Focus on / Tecnico vecchio stampo: impulsivo, severo, ma giusto. Quello che serviva al Torino per ripartire. E quel: "Mio padre volle a tutti i costi tornare in Serbia durante i bombardamenti, per non abbandonare gli altri. Ero preoccupato, ma fiero di lui"

TRA PALLONE E GUERRA

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Sinisa Mihajlovic nasce a Vukovar nel 1969 di madre croata e padre serbo, e cresce in quella cittadina all'epoca in Jugoslavia: la sua infanzia non è a dire il vero così traumatica, come egli stesso racconta, ma piuttosto serene e in una città in cui c'era tutto. La guerra però l'ha vissuta sulla sua pelle, con i suoi compagni di squadra e di nazionale. Quando gli stessi tifosi in ogni luogo fischiavano l'inno perché non lo riconoscevamo mai come proprio. La passione per il calcio l'aveva fin da piccolo, ma a Sinisa non piaceva giocare a pallone: lui amava solo tirare verso il bersaglio e fare centro. E ogni giorno andava in un campo nella sua città natale e calciava verso una porta vuota, senza rete: da lì, probabilmente nacque in lui l'amore per le punizioni e un modo di tirarle che le rese una sorta di leggenda in Serie A.

Mihajlovic

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