Torna l'appuntamento con la rubrica di Michelangelo Suigo: "Il limite principale della squadra non è tanto il gioco, ma la voglia di vincere ad ogni costo"

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Video - Torino-Parma 0-0, il postpartita: "Rammarico e mal di gol per i granata"

Dopo Toro Parma, a partita appena finita, il commento più scontato era: 'se non vinci una partita che era da vincere, allora siamo messi malissimo'. A mente fredda, smaltita (pochissimo) la rabbia, ci è rimasta sempre la grande frustrazione, soprattutto dopo avere giocato finalmente meglio, ma, proprio grazie a questo aspetto, si è aperto forse un piccolo spiraglio di luce in fondo al tunnel. Certo, manca sempre tremendamente il gol. Ma si sono viste anche cose, finalmente, dignitose. Vanoli ha riproposto il 4-2-3-1 visto per 25 minuti a Udine che ci aveva fruttato il recupero. E il Toro è sembrato meno distratto in difesa e più corale nel manovrare. I granata hanno costruito quattro mega occasioni da gol: due con Adams, una con Karamoh e una con Linetty nel recupero. La più incredibile è stata quella del numero 7: invece di tirare verso la porta vuota, cerca un passaggio scellerato a centro area e si divora la più clamorosa delle occasioni, paragonabile solo a quella di Coco con il Napoli (con la differenza che lui è – o dovrebbe essere – una punta).

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Però, se nelle ultime sette-otto partite avessimo giocato, e creato, come contro il Parma, potremmo avere almeno 7/8 punti in più. Purtroppo sabato abbiamo il derby e non aver sconfitto il Parma ci porterà verosimilmente al match contro il Cagliari ancora fermi a 21 punti. Già, anche perché lo score del Toro in casa è davvero pessimo; su 9 partite solo 9 punti e 6 gol fatti. La vittoria manca al Grande Torino da 75 giorni (1-0 al Como). Da allora, su 10 partite complessive, anche in trasferta, 1V, 4N, 5P con soli 4 gol segnati e 10 subiti. Il lato meno drammatico, tuttavia, è dato dal fatto che, a livello di gioco e compattezza, le ultime due prestazioni ci lasciano sperare. Senza negare le grandi lacune in rosa, come già scritto più volte, i granata sono sicuramente stati penalizzati dalle assenze pesanti di Zapata e Schuurs. Ora il limite principale della squadra non è tanto il gioco, ma la voglia di vincere ad ogni costo. Quella grinta tipica della maglia granata che appare sempre più sbiadita. E che vorremmo venisse fuori proprio nel derby.

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Certo, se fosse entrata la palla di Linetty al 94' magari faremmo commenti ben diversi, raccontando di una vittoria strameritata e benaugurante per la partita di sabato. Noi siamo convinti che, pur con tutti i limiti, se ci sarà l'intensità che auspichiamo, unita ad un paio di innesti, arriveranno anche i risultati. Per dire, basterebbero quasi un Beto, e un esterno (Pedersen non può essere nemmeno lontanamente il sostituto di Bellanova, per pietà). Si parla anche di Casadei, che se mai dovesse arrivare certificherebbe la cessione sicura di Ricci a giugno, si dice al Milan. Poi si dice Cabral. Vedremo. Quanto a Karamoh, un attaccante che non vede mai la porta, nemmeno quando è vuota, non può continuare a giocare. A maggior ragione titolare. Vanoli ci ha ascoltato (facciamo finta di crederci) sul cambio di modulo e su Vlasic. Ora lo supplichiamo: nel derby fai giocare Njie. Infine, il doveroso e commosso saluto a due grandi cuori granata che sono solo in trasferta con gli Invincibili, Aldo Agroppi e Gian Paolo Ormezzano: vegliate su di noi, e provate a dare la scossa granata.

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