Il Toro in una foto / Servirà cedere giocatori sacrificabili e trovare soluzioni a basso costo, per evitare un Toro indebolito al 1° settembre
Con l'inizio del campionato prende il via anche una nuova rubrica di Toro News: "Il Toro in una foto". Dopo una lunga esperienza alla direzione della testata, Gianluca Sartori continuerà a contribuire a Toro News in una nuova veste, entrando a far parte della squadra dei nostri columnist. A poche ore dalla fine di ogni partita di campionato, racconterà attraverso una fotografia il match e l'attualità del mondo Toro. Buona lettura!
Se dovessi raccontare il momento attuale del Toro, sceglierei una foto di Alieu Njie, perché è protagonista di una situazione paradossale. L’esterno offensivo svedese, insieme a Che Adams, entrando dalla panchina è andato vicino a cambiare la storia di Torino-Milan. In particolare Alieu si è imposto all’attenzione di un pubblico che, fin qui, magari non lo conosceva bene (“Folgorato dagli ultimi venti minuti di Njie”, ha scritto Aldo Serena su X). Ma si dà il caso che proprio Njie e Adams siano tra i papabili, se non proprio i nomi più forti, per il mercato in uscita del Torino nell’ultima settimana della sessione estiva.
Il presidente Cairo e il direttore sportivo Petrachi, quest’estate, sono stati onesti nell’ammettere senza troppi giri di parole che la società ha bisogno di cedere per far quadrare i conti. Non è mai un bel segnale, ed è la conseguenza del fatto che gli introiti del bilancio sono troppo legati ai diritti tv (variabile che non si può controllare) e al player trading. La società non ha mai voluto, o saputo, o potuto, trovare fonti di gettito alternative per dare respiro alle casse societarie. E qui apro una parentesi: pensavo anche a questo quando, negli scorsi giorni, la Città ha approvato il trasferimento del Museo del Grande Torino al Filadelfia, un potenziale asset che non è mai stato tale. Di conseguenza, molto se non tutto è legato a doppio filo alle scelte di mercato. E se queste si sbagliano – vedi l’investimento milionario per Aboukhlal -, sono dolori.
Njie è il giocatore di maggior potenziale offensivo della rosa granata. Negli anni precedenti, vuoi per qualche infortunio di troppo vuoi per una sua difficile collocazione tattica nel 3-5-2 che si utilizzava, è riuscito ad avere spazio solo a tratti. Ma se Abate continuasse sulla strada del 3-4-2-1, allora è chiaro che potrebbe trovare più facilmente il suo posto in campo, con maggiori possibilità di una vera e propria valorizzazione. Stando a quanto raccontano le cronache di mercato, l’Under 21 svedese è tra i più richiesti e, in particolare, è nel mirino di Salisburgo e Crystal Palace. Il patron Cairo ha sempre spiegato di voler provare a trattenere lui e Cacciamani, senza però negare che qualcuno dovrà pur partire. Njie ha evidentemente delle qualità che, se accompagnate dalla giusta disciplina e se incanalate nella giusta direzione, potrebbero renderlo un top player a livello italiano e forse europeo.
Il maggior indiziato per “santificare” anche questa sessione con una plusvalenza è sempre stato Che Adams: arrivato a parametro zero, è in scadenza di contratto. Tradotto, parte quest’anno o il rischio di vederlo salutare a zero euro nel 2027 è elevato. Ma è un giocatore affidabile, uno che il suo lo ha sempre fatto. E al di là della prodezza che gli è riuscita contro il Milan, si sa quanto sia fondamentale per Abate avere un ricambio adeguato di Simeone viste le difficoltà a livello fisico di Zapata.
In questa settimana, una o due cessioni eccellenti bisogna aspettarsele. Le operazioni in uscita sono sempre state fin troppo importanti per il conto economico del club. È stato così ogni estate, e sarebbe molto strano se non fosse così anche quest’anno. Con la differenza che, stavolta, anche per le cessioni si è temporeggiato, un po’ per scelta e un po’ per necessità. Adesso non sarà facile né ottenere le cifre che ci si era prefissati di raccogliere, né trovare sostituti adeguati ai partenti. Occorrerà trovare il modo di cedere giocatori più sacrificabili (Pedersen o Gineitis sono i nomi che mi vengono in mente) e piazzare delle intuizioni di mercato a costo ridotto e dal rendimento alto. Viceversa, il rischio di vedere un Torino uscire indebolito invece che rinforzato il 1° settembre sembra concreto. E considerando che la base, i principi di gioco e il carattere visto negli ultimi venti minuti contro il Milan lasciano ben sperare, sarebbe un vero peccato.
P.S.: Tornare su Toro News è come tornare a casa. Complimenti al nuovo direttore Andrea Calderoni e alla sua squadra, stanno facendo un ottimo lavoro: non avevo dubbi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA