Oltre il Covid-19. Oltre la paura

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “Il problema della libertà, dell’economia e del diritto non sono problemi di serie B rispetto a quelli sanitari; sono i motivi per cui l’occidente è fiorito nel corso dei secoli”

di Anthony Weatherill

“Il segreto della libertà
è il coraggio”.
Tucidide

Numerose polemiche e confronti tv si sono sovrapposti a seguito delle ormai note dichiarazioni di Gabriele Gravina sulla volontà di terminare il campionato di Serie A 2019/20. La notizia che sorprende, dopo settimane di posizioni assai diverse tra i presidenti della più importante lega professionistica sportiva italiana, è la loro decisione unanime di voler terminare la stagione in corso. Se uno avesse la ventura di leggere l’intervista rilasciata a Repubblica da Massimo Cellino, presidente del Brescia, pochi giorni or sono, tra i tanti ragionamenti (si fa per dire) stralunati di colui che del calcio ne ha fatto sempre e solo un affare, riuscirebbe a coglierne solo un tratto in comune: la contraddittorietà. Nel corso dell’intervista, il nostro, si dichiara assolutamente contrario alla ripresa del campionato, salvo poi nell’ultima riunione di Lega A cambiare idea contribuendo al voto all’unanimità. Colui che non se la sentiva di parlare di calcio alla gente di Brescia, provata dai lutti procurati dal Covid-19, deve aver evidentemente cambiato idea, e di molto, negli ultimi due giorni. Cellino non è padre Pio, e nel corso della sua controversa esistenza, costellata anche da molti procedimenti penali a carico, ha pensato sempre ad un’unica cosa: il denaro. Non c’è nulla di male in questo, ognuno ha i suoi obiettivi esistenziali, ma mentre attraverso Repubblica ci informava di essere ricco e persino con una villa a Miami, suonava un po’ stonato il suo insistere a tenere tutte le attività umane ferme (il concetto è sempre lo stesso mantra mainstream degli ultimi mesi: prima la salute), esortando lo stato, nello stesso tempo, a dare più di 600 euro alla gente in difficoltà. Difficile non essere d’accordo sulla questione del tratto esiguo dei 600 euro (chi è in difficoltà meriterebbe e dovrebbe ottenere di più), ma un dettaglio sembra essere sfuggito al presidente del Brescia, che pure di questo dettaglio dovrebbe averne particolare contezza: da dove prende i soldi lo stato per pagare tutte le sue spese di bilancio, ammortizzatori sociali compresi? Tale dettaglio, da tutti i pasdaran del “restiamo a casa” e del “non possiamo riprendere a lavorare fino a che non siamo al sicuro dal Covid”, curiosamente non viene mai preso in esame. Forse sarebbe necessario, prima di parlare, andarsi a ripassare qualche nozione di libero mercato, qualche semplice regola di scienza monetaria e le modalità di accesso al mercato valutario dei Paesi dell’eurozona. Attraverso questa pratica qualcuno potrebbe, ma non la do come questione certa, imparare il valore da dare alla parola prima di esprimerla. Per buona pace di chi ha una villa persino a Miami.

Quanto vale la libertà?

È noto come il potere, se esercitato in modo discutibile, abbia tra le sue tante facoltà, anche quella della persuasione. Ecco perché in democrazia esistono “i poteri terzi”, come il giornalismo e la magistratura, proprio per evitare che il potere politico esondi nell’autoritarismo o, peggio, in una oligarchia dai contorni molto vicini ad una dittatura. “Il Consiglio dei ministri si trovò relegato ad un ruolo poco più che consultivo. Il capo del governo era autorizzato a legiferare senza l’assenso del Parlamento. Né il Parlamento poteva discutere di una qualsiasi questione se non espressamente invitato a farlo”, queste parole sembrerebbero una ricostruzione storica abbastanza fedele di ciò che sta accadendo in Italia in questi ultimi mesi, in realtà si è di fronte ad un resoconto storico di Denis Mack-Smith, uno dei più autorevoli studiosi della storia dell’Italia contemporanea, in cui si racconta la presa del potere assoluto da parte di Benito Mussolini nel 1925. Il filosofo Giorgio Agamben, a proposito dei provvedimenti governativi per contenere il Covid-19, ha riflettuto come, in questa situazione surreale italiana, i giuristi tacciano di fronte a delle regole costituzionali in tutta evidenza violate. Sarebbe opportuno ricordare come anche il diritto sia una scienza, non meno importante di quella medica, a cui in queste settimane si è dato un potere talmente spropositato, da apparire sospetto. E il diritto è una scienza perché da quando ha visto la luce, tenacemente tenta di mettere una barriera protettiva tra noi e la barbarie. Agamben si è chiesto “come è potuto avvenire che un intero Paese sia senza accorgersene eticamente e politicamente crollato di fronte ad una malattia”, provando ad immaginarsi quale sia il limite oltre il quale gli italiani rifiuterebbero di mettere da parte i loro principi etici e la loro libertà. Giorgio Agamben non è una persona qualunque, oltre ad essere un intellettuale illustre è anche uno con il coraggio di mollare una fruttuosa carriera accademica negli Stati Uniti nel 2003, per protesta contro la legge americana che impone ai cittadini stranieri di lasciare le proprie impronte digitali, riducendoli ad un conglomerato di schedati.

