Anche - e forse soprattutto - per evitare gli errori del passato (e del suo predecessore), Gianluca Petrachi per impostare il calciomercato è partito dalle richieste di Baroni. Da qui l'ormai celebre dichiarazione d'intenti: "Un centrale, un esterno e un centrocampista sono la priorità". Proprio da queste necessità del tecnico, il ds granata è partito con la prima ufficialità: Rafa Obrador. Il 3-5-2 di Baroni, come abbiamo analizzato qualche giorno fa, vuole assomigliare al suo più usuale 4-2-3-1. Così agli esterni non spettano soltanto i compiti dei quinti di centrocampo standard: da una parte devono abbassarsi per ricreare una difesa a 4, anche in fase di possesso, e dall'altra devono sfruttare gli appoggi delle punte per i filtranti delle mezzali. Ecco quindi la possibilità per gli esterni di scattare, andare sul fondo e trovare elementi sia in area che a rimorchio. Allora si comprende come il giocatore ideale per Baroni sia un esterno con una buona fase difensiva, ma soprattutto grande velocità, propensione al cross e, dall'altra parte, alle intercettazioni aggressive. In questo senso lo spagnolo ex Benfica sembra il profilo adeguato: di certo non è un goleador - tra i grandi non si è ancora sbloccato - ma quel che è sicuro è che sarà in grado di servire un considerevole numero di cross. Il dato sugli assist non è confortante (soltanto 1 nella scorsa stagione), ma dipende anche da chi c'è in area: in 33 partite (24 da titolare) giocate con il Deportivo La Coruña nella scorsa stagione ha portato a termine 51 cross. Poi è un giocatore dotato di grande velocità e di buone capacità difensive, con 21 intercetti e 37 tackle vinti. Sulla carta, è il profilo che serve a Baroni.
tor calcio mercato Dalla titolarità forzata alle richieste di Baroni: tre riflessioni su Rafa Obrador
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