Lasciarci le penne / Ritrovarmi lì è stato un viaggio all'indietro, come rivedermi in quella foto con Guccini durante un Tenco in cui il mio sguardo e la mia vita erano altri

L'ultima Thule 2012 di Francesco Guccini – EMI Music Italy

Dopo l'uscita dell'ultimo pezzo di Lasciarci le penne in memoria di Francesco Guccini, tanti mi hanno raccontato i loro ricordi legati al cantautore emiliano. Ognuno aveva un suo aneddoto, qualcosa che travalica la barriera che separa i fan dagli artisti. Era la caratteristica di Francesco quella di rimanere uomo senza cadere nella tentazione di trasformarsi in mito. Io ho incontrato varie volte Francesco al di fuori dei concerti e delle conferenze, sempre per caso. Non l'ho mai conosciuto veramente, ma ognuno di quei momenti è rimasto nella mia memoria; sicuramente non nella sua, nella quale ero solo un minuto, come cantava nella canzone Antenor.

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Ne L'ultima Thule, album pubblicato nel 2012 a conclusione della lunga carriera musicale, compare un brano che racconta di come su tutte le cose della vita, dalle più elevate alle più semplici, incombe un'ultima volta destinata a spezzare una routine di anni, un'ultima puntata di una serie che sembrava infinita. Nel 2015 il premio Tenco, il festival annuale della canzone d'autore italiana che si svolge a Sanremo, dedicò l'edizione a Guccini intitolandola "Tra la via Aurelia e il West", parafrasando il titolo del suo celebre album live con la sostituzione della via Emilia, che tocca i luoghi dell'infanzia del cantautore, con quella che da Roma porta in Francia attraversando la Città dei fiori.

Lì parlai a Guccini per l'ultima volta: quella rassegna rappresenta un luogo unico dello spirito, nel quale i confini tra gli artisti e gli appassionati si riducono ai minimi termini e può capitare l'incontro magico. Lo incrociai dopo una sua conferenza presso la sede del Club Tenco. Non sembrava avere fretta; così, vincendo la mia ritrosia, osai disturbarlo per chiedergli una foto insieme. Detesto i selfie, ma da sempre aspettavo quello scatto e lui fu disponibilissimo. Rivedo la foto e mi rendo conto di quanto il mio mondo sia cambiato.

Domenica scorsa sono andato a vedere il Toro contro la Carrarese, calcio d'agosto dal dubbio interesse, e mi sono ritrovato in una zona dello stadio che non frequentavo da tempo, a due passi da dove andavo con mio padre. Dall''ultima volta in cui vedemmo un match insieme, l'ultimo dei moltissimi vissuti spalla a spalla, erano passate stagioni.

Anche per quello c'era stata un'ultima volta. Ritrovarmi lì è stato un viaggio all'indietro, come rivedermi in quella foto con Guccini durante un Tenco in cui il mio sguardo e la mia vita erano altri. In quei giorni ormai troppo lontani era tutto presente e il futuro un qualcosa lasciato al domani, cantava Guccini: il problema è che la vita, mentre la vivi, sembra la cosa più scontata del mondo; invece è pronta a scappare via. Se solo riuscissimo a viverla con gli stessi occhi con i quali la guardiamo dopo, saremmo più felici.


MARCO P.L. BERNARDI – Lasciarci le penne Autore di gialli, con "Cocktail d'anime per l'avvocato Alfieri" ha vinto l'edizione 2020 di GialloFestival. Marco P.L. Bernardi condivide con il protagonista dei suoi romanzi l'antica passione per il Toro e l'amore per la letteratura e la canzone d'autore. Nel marzo del 2023 è uscito il suo nuovo noir a forti tinte granata "Giallo profumo di limoni. L'avvocato Alfieri in un nuovo caso tra Torino e Sanremo" (Fratelli Frilli Editori).

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