Quale calcio dopo il Covid-19?

Il problema della libertà, dell’economia e del diritto non sono problemi di serie B rispetto a quelli sanitari; sono i motivi per cui l’occidente è fiorito nel corso dei secoli, sancendo alcuni primati etici e morali a garanzia di livelli di civiltà mai raggiunti prima. In relazione ai quali, ad esempio, il lavoro non è considerato solo un mezzo per procurarsi un salario, ma è anche motivo di dignità sociale imprescindibile. Bisogna dire una cosa con chiarezza: un sussidio di disoccupazione, per quanto giusto e indispensabile, è da considerarsi sempre una sconfitta. Perché se si giunge a quel punto, vuol dire che il senso della vita stessa è messo a rischio. Questo perché non siamo solo esseri biologici, spinti da questa modernità scientista alla ricerca di un’immortalità impossibile da ottenere. Siamo fatti anche di anima, racchiusa in un corpo destinato alla mortalità, che dobbiamo imparare a tornare ad accettare senza paura. È sconsolante, per non dire altro, aver visto gli italiani ripudiare in un secondo, per paura, qualsiasi loro passione, tra le quali anche quella del calcio. Un ripudio talmente veloce da far venire su una domanda spontanea: ma c’è qualcosa in cui gli italiani, oggi, credono veramente? Alcune persone, tra insulti e offese inenarrabili varie (fatte da individui che magari si autodefiniscono pomposamente “democratici”), hanno provato timidamente a sottolineare l’utilità sociale del calcio, incredibilmente, e in sole poche settimane, fatto regredire agl’occhi della pubblica opinione come bene voluttuario. Il calcio è portatore di una sicurezza economica per una moltitudine di persone, è espressione di una cultura che diventa memoria, è senso di appartenenza, è recupero di parte della nostra umanità. È, in altre parole, un bene comune. Come tutte le cose belle e utili, forse ne capiremo il valore solo se lo perderemo definitivamente. Si deve difendere il bene comune, specie in questo momento. Quando un primo ministro (e vi prego di non farne una questione politica) umilia il Parlamento negandogli la possibilità di esprimere un voto su una questione vitale per il Paese, e tutto ciò sembra non avere nessuna ripercussione, anche fosse solo emotiva, sulla pubblica opinione, allora il problema comincia ad essere davvero grave. Vuol dire che la paura sta vincendo su tutto. Quando si è smesso di cercare il bene comune, che non è solo la protezione del nostro presente egoistico?

Scegliere

Con l’espressione “katà metron” (con misura), gli antichi greci usavano indicare la massima virtù da possedere. La misura indica sempre chi sa avere cura di sé, con una consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri limiti. Oltre determinati confini, sosteneva Orazio, non può esistere il giusto. C’è una misura in tutte le cose, a raccontare come non sia molto conveniente cercare la felicità nella dismisura, che spinge le persone a volere ciò che non è in loro potere. Il Covid-19 ha messo a nudo la fragilità degli uomini contemporanei, li ha costretti a svelarsi, e al momento non è stato un bello spettacolo. Accettare di chiudersi in casa senza pensare alle conseguenze del domani, relativizzare i diritti legali e religiosi, credere a qualsiasi cosa diramata dalla scienza (che su questa vicenda non è riuscita a mostrare nessuna evidenza scientifica certa), arrendersi al caos e dimenticare le passioni, è stata una manifestazione di cedere al terrore a dismisura. Temo si pagheranno conseguenze non piacevoli, anche se ovviamente mi auguro di sbagliare. Spero e prego che per l’Italia non valga il rammento di Tucidide: “la peste segnò per la città l’inizio della corruzione… nessuno era più disposto a perseverare in quello che prima giudicava essere il bene, perché credeva che poteva forse morire prima di raggiungerlo”. L’Italia dovrà presto dimostrare di essere più forte della paura, e dovrà farlo anche attraverso il calcio. Non lo si abbandoni come idea, esso ha il potere di regalare gioia: ancora una volta. Ricordiamo ancora cosa è, la gioia?

