coerenza”….
        Ho sempre sostenuto che Cairo abbia UN SACCO DI COLPE ma che in questa stagione particolare le colpe siano quantomeno da condividere (forse neanche in parti uguali, direi più sbilanciate a sfavore del Presidente che ALMENO ha tirato fuori i quattrini): giocatori, Mister, DS, Società…. Non c’è SOLO UN COLPEVOLE, la stagione è andata male fin dall’inizio, nonostante i presupposti fossero buoni, uno su tutti l’aver tenuto I MIGLIORI!
        Sì perché spesso ci si dimentica (memoria sel….) che quando si dice “abbiamo tenuto tutti” fra i “tutti” ci sono anche quelli che avevano mercato: Belotti IN PRIMIS, e sono 5 anni che LO TIENE, N’Koulou, Izzo, Sirigu, Lyanco (il Bologna lo avrebbe comprato con i soldi, NON CON NOCCIOLINE come aveva l’abitudine di scrivere qualcuno..), Berenguer, Meitè, invece per colpa della “memoria..” si tirano sempre fuori i nomi di Lollo, di Baselli, di Zaza (a proposito, il fatto che non abbia giocato contro il Cagliari non è che ci abbia portato poi così bene o sbaglio?)…
        Immaginiamo che l’estate scorsa, dopo il campionato dei 63punti (che QUASI TUTTI snobbano continuando ad insultare Mazzarri, ma QUESTI SONO FATTI e non “pugnette”…) Cairo avesse dato mandato a Petrachi di vendere I MIGLIORI, quelli scritto sopra: QUANTI sarebbero stati contenti?…..

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