Milan o Torino in Europa League?

Milan o Torino in Europa League?

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “La società milanese ha da qualche anno palesemente violato ogni tipo di vincolo riguardante la regola del Fairplay Finanziario”

di Anthony Weatherill

“Tu che hai fatto la legge, chiunque

                                                                tu sia, obbedisci alla legge”.

Pittaco

William Gladstone, che fu quattro volte primo ministro inglese ed eminente figura del Partito Liberale,  ebbe a dire che “le buone leggi rendono più facile fare la cosa giusta e più difficile quella sbagliata”. Basterebbe  questa riflessione del Gladstone per spiegare in modo sintetico l’inutilità distruttrice della regola del Fairplay finanziario, che invece di generare cose giuste continua impunemente a rendere facile il percorso delle cose sbagliate, contribuendo a creare il caos tra i tifosi di tutta Europa. Dall’incipit di quest’articolo, i lettori possono facilmente evincere come personalmente sia contrario a questa legge del calcio europeo, voluta da Michel Platini, nata come un tentativo per evitare “crash” finanziari di club temporaneamente in mano a proprietari improvvidi e scellerati, ma  presto ertasi a contribuire ad aumentare il divario tra club ricchi e club poveri. Ho fatto questa dovuta premessa, nella speranza di eliminare qualsiasi tipo di equivoco nel manifestare il mio assoluto stupore su quanto sto leggendo sulla eventualità o meno  della partecipazione del Milan alla prossima Europa League.

Contano ancora i tifosi?

La società milanese, di cui ho il massimo rispetto e alla quale non si può non riconoscere lo status di patrimonio storico del calcio italiano ed europeo, ha da qualche anno palesemente violato ogni tipo di vincolo riguardante la regola del Fairplay Finanziario, ed è a causa di ciò che da diversi mesi sta tentando con i vertici di Nyon(sede della Union of European Football Associations) di tracciare una qualche via di risoluzione per togliersi dal pantano in cui si è andata da infilare. E’ evidente come si stia cercando di trovare un accordo, un cavillo magari esoterico(perdonate la battuta, ma mi è uscita spontanea), per mitigare una sanzione che comunque l’Uefa dovrà comminare alla società rossonera. E’ altrettanto evidente come tutti, a Nyon, non vorrebbero buttare fuori dalla prossima Europa League il Milan. Ed è altresì evidente, infine, come tutti, nei fatti, abbiano smesso di parlare della osservanza della regola del Fairplay, per orientarsi sul come fare per aggirarla per evitare che il Milan quest’anno l’Europa possa guardarla solo attraverso la televisione. Che qualcuno si stia chiedendo se ciò sia giusto o meno è francamente surreale, ed è giustificato solo da una società, quella italiana, sovente costruita più  sulla certezza dell’eccezione che su quella del diritto. Una acuta riflessione di Josè Ortega Y Gasset, poneva l’accento su come “la legge nasce da uno stato di disperazione circa la natura umana”, volendo sottolineare proprio il pericolo nascosto nell’eccezione,  notoriamente figlia della soggettività precaria della natura umana. Da qui la necessità della legge, come strumento ordinativo e super partes. Ma la legge, per funzionare e portare quindi benefici, deve essere rispettata aldilà di ciò di cui noi pensiamo di essa. Aldilà se ne riscontriamo, nella sua attuazione, delle falle.

Stadio di proprietà: per fare cosa?

“Dura lex, sed lex”(la legge è dura, ma è la legge) recitava un’antica massima, ad indicare che per quanto dura, solo la legge può impedire il regno dell’abuso. Se si è d’accordo su questo, l’unica riflessione plausibile e accettabile sulla vicenda Milan/Europa league sarebbe quella di, a malincuore, riconoscere il non diritto del club rossonero a partecipare alla prossima competizione europea. Lo direi anche se fosse il Manchester United ad essere coinvolto. Soprattutto se fosse coinvolto lo United. Badate che qui c’è in gioco un principio, e fa sorridere amaramente  quando si leggono riflessioni giornalistiche, fatte anche da grandi firme, in cui si descrive uno scenario in cui il Milan starebbe decidendo, per tutte le questioni ormai note e che quindi per brevità non ripeterò, se scontare la sua inevitabile sanzione con una esclusione dalla Europa League piuttosto che dalla Champions League. A parte l’abbondante innaffiata di ottimismo su una sua certa prossima partecipazione alla Champions, a indurre al sorriso amaro è il ragionare sulle possibilità del sanzionato di potersi comodamente scegliere quando e dove scontare la pena. In tutto questo parlare di Milan, poi, si sta dimenticando l’altro protagonista di questa ridicola e nefasta storia: il Torino Calcio.

Se un Papa parla di calcio

La squadra granata, al contrario di quella rossonera, ha rispettato le regole e, rispettandole, è stata palesemente danneggiata dal comportamento finanziario scorretto della squadra che l’ha preceduta in campionato. Anche sul Torino ho sentito e letto commenti surreali, alcuni, da parte di alcuni tifosi, dal sapore addirittura autopunitivo. Della serie “noi l’Europa League dovevamo conquistarla sul campo”, “invece di pensare ad approfittare dei guai finanziari del Milan, Cairo doveva fare ulteriori sforzi per rafforzare la squadra”, “forse è meglio partecipare alla prossima Europa League, ormai è troppo tardi per allestire una squadra da competizione europea”,  e via dicendo su questo passo. Signori, nella vita, e specialmente nel calcio, molte cose spesso possono essere opinabili e soggettive, molte cose possono essere vanamente oggetto di recriminazioni, ma su questa vicenda una cosa deve essere chiara: a norma di regola del Fairplay finanziario dovrebbe essere il Torino a giocare la prossima Europa League, e non il Milan. Tutto il resto sono solo inutili chiacchiere da polverone mediatico, alzato unicamente per far accettare al mondo l’ennesima ingiustizia che si sta compiendo nel calcio. Sono esili vaniloqui i discorsi in difesa del Milan, incentrati sull’assurdità di un Fairplay finanziario che impedisce alle proprietà dei club di investire risorse proprie per rafforzare la squadra. Sono esili vaniloqui perché, pur condividendo il discorso sull’assurdità del regolamento del Fairplay, la prima cosa da salvaguardare, in ogni consesso sociale, e il rispetto della legge.

Venti di battaglia nel calcio

Se una legge non la condividiamo, allora si lotti nelle sedi opportune per abolirla o modificarla. Era giusta la legge americana sul proibizionismo degli alcolici? Sicuramente no, come la storia ha dimostrato, ma finché è rimasta in vigore era doveroso e giusto osservarla. Trasgredirla voleva dire rimettere la propria reputazione e la propria libertà  alle conseguenti sanzioni,  E lo dico da appassionato degustatore di vini e alcolici raffinati. Il Fairplay Finanziario è stata una pessima idea, e non discuto la buona fede di Platini nell’averla ideata. Comprendo la ratio per cui l’ex fuoriclasse francese la volle a tutti costi, ma bisogna ammettere il suo fallimento funzionale. Ma queste sono osservazioni che dovrebbero essere portate avanti dai  dirigenti sportivi europei, i quali temo non abbiano voglia di inimicarsi i grandi club lesti ad usare questa regola per aumentare il loro potere sui piccoli/medi club.