(ha collaborato Carmelo Pennisi)

 


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. CUORE GRANATA 44 - 6 mesi fa

    Leggo sempre con grande interesse gli articoli di Carmelo&Anthony al quale auguro possa risolvere i suoi problemi di salute.I loro dotti commenti,non sempre pienamente condivisibili,com’è nella logica delle “umane cose”restano a mio parere una “boccata di ossigeno”per i frequentatori di questo forum.Lascio ad altri l’interessante dibattito sociopolitico e finanziario e mi focalizzo sulla domanda:è giusto oppure no nell’attuale contesto discutere sulla ripresa del ns. Campionato di Calcio che comunque sarebbe palesemente falsato?Personalmente ritengo che le priorità debbano essere altre tuttavia se “lor Signori”con il beneplacito del Governo intenderanno proseguire anche se a ciò si frappongono molteplici “ostacoli pratici….Al di là della inopportunità,sempre a mio parere,di quanto sopra sarebbe scandaloso se “il calcio professionistico dei milionari”a differenza di tutte le altre attività sportive ritenesse di “battere cassa” per ottenere “un aiutino mediante pubblico danaro” perchè gira e rigira questo verosimilmente sarà l’obiettivo.Se così fosse a discapito di ben altre priorità allora come dare torto “ai calvinisti”che temono un utilizzo”distorto”dei fondi Europei a gran voce richiesto per “ripartire”.Da dove? Dal Calcio dei privilegiati?Sono SpA e trovino al loro interno le risorse necessarie.Il fatto è che COVID19 ha impietosamente scoperchiato “il vaso di Pandora”contenente un mondo “fasullo”fondato sui pagamenti rateali,finanziamenti da Banche magari compiacenti e quant’altro.Ripartire? Non sò quando e comunque dopo aver ripensato ad una radicale trasformazione “del Circo Barnum”.Sempre FVCG!!!

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    1. turin - 6 mesi fa

      credo, ma potrei sbagliare, che ci sia un equivoco di fondo in molti giudizi che sto leggendo. l’equivoco è pensare, quando si parla di calcio, solo ed esclusivamente a chi guadagna milioni di euro. weatherill non è di questi a preoccuparsi, ma si sta preoccupando del calcio come valore economico e sociale, e lo porta come esempio di tutte le attività italiane che si sono fermate. Anthony è preoccupato per l’italia e gli italiani, ed è sorprendente come ad alcuni sfugga questa questione. eppure stiamo soffrendo, e ancora più soffriremo sulla nostra pelle nei prossimi mesi, le conseguenze di una crisi economica che si annuncia spaventosa. leggo questa rubrica da sempre, e la critica agl’eccessi milionari del calcio non sono mai mancati. anzi. come si può davvero pensare che il nostro inglese stia sottovalutando il covid per tirare la volata agl’interessi milionari di alcune componenti del calcio? come è possibile arrivare ad una supposizione simile dopo aver letto con attenzione questi articoli, che sono autentiche perle? Penso siamo tutti vittime, me compreso, del grande clima di paura creato nel paese da stampa e politica. in questi ultimi giorni comincio a leggere molti articoli dove si fa ammenda nell’aver sottovalutato la questione economica, appoggiando indiscriminatamente il restiamo tutti a casa. questo articolo, come altri di loquor, è un invito a ragionare, anche se ci fa male. perché tutti abbiamo creduto come restare a casa senza pensare a qualche altra alternativa fosse giusto. ma forse così giusto non è stato, rispetto al benessere economico delle nostre famiglie e rispetto alle nostre libertà faticosamente guadagnate per noi da altri.

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  2. ninjiagranata - 6 mesi fa

    Nonostante la sua volontà di spiegarmi quanto faccia bene al mondo il fatto di giocare 13 giornate ( nei nostro cado ) di un campionato di calcio , che risulterà falsato ( come i bilanci di molte società ) non ci riuscirà e non per il fatto che mi ritenga il più furbo del mondo , anzi , ma resto convinto che solo ed esclusivamente per i soldi il calcio voglia proseguire , dei tifosi gli importa zero , ma allontanandosi dalla gente deve fare attenzione che la gente non si allontani da lui , attenzione a tirare la corda e lo dico io che per 25/30 anni ha fatto l abbonamento al TORO , le rivolgo un sentito augurio di vincere la battaglia con la sua malattia

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  3. NEss - 6 mesi fa

    Vado avanti qui se no diventa illeggibile…

    Io sono un sempliciotto. Credo sempre che basti un filo di buon senso per andare avanti tanto. E’ a questo che mi riferisco quando parlo di estremismi.

    Alzare i toni, parlare di fascismo, incostituzionalita’ etc non aiuta, secondo me.
    Scrivere che e’ una influenza non va bene. Pensare che si debba stare chiusi in casa e si debba mettere al rogo chi esce a fare un giro in bici va altrettanto male.

    A meno che non siamo estremamente fortunati questo virus rimarra’ con noi per un po’, non per qualche settimana. Non si puo’ pensare di tenere fermo tutto e tutti. Ma non si puo’ neanche pensare di comportarsi esattamente come prima.

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  4. NEss - 6 mesi fa

    Fatico sempre di piu’ a leggere cio’ che spero stia cadendo in una caricatura piu’ che convinzione.

    Abbiamo provato col nazismo, adesso passiamo al fascismo. Tacendo di precedenti esagerazioni.

    Il calcio non e’ una cosa fondamentale, tutt’altro. Trovo molto triste provare a far passare questo messaggio. Uno svago, una passione, ma se ne facciamo una parte molto importante della nostra vita vuol dire che siamo messi maluccio.

    E che dire dell’attacco alla scienza? Lo stesso atteggiamento che porta al credere che la terra e’ piatta o che abbia solo 6mila anni; che le opinioni valgano piu’ dei fatti.

    Non capisco se sia una deriva nel tentativo di difendere posizioni pegresse o se l’autore sia convinto di quanto esprime. Nel secondo caso la mia stima risulta fortemente diminuita (e chi se ne frega, direte voi, ma tant’e’).

    Si sostenga che il danno economico puo’ essere peggio del danno del virus. E’ una posizione lecita, anche se andrebbe analizzata con numeri e non con slogan populisti (che non sono solo di destra).
    Per il resto… rimango deluso.

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    1. bloodyhell - 6 mesi fa

      vedo più fatti elencati nell’articolo, che non nella tua risposta. il populismo sembra essere il tuo, che persegue il pensiero dominante del pensiero unico del virus. sembra, la tua, una risposta di parte. forse sei un medico, ma magari sbaglio, weatherill non attacca la scienza, ma solo il triste spettacolo che i virologi nostrani stanno mettendo in scena, esibendo teorie contrastanti tra loro. quando i dati non sono certi, come nel caso del covid,la scienza non può assumere completamente il controllo della situazione. quindi, per favore, smettiamola con questa esempio della terra piatta, questa sì analogia retorica e populista. che l’atteggiamento di questo governo stia sfociando in comportamenti autoritari e fuori dalla costituzione non lo dice solo weatherill, ma anche autorevoli costituzionalisti e intellettuali. e i numeri, caro ness, danno ragione a weatherill, basterebbe andare a studiarseli un po’.la situazione economica è molto grave, chi lisa leggere i numeri questo lo sa bene. quando il caos economico busserà alle nostre porte, perché presto busserà, allora forse la smetterete con il classico slogan del sono tutti populisti solo perché non la pensano come voi. e questo sarà un fatto, e la tua rimarrà esattamente un’opinione. il calcio tu lo consideri solo uno svago? questa sì che veramente è un’opinione, visto che stiamo parlando di uno sport seguito da quattro miliardi di persone. quando si parla di questi numeri a livello globale, la scienza sociale dice che ci si trova di fronte ad un fenomeno sociale, e quindi non solo di fronte ad un gioco. Weatherill cita Giorgio Agamben, che solo chi non lo conosce può definire populista.

