Focus on / Tecnico vecchio stampo: impulsivo, severo, ma giusto. Quello che serviva al Torino per ripartire. E quel: "Mio padre volle a tutti i costi tornare in Serbia durante i bombardamenti, per non abbandonare gli altri. Ero preoccupato, ma fiero di lui"
RIGORE NAZIONALE
Mihajlovic è sempre stato un uomo rigoroso, che ha ricevuto insegnamenti importanti dalla guerra e dalle situazioni complicate: per questo, soprattutto nella sua carriera da allenatore, è sempre stato rigido con i suoi giocatori, insegnando loro il rispetto prima di tutto.
Un caso che in molti possono ricordare, risale a quando Sinisa era Ct della Serbia, con la quale cercò (senza riuscirci) di qualificarsi per i mondiali del 2014 in Brasile: durante le qualificazioni, ci fu una partita assai delicata tra Serbia e Croazia, nella quale egli non solo impose ai suoi giocatore di cantare il proprio inno, ma anche di applaudire quello croato proprio come avevano fatto per gli altri avversari. Da quel momento ogni gara tutti i giocatori dovevano cantare l'inno ed applaudire e poco dopo i anche i fischi sugli spalti diventarono applausi. Nel suo piccolo è riuscito, in parte, a portare un grande cambiamento.
Poi l'episodio con il giovane Adem Ljajić che ingenuamente non cantò l'inno durante un match: Miha lo cacciò brutalmente dal ritiro della nazionale serba.
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