Relazioni pericolose

Relazioni pericolose

Sotto le granate / Torna la rubrica di Maria Grazia Nemour: “L’unica cosa importante, è come tu decidi di interpretare quel gol. Quale reazione a catena hai la forza, la sensibilità e l’intelligenza di attivare”

di Maria Grazia Nemour

Il Cagliari e la Lazio ci hanno dimostrato che la reazione a catena del Toro davanti agli eventi scatta, ma quando ormai è troppo tardi scatta.

Inutile dire che il tempismo, nella vita, è sostanziale.

Ieri, per pareggiare, non sono bastati i minuti della seconda parte del secondo tempo.

La partita è una vita in due tempi, quelli hai e quelli ti devi giocare. Ti devi dosare, ma mai risparmiare.

Tocca “DARSI”. Darsi senza risparmiarsi, come l’aria che si dà al fuoco, che a sua volta si dà all’acqua, che si dà alla terra per ritornare all’aria. La natura suggerisce il darsi.

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Una partita, come la vita, pone davanti alla squadra un evento: nei primi cinque minuti segni, oppure segnano gli avversari, curiosamente non è poi così importante. L’unica cosa importante, è come tu decidi di interpretare quel gol. Quale reazione a catena hai la forza, la sensibilità e l’intelligenza di attivare.

La vita di una partita è quella di molte persone unite: undici scendono in campo, l’allenatore presente in ogni metro di gioco e i tifosi che spingono e proteggono. La dirigenza, a sostenere l’onere di avere l’onore di prendere le decisioni. Una partita in ultima analisi è relazione, perché la vita, in ultima analisi, non è altro che relazione.

Relazione: se tu segni, io esulto. Se tu perdi palla, io corro più veloce e la inseguo. Se tu ti fai male, io sento dolore.

Se tu vinci o perdi, non lo fai mai da solo.

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Ieri sera abbiamo perso – dolce e amaro plurale: ti perdi un mondo se non lo hai mai usato, sicuramente hai sofferto se lo hai fatto  – 2 a 1, eppure siamo sostanzialmente la stessa squadra che circa un anno fa la Lazio la batteva con tre gol.

Tutti sappiamo che non sono le partite delle ultime due settimane a essere deludenti, quanto il girone dantesco in cui ci eravamo cacciati prima della clausura, dove il “darsi” era venuto platealmente meno, lasciando spazio a un arido prendere, e quello sì che è peccato mortale, giocare anche solo inconsciamente contro se stessi è una strategia che distrugge la squadra ma prima ancora il singolo. Relazioni pericolose.

Tutto questo inutile disquisire per tentare di dare un senso alla fitta che mi ha trapassata nel momento in cui Sirigu non ha fatto il solito miracolo e la palla gli è sfuggita di mano. C’era tutta la squadra che rotolava lenta dentro la nostra porta in quell’unico istante.

“Darsi” nella vita di novanta minuti che si celebrerà il prossimo sabato pomeriggio, sarà il minimo e allo stesso tempo il massimo che mi aspetto di respirare. Io ci proverò a non tenere nulla per me, a darmi. Sarà un gioco di relazioni, e saranno pericolose.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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10 Commenta qui

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  1. sigfabry - 1 mese fa

    Tutto molto bello , ma Toro Lazio dello scorso anno non è assolutamente un termine di paragone su cui costruire alcuna teoria valida . I capitolini non si presentarono.
    Lazio: PROTO, Bastos, Acerbi, Radu (all’82’ CAPANNI), Romulo, Parolo, Badelj, BRUNO JORDAO (al 58′ DURMISI), Lulic, Cataldi, Immobile
    Al contrario il Toro era in forma e in più aveva Iago e Baselli i due migliori della rosa.
    Capisco la delusione ,ma tocca DARSI UNA regolata prima di scrivere e quindi pensare determinate cose ,se giocavamo a viso aperto ieri sera ne prendevamo da 4 a 7 e noi forse ne facevamo 2, 3 un miracolo.
    Sarebbe stato un modo di darsi completamente anche quello.
    Erano stanchissimi, come al solito estremamente imprecisi in uscita ,ma nonostante tutto ciò se Sirigu non prendeva 2 mezze quaglie avevamo vinto; immagino quanti elogi avrebbe ricevuto il, da vari sbandierato, dominio in lungo e in largo laziale. Detto questo vi confesso che io alla fine del primo tempo ho cambiato canale ,il risultato l’ho guardato all’una di notte e poi ho visto il secondo tempo. Da pazzoide quale sono,ma il calcio e il TORO li conosco bene, quindi ho ritenuto fosse la cosa migliore per me e per il mio equilibrio mentale !
    La filosofia da un senso alla vita ,ma applicarla(relazionarla) alle partite di calcio è una pratica(relazione) molto PERICOLOSA .
    Con tutto il rispetto e la stima per la carissima Grazia,che sposerei ieri !!!
    FORZA TORO

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  2. Daniele abbiamo perso l'anima - 1 mese fa

    Per il grande dramma sanitario, umano ed economico dovuto alla pandemia e per lo squallore del Toro quest’anno ormai sono diventato piuttosto apatico e contro la Lazio ho subito senza neanche affliggermi un po’. Me lo aspettavo e mi importava poco.
    Ma purtroppo sono un tifoso granata, e perciò sabato un ‘umiliazione la soffrirei parecchio. L’apatia sarà accantonata per 95 minuti o quelli che saranno i minuti di gioco. Spero tanto che avverrà anche per i nostri giocatori. Una volta tanto. Una volta ogni morto di Papa.
    Una reazione degna di questo nome e della casacca che indossano.

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  3. bertu62 - 1 mese fa

    Maria Grazia, UNA DI NOI♥!!!
    FV♥G!! SEMPRE!!!

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  4. Veyser - 1 mese fa

    E niente…. ci sono e sempre ci saranno quelli a cui i tuoi scritti non arrivano…. peccato perché potrebbero elevarsi…. sublime lettura… grazie

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  5. user-13967438 - 1 mese fa

    Finchè grazie al silenzio dello stadio vuoto l’unica cosa che si sente dalla nostra panchina è l’urlo “FUORI, FUORI!” ogni volta che c’è una respinta, il livello è greve come in terza categoria.
    Finiamo l’anno salvandoci e non pensiamoci mai più.
    Papillon

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    1. Bacigalupo1967 - 1 mese fa

      E pensa che Aina neppure lo capisce.
      Forse Longo dovrebbe urlarlo in francese “Dehors”.
      A Edera invece dovrebbe spiegare che anche se a porte chiuse se colpisce la palla di testa non commette fallo.

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  6. rb27 - 1 mese fa

    “Tocca ‘DARSI’. Darsi senza risparmiarsi”: concetto in primis non applicato da chi sta in cima, quindi dalla proprietà, che in quindici anni senza reale progetto si é risparmiata a dismisura.

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  7. christian85 - 1 mese fa

    ….. siamo stati la stessa squadra che ha battuto la Lazio loa scorso anno 3-1 un bel tubo..
    La Lazio vincitrice della Coppa Italia si era gia’ qualificata in Europa e non aveva motivazioni, in piu’ in quel Toro giocava Falque in forma strepitosa e quantomeno