Positivo l'esito dell'incontro con l'ex terzino del Milan. Per Aquilani si attende la fine dei playoff, mentre è previsto anche un confronto con D'Aversa, che Cairo continua a tenere in considerazione
Il gol più bello di Bruno Peres (VIDEO)
Punto e capo. Al Torino vi è da qualche anno una chiara e ripetitiva tendenza, ossia quella di tornare sempre indietro di 365 giorni. Non si tratta però di nostalgia, ma dell’inevitabile conseguenza di un seminato riflessosi poi nel raccolto di stagioni tristi e povere di soddisfazioni. Allora diventa abitudine, non più l’eccezione alla regola. E così è la terza volta consecutiva che la società granata, a pochi giorni dal termine del campionato, non ha ancora ben illustrato l’identikit o la fisionomia del volto della prossima stagione. Per il momento, il film verrà sicuramente prodotto, con Cairo e Petrachi (e Ventura?) in regia, ma senza ancora un protagonista su cui l’intera pellicola possa reggersi. Se quello che emerge da queste ultime ore dovesse essere effettivamente la pista da battere, ci potrebbe essere un’analogia con la prima di queste tre estati cominciate con il punto interrogativo. Con la speranza che le generalità dell’allenatore del Torino si conoscano ben prima del 21 giugno, come avvenne con Paolo Vanoli, al centro di quel tira e molla tra la società di Cairo e il Venezia per quella clausola scomoda. Anche l’ormai ex tecnico della Fiorentina aveva partecipato e vinto i playoff di Serie B prima di accasarsi in granata. Un percorso che rispecchierebbe in parte quello dei due uomini (non sono più ragazzi da un pezzo) fortemente candidati alla panchina che consentirebbe loro un balzo non indifferente: la A, come Abate e come Aquilani.
Abate, incontro positivo con Cairo e Petrachi. Poi tocca ad Aquilani
Ormai non c’è nemmeno più spazio per il sogno impossibile per Ignazio Abate. Come per il Toro, la sua stagione è ormai oltre i titoli di coda. Ma è chiaro che a settembre avrebbe chiesto dove firmare se gli avessero detto che la sua annata si sarebbe prolungata oltre la regular season. Ora, sicuramente da qualche parte dovrà apporre il proprio autografo e, sicuramente, è il momento dello step successivo. Tra Abate e il Torino c’è già stato un rapporto in Serie A, da giovane esterno, culminato però nel 2009 con un rosso nel parapiglia di quella partita con il Genoa, premonitrice della retrocessione. Ma il destino vorrebbe regalare a entrambe le parti una seconda chance e i segnali emersi dall’incontro che sarebbe avvenuto nelle ultime ore tra Abate e il suo vecchio presidente Urbano Cairo e il ds Gianluca Petrachi lasciano buone sensazioni. Ma è ancora presto per stabilire la griglia di partenza. I playoff sono andati avanti anche senza Abate e la sua Juve Stabia e vedono ancora in corsa Alberto Aquilani, intenzionato a rispettare le proprie iniziali: A e A. La prima, quasi impossibile da conquistare con il Catanzaro, partendo questa sera da Monza con due gol di svantaggio; l’altra, firmando con una squadra già consolidata in massima serie come può essere il Torino. E per il momento c’è rispetto dell’impegno con le ambizioni dei calabresi, ma poi dovrà avvenire in fretta anche la seconda audizione dei provini, questa volta con l’ex centrocampista della Roma, anche perché il Sassuolo, che ha salutato Grosso, può essere un’altra seria opzione.
Clicca qui per aggiungere Toro News alle tue fonti preferite
D'Aversa rimane ancora in corsa
Questi, dunque, i due profili prescelti, anche se il presidente Cairo ha ricordato il rischio di troppa gioventù. “Un allenatore giovane deve avere già una certa scorza per gestire una piazza che ha una domanda forte”. E allora ecco chi, come Roberto D’Aversa, ha saputo salvare il Toro dall'abisso in cui era caduto a Genova e ora fa davvero riflettere sulla relatività del tempo. Non è trascorsa nemmeno una settimana da quel carico di attesa, impersonificato anche dal tecnico, in vista del derby. Assurdo che sia stata la sua prima partita davanti a uno stadio gremito, fin troppo considerato normale che possa essere l’ultima, nonostante Cairo lo definisca “ampiamente considerato”. Ma la sensazione è che il suo destino fosse segnato dal 23 febbraio scorso, quando firmò un contratto di soli quattro mesi. D’Aversa sarà comunque ascoltato, anche lui porterà i suoi appunti sul tavolo, ma le chance di una permanenza paiono comunque risicate.
L'usato sicuro e le suggestioni
Poi, sullo sfondo, l’uomo che davvero farebbe fare un salto nel tempo non indifferente. L’usato sicuro, come Gianluca Petrachi, ma in panchina. È stato Ivan Juric a innescare la girandola tra Vanoli, Baroni e ora D’Aversa e potrebbe anche lui avere il potere di fermarla. Il croato, che a detta di Cairo considera il suo vecchio datore di lavoro “il presidente perfetto”, è uno spettro che aleggia da tempo dalle parti del Filadelfia. Certo, non arriverebbe con la stessa carica dei due “Young, wild & free”, Alberto Aquilani e Ignazio Abate. Juric, che non si è lasciato benissimo con la piazza, deve anche riscattare i disastri di Roma, Southampton e Bergamo. E che potrebbero rappresentare un’arma a doppio taglio: la voglia di riscatto contro la negatività che porta altra negatività. Ma poi questa fase di girandole di panchine che sta riguardando la Serie A potrebbe avere anche effetti randomici, con tanti nomi che, di sfuggita, potrebbero anche accarezzare la possibilità di arrivare a Torino. Le cose cambiano e si evolvono con una rapidità da far spavento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA