Riguardo alla formula, da un lato ci si potrebbe stancare a parlare sempre della stessa soluzione, ma dall'altro, in realtà, la modalità con cui Obrador è arrivato al Torino è la scelta migliore. L'esterno spagnolo veste il granata a titolo temporaneo, con opzione d'acquisto al termine della stagione. In caso di riscatto, per il giocatore scatterà un contratto triennale - valido quindi fino a giugno 2029 - con opzione fino al 2030. Ancora una volta, quindi, il Toro ha "acquistato", per modo di dire. Tuttavia, per Obrador non si parla di un riscatto da cifre estremamente elevate - come, invece, è stato per Elmas (17 milioni) o come è per Ngonge (16 milioni) -. Il riscatto per il classe 2004 si aggira intorno ai 9 milioni di euro: una cifra sensata per un giocatore giovane, con tanto potenziale ma con esperienza limitata. Se Obrador dovesse fare molto bene e convincere sia Baroni che la società, si parlerebbe di una cifra accessibile. Dall'altra parte, proprio per l'esperienza limitata del giocatore, è comunque una possibilità per i granata per evitare di fare errori che si sono visti in passato, acquistando a titolo definitivo con le migliori speranze ma trovandosi poi con in mano giocatori dallo scarso rendimento.
tor calcio mercato Dalla titolarità forzata alle richieste di Baroni: tre riflessioni su Rafa Obrador
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