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      1. NEss - 6 mesi fa

        Se vuoi parlare di numeri, fatti e dettagli possiamo stare qui ore. Ti garantisco che non mi mancano le conoscenze dirette al riguardo.
        Se non vuoi crederci ti invito ad andare a leggere, per esempio, quanto scrissi all’inizio di questo problema riguardo a terapie e tempi di sviluppo, plasma e gammaglobuline in particolare, e ad ascoltare con attenzione le notizie che probabilmente usciranno nelle prossime due settimane.

        Settimana scorsa (?) ho scritto che molte regole italiane sono ridicole e altrove hanno fatto ottimamente con misure diverse.
        Ho scritto, per esempio, che non ha senso paragonare il metro a Milano con la vita di paese. Et cetera.

        Ma se la risposta e’ fregarsene, come sostenuto da questa serie di articoli, allora capisco perche’ si senta il bisogno di dare obblighi (in realta’ non lo capisco ancora, ma va beh).
        Il senso civico e la responsabilita’ sono importanti. Sono quasi totalmente assenti in questa serie di articoli.

        Io voglio andare a 250 all’ora dove il limite e’ 50. Tanto se vado a schiantarmi sono fatti miei. Il governo liberticida e fascista non me lo lascia fare !
        Non e’ un po’ assurdo? E se invece di schiantarmi io coinvolgo qualcun altro? Eppure e’ esattamente la visione che viene spinta in questa serie.

        L’ho gia’ scritto. Si sostenga pure che il costo della soluzione sta superando i benefici. Puo’ essere vero. Si mostrino i numeri, che non sono affatto presenti nell’articolo perche’, giustamente, non e’ un trattato di economia. Piu’ difficile quantificare un costo psicologico/sociale, per cui lasciamo pure perdere in questo momento.

        Non ci si dimentichi, pero’, del danno fatto da chi esortava la gente ad andare per ristoranti e negozi ad inizio epidemia. Ho gia’ avuto modo di scrivere anche questo: un po’ di attenzione in piu’ prima, invece di gridare allo scandalo se non ti lasciano andare a vedere una partita allo stadio, e probabilmente avremmo avuto qualche problema in meno oggi.

        Si puo’ dire con buona accuratezza: se non facciamo niente il virus uccidera’ tra 60 e 180mila italiani e ne mandera’ in ospedale 1 milione; a 2mila euro al giorno e 5 giorni di l’ospitalizzazione fanno 10 miliardi di costo sanita’. Tenere tutto fermo ci costa 30 miliardi al mese. Cosa pensate sia meglio? Poi ognuno potra’ dare la propria risposta. Nota, questi numeri sono quasi inventati, non sono andato a controllare ne’ a fare conti esatti.

        Italia, paese di estremi. Raramente l’estremismo e’ buona cosa.

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        1. bloodyhell - 6 mesi fa

          sostenere che weatherill stia invitando di fregarsene della malattia è una scorrettezza inaudita. fa torto all’intelligenza e alla sensibilità di weatherill,come alla tua di intelligenza e alla tua sensibilità. e i numeri di cui si sta parlando sono quelli economici. dare come dato che tenere tutto fermo costa 30miliardi al mese, dimostra solo di essere completamente a digiuno di economia. e non aggiungo altro, perchè è un argomento troppo complesso per potersi affrontare in un post. l’estremismo mi sembra di chi continua a vedere le cose solo da un lato, quello medico. e l’analogia che hai voluto fare del tuo eventuale correre con la macchina e gli articoli costituzionali palesemente violati da questo governo, esattamente come fece mussolini all’inizio della sua avventura, fa un po’ sorridere. basterebbe leggere la costituzione albertina e qualche buon libro di storia per trovare analogie vere, e non fantasiose. come ho detto, weatherill, che tu arrivi a definire una caricatura, è in autorevole compagnia nella sua opinione. basta verificare anche questo, come i numeri da invocati. Wolfgang Munchau, non certo l’ultimo arrivato, ha scritto sul financial times che l’italia è ad un passo dal default. e solo chi non ha mai studiato le conseguenze del default finanziario di un paese, può sostenere che aver impedito all’italia intera di lavorare, sia stata una buona scelta. e vorrei non dicessi più che si grida allo scandalo per delle partite di pallone mancate, perché non si tratta solo di questo. anche se per mantenere in piedi i tuoi ragionamenti, vuoi per forza far apparire il calcio come robetta.i fatti,non le opinioni,dicono che il calcio non è affatto robetta. l’italia sta rischiando seriamente di fallire, lo si vuole capire o no? altro che 30 miliardi rispetto a 10 miliardi di costo di sanità.