La fronda contro la Superlega e le buone notizie

A parti invertite, statene pure certi, a Nyon non avrebbero esitato a squalificare il Torino in favore del Milan. Perché in questa società dove ormai domina la retorica e il politicamente corretto, il peso della legge, necessario ogni tanto da far sentire per dare alla gente l’idea di come l’ordine  regni sovrano, è meglio esercitarlo sui più deboli. I deboli, notoriamente, non procurano conseguenze spiacevoli a chi vuole tenersi a tutti i costi poltrone decisionali di rilievo. Alla fine di questa storia, ci sarà un famoso giudice a Berlino? Il tenace mugnaio di Bertold Brecht si oppose all’esproprio e all’abbattimento del suo mulino da parte dell’imperatore Federico II di Prussia, il quale non aveva esitato a corrompere tutti i giudici e tutti gli avvocati al quale si rivolgeva. Ma alla fine, cercando senza arrendersi, il mugnaio trovò giustizia in un giudice onesto di Berlino. L’imperatore voleva abbattere il mulino semplicemente perché danneggiava il panorama del suo nuovo castello di San Souci. Una volontà farsesca, arrogante e piena di abuso. Ecco perché esistono le leggi, ecco perché esistono i giudici: per placare volontà prevaricatrici e sconnesse. Ebbene che noi tutti, ogni tanto, ci si ricordi della lezione di Bertold Brecht. Prima che sia davvero troppo tardi.

(Ha collaborato Carmelo Pennisi)


 

Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

36 Commenta qui

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  1. ToroMeite - 2 mesi fa

    La legge puó funzionare soltanto in un mondo privo di manipolazioni. O almeno, in un mondo che riduce queste al minimo. Il mondo in cui viviamo é esattamente il contrario… quindi per i
    piú “deboli” e senza complici addio alle leggi.
    Le societá top manipolatrici nel sistema italico: giuve, milan, inter, roma e lazio.

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    1. ToroMeite - 2 mesi fa

      giuve, milan, inter, roma e lazio: guarda caso proprio quelle che son sempre davanti a tutti e tutto.

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  2. iltorinese - 2 mesi fa

    tornando al discoeso Toro- Milan -Uefa perchè continuiamo ad illuderci, intanto il Milan continua imperterrito a fare i suoi acquisti stratosferici ( vedi quelli di gannaio e l’ultimo in ordine quello dell’Empoli ) fregandosene del fair play. Secondo me le leggi in Europa ( nel calcio e non solo ) vengono applicate a secondo dell’importanza e del peso che ha una squadra nell’ambito europeo. Perciò, per concludere, caro Toro , Mettiamoci una pietra sopra e pensiamo al futuro.

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  3. NEss - 2 mesi fa

    – Approvo il principio del financial fair play; molto meno la sua implementazione

    – Se si volesse davvero rendere il calcio piu’ equo si instaurerebbe un salary cap. Ma il leone fa le parti…

    – Riguardo alle leggi. Credo sia stato Churchill a dire che se una persona fuma sotto il cartello “vietato fumare” gli si da’ una multa; se 3 persone fumano si chiede loro di smettere; se 20 persone fumano si toglie il cartello

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  4. èunafede - 2 mesi fa

    Trovo l’articolo inappuntabile. Ciò che distingue una società organizzata da un branco di soggetti che ignorano gli spazi e i diritti altrui è – anche – il rispetto delle leggi. Queste dovrebbero garantire la tutela dei più deboli, in tutte le accezioni possibili. Io, magari ingenuamente, se devo augurarmi qualcosa per il futuro in genere e per il mio Toro in particolare, mi auguro proprio il rispetto delle regole, unitamente a una più equa ripartizione delle risorse; non mi auguro di certo un presidente pieno di soldi stile monociglio che faccia della arroganza, del malaffare, dell’aggiramento delle norme lo stile gestionale della società. Noi ci sentiamo diversi, almeno lo spero, e questo vuol dire essere disposti a rinunciare a qualche successo per non sporcarsi le mani (o, visto l’attuale mondo del pallone, sporcarsele il meno possibile). Ho tifato Toro in serie A, in serie B, in presenza di presidenti innominabili, con giocatori oggettivamente scarsini, ma sono sempre stato orgoglioso di essere del Toro, di tifare Toro. E lo sono ancora. Certo che mi piacerebbe vedere un Toro vincente, non sono così masochista, ma non a qualsiasi costo; l’inizio della fine è sognare una proprietà piena di soldi che se ne fotta di tutto e di tutti, regole comprese, per ottenere vittorie volute peraltro non certo per motivi di tifo calcistico ma per altri motivi assai meno nobili. Quei tifosi tipo quello che non sa scrivere il suo nome normalmente e quindi lo inverte rientrano nella categoria della vittoria a qualsiasi costo, il prototipo del tifoso strisciato. Il mio sogno è un toro vincente ma che sappia mantenere quel fascino della purezza, della grinta, della storia, del sudore, della leggenda che ora ha. I sogni aiutano a vivere la vita, diceva qualcuno. Il Toro quest’anno, con i torti subiti e nonostante qualche partita inguardabile, avrebbe meritato la EL sul campo (sostanza) e ora lo merita anche in base alle regole (forma). A prescindere dai ragionamenti se sia meglio cominciare la stagione così presto o meno. FVCG

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    1. FORZA TORO - 2 mesi fa

      bravo

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    2. Innav - 2 mesi fa

      Fenomeno…d’altri tempi. Non vivo in Italia e ti assicuro che se qualcuno conosce il Toro non è certo per le imprese sportive della cairese. Sai, in giro contano le partecipazioni alle TV, con visibilità. Il resto come i buoni propositi alla gente frega una pippa.

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      1. èunafede - 2 mesi fa

        Fuga dei cervelli dall’Italia eh! “Quello che conta è la partecipazione alla TV”…. io tifo Toro, è una fede. Tu guarda tranquillo la TV.

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      2. pupi - 2 mesi fa

        Questo commento è estremamente s/qualificante. Ignav!

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        1. turin - 2 mesi fa

          a volte qualcuno riesce a sintetizzare in una sola riga il senso di un bel articolo. ti faccio i miei complimenti, pupi

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  5. Nero77 - 2 mesi fa

    Un bellissimo articolo,peccato che Noi tifosi del Toro dobbiamo accontentarci Sempre della retorica,dalle mie parti si dice :”la pancia si riempie con i maccheroni non con le parole”.

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  6. robertozanabon_821 - 2 mesi fa

    Tutti gli “organi” di Governo, in ambito calcistico, hanno troppa discrezionalità. Che sia l’AIA (con la famosa sudditanza) l’UEFA (con le mancate denunce) o il Tas (tempistiche dettate da fattori esterni) applicano le regole secondo “simpatie” e logiche “clientelari”. È ora di combattere con forza tutto ciò. Invoco tutti i Robin Hood che con la loro azione riusciranno a neutralizzare e a “moralizzare” questa tresca nefasta per lo Sport e per i sentimenti di giustizia delle persone oneste. Vergogna.

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  7. Rock y Toro - 2 mesi fa

    l’Atalanta ha lo stesso poco peso del Toro. Ecco cosa dovrebbe fare Cairo: arrivare prima del Milan così da sbattersene i coglioni se a Nyon storpiano le leggi a favore dei più “telegenici”. Fai una Squadra, Urbano!

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    1. pupi - 2 mesi fa

      Ben Johnson è d’accordissimo con te. Genius.

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      1. turin - 2 mesi fa

        i complimenti di sopra erano per questo commento. te le li rifaccio di nuovo. un saluto, fratello granata

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  8. SemperFidelis - 2 mesi fa

    L’unica cosa da aggiungere ad un articolo perfetto è che Agnelli ha vinto l’ennesima battaglia quella della super champions, infatti in europa vanno le squadre invitate non quelle che hanno diritto.
    Date disdetta alle pay tv e Forza Toro

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    1. MirkoGranata - 2 mesi fa

      Ieri è stata votata a sfavore, non si farà

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  9. Antoniogranata76 - 2 mesi fa

    Milan in Europa League senza dubbio,troveranno un cavillo per fare sì che succeda questo, la legge non è uguale per tutti, soprattutto in Italia

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  10. otto88 - 2 mesi fa

    Mi sembra strano che nessun giornalista , soprattutto di fede granata, non sia ancora partito per Losanna a solleticare i burocrati che non stanno facendo rispettare le leggi dello sport e del “Fairplay “…….leggo solo articoli uno uguale all’altro che si ripetono…..tutto chiacchiere e distintivo……..azione ragazzi …azione !!!
    P.S: a meno che sia stato fatto e non me ne sono accorto

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  11. gatsu7_903 - 2 mesi fa

    concordo con l’articolo, ma ci vorrebbe che certi articoli vengano pubblicati anche su quotidiani nazionali, e ripresi dai telegiornali nazionali così che la nostra voce si senta ancora di più in tutta Europa.

    Alberto

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  12. Granata - 2 mesi fa

    …Prima che sia troppo tardi? …È già troppo tardi, purtroppo.

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  13. Bongiobello - 2 mesi fa

    Io da romantico credevo che il marcio fosse solo nella Figc italiana. In Europa sono più raffinati nell’essere moralmenre corrotti. Il Milan non deve partecipare all’EL. Se le regole ci sono hanno rispettate. Punto

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  14. Luka68 - 2 mesi fa

    Tutto perfetto, manca forse la verità palese…il calcio è in mano alle TV e sono i loro ricavi che dettano legge. Con il milan anziche il nostro Toro in Europa, farebbero più incassi sugli abbonamenti delle pay tv. Questa è la sola verità che NESSUNA TESTATA GIORNALISTICA ha le palle di pubblicare in prima pagina.

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    1. Innav - 2 mesi fa

      Più che FFP è Financial PAY TV.

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  15. granatadellabassa - 2 mesi fa

    Bravo Anthony! Non potevi spiegare meglio la questione. A sentire certi commenti sembra che rispettare la legge sia antisportivo.

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  16. Innav - 2 mesi fa

    Ma e far giocare la LIG dalla Pro Vercelli? È equidistante tra le due città e non di parte.
    Weather la LIG è andata, sulla Terra. Puoi dire tutto ciò che vuoi ma chi comanda, da sempre tranne casi da cinegiornale, sono quelli coi grani.

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  17. TOROHM - 2 mesi fa

    In Europa con i preliminari forse è meglio ci vada il Milan o la Roma almeno per il campionato sono più spompati.

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  18. dattero - 2 mesi fa

    Consiglio di leggere su fb, per chi può, cosa ha scritto Pierluigi Marengo sul farplay finanziario di platini. Si evince chi ne é uscito fortemente avvantaggiato e perché

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    1. Innav - 2 mesi fa

      E date una scorsa anche al bilancio della cairese. Risulta che il signor Communications deve 3 anni di pagamento pubblicità al Torino FC.
      Oltre a non mettere un euro nel Toro, lo usa pure come banca.

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      1. Innav - 2 mesi fa

        Sono 6 milioni di euro, non 6 milioni di lire.

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        1. One plastic - 2 mesi fa

          Sempre pignolo eh…
          Mai ‘na gioia, ma ai Caraibi non ballate sempre?

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          1. Innav - 2 mesi fa

            Dopo che si mangiano il nano fanno festa.

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      2. NEss - 2 mesi fa

        Dato che il Torino fa utili su cui deve pagare le tasse, posticipare le entrate a momenti piu’ opportuni non mi sembra una mossa tanto strana

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        1. Innav - 2 mesi fa

          Ahhh perché a bilancio che cambia? Nulla. Cambia che sono soldi dovuti al Toro e non li ha in banca o in saccoccia. Continuate a farvi prendere per il naso.

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  19. user-14003131 - 2 mesi fa

    Grande, sottoscrivo riga per riga. Sopratutto in funzione di tanta gente che scrive in termini così autolesionistici, come se osservare le regole e pretendere equità fosse una mezza infamia.

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  20. Mimmo75 - 2 mesi fa

    Tutto vero. Tutto giusto. Solo applausi.

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