Come si presenta il Sassuolo di Aquilani? Una squadra giovane e intraprendente, con alcune certezze

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Culto di Francesco Bugnone: "Il pallonetto di Pulici" (VIDEO)

Copiare, assimilare, innovare. Nella rincorsa al progresso economico esistono aziende che, copiando da altre, sono in grado di colmare velocemente la forbice che le separa dalle innovatrici e, facendo proprie le idee assimilate, iniziare loro stesse ad innovare. E in parte, se vogliamo, è l'obiettivo del Torino con il Sassuolo. C'è un aspetto che il club neroverde ha appreso nella scorsa stagione, volendolo replicare in questa: partire da un allenatore giovane con idee e identità, seguirne le richieste e assecondarne i movimenti. Così per il Sassuolo la risalita dalla B alla Serie A è stata più dolce di quanto si potesse immaginare: Fabio Grosso ha regalato agli emiliani una stagione di successo e ha conquistato una panchina più blasonata come quella della Fiorentina. Il Torino ha apprezzato l'andamento dei neroverdi e ha scelto di provare a replicarlo: ecco Ignazio Abate, l'altro profilo considerato dal Sassuolo che si è poi diretto su Alberto Aquilani.

Atalanta BC  v US Sassuolo - Serie A 2026/27

Aquilani fa l'Abate: la tendenza dei due allenatori

Se abbiamo lungamente decantato le doti di Abate nella scelta e nella gestione dei giovani, con accompagnamento verso un calcio propositivo e divertente, un discorso simile lo si può fare con Aquilani. A partire dai vari Liberali e Favasuli che si sono messi in mostra nel suo Catanzaro, alla prima giornata di campionato il Sassuolo è arrivato con pochi giocatori confermati dall'anno prima e tanti elementi nuovi e giovani. Se in porta c'era Muric, insieme a Doig e Odenthal spiccavano Cinquegrano e Macchioni, classe 2004 e 2006. In una difesa certamente ancora da rivedere, tra i due una media di 21 anni. Così a centrocampo, ecco i nuovi arrivati Adzic e Bakola (in neroverde da febbraio), rispettivamente classe 2006 e 2007. E in attacco non ci si dimentica di Volpato e Bowie, con quest'ultimo che si candida per essere una sorpresa interessante, nonostante la concorrenza.

Ci sono due certezze: Matic e Laurienté

Se in quanto a giovani il Sassuolo di Aquilani può assomigliare al Torino di Abate, lo stesso vale per le certezze. I Vlasic e Simeone, in qualche modo, in neroverde possono essere Matic e Laurienté. Al fianco di elementi tanto giovani e inesperti, il Sassuolo si affida a due garanzie tecniche, tattiche e carismatiche. Nemanja Matic è un elemento che vanta più esperienza della grandissima parte dei giocatori in Serie A, con oltre sette stagioni tra Chelsea e Manchester United. 38 anni e fascia da capitano per l'elemento che ancora possiede le chiavi del centrocampo neroverde. E in attacco estro e qualità, con un giocatore che ha seguito la squadra emiliana anche in Serie B: Armand Laurienté è nel pieno della sua carriera (27 anni) ed è il leader creativo e qualitativo della manovra offensiva di Aquilani. Alla luce di quest'analisi emergono due squadre con parecchie similitudini e con tutte le caratteristiche per fare di Sassuolo-Torino una partita divertente.

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