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          1. NEss - 6 mesi fa

            Numeri quasi inventati, ho scritto sopra. Conosco solo quelli di un’altra nazione. Ma non ha alcuna importanza, non era quello il punto. Ne vuoi fare uno scontro retorico? Non fa per me, grazie.

            E scrivere che l’autore gridava allo scandalo per non poter vedere una partita di calcio, cosi’ come lamentava l’inaccettabile ingiustizia di non potersi stringere la mano (citando wimbledon come esempio) non e’ esagerazione, e’ lettura degli articoli apparsi all’inizio di questa storia.

            Fascismo, nazismo, liberta’, partite allo stadio …
            e se invece provassimo a dire: lasciateci vivere in modo sensato, abbiamo la responsabilita’ di comportarci adeguatamente (mantenere le distanze, diciamo per semplicita’).
            Ne siamo capaci? Da quanto vedo e quanto leggo non ne sono affatto convinto, ed e’ una vera tristezza.

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          2. bloodyhell - 6 mesi fa

            stai stravolgendo qualsiasi cosa scritta da weatherill. che non ha mai detto che non stringersi la mano alla fine di una partita di tennis sia un’ingiustizia inaccettabile, né ha mai gridato allo scandalo di non poter vedere una partita di calcio. sei libero di aver le opinioni che vuoi, ma non di manipolare il senso degli articoli, che molti abbiamo letto. altro che scontro retorico, di cui non ho nessuna voglia. rispondi almeno una volta alle contestazioni: sono stati violati articoli della costituzione, si o no? perché se la risposta è affermativa, allora ci troviamo di fronte ad una forma di autoritarismo, che può precedere una forma di fascimo. weatherill avrebbe potuto tranquillamente abbracciare il restiamo tutti a casa, e ne avrebbe ottenuto solo lodi. invece ha scelto la strada più difficile, quella del ragionamento e della denuncia. sopportando insulti, offese e manipolazioni del suo pensiero. menomale esistono ancora giornalisti che onorano il loro mestiere.

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          3. NEss - 6 mesi fa

            “Perché una delle conseguenze terribili portate da questo virus, è proprio l’aver minato una delle tendenze più naturali dell’umanità, ossia il desiderio insopprimibile di voler stare insieme. Se la paura impone persino a rinunciare ad una stretta di mano, uno dei gesti più belli di una partita di tennis, allora si comprende come molti economisti prevedano meno 4% del Pil a fine anno per l’Italia.”

            E invece dove siamo arrivati (anche) per non aver avuto paura di stringere una mano?

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          4. NEss - 6 mesi fa

            Un altro passaggio.

            “Le polemiche sono sempre segno di vitalità, di una opposizione a chi vuole a tutti i costi imporre la quarantena persino ad un aperitivo da consumarsi con gli amici o a una serata passata al chiuso di qualche cinema. Se si cerca di riflettere sull’opportunità o meno di questo eccesso di cautela tutto italiano, quasi si viene tacciati di complicità in qualche strage o di irresponsabilità verso la salute pubblica. ”

            A me il discorso sembra abbastanza semplice.
            E’ giusto o sbagliato chiedere di rinunciare a un aperitivo o una serata al cinema per 2-3 mesi?

            Per non saper rinunciare un aperitivo si e’ finiti col chiudere tutto. Mi sembra un bel limite.
            Weatherill ha sempre minimizzato. E’ stato un errore. Cosi’ come e’ un errore pensare che questo virus sia la fine del mondo.

            Estremi, ho scritto prima.

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          5. bloodyhell - 6 mesi fa

            nel brano da te correttamente riportato, mi sfugge dove sia la parola “ingiustizia”. l’ho riletto più volte ma proprio non riesco a trovarla. quel brano fa parte di una riflessione talmente sofisticata, da non meritare, a mio parere, recensioni un po’ pregiudiziali. ma è, appunto, un mio parere. tengo a precisare che in questa interessante, almeno per me, conversazione che stiamo avendo, non c’è nessuna intenzione di non rispettare le tue opinioni. ritengo il confronto, civile come noi lo stiamo avendo, cosa buona. specie per aiutarci a comprendere meglio le cose. di questo ringrazio weatherill e, ovviamente, ringrazio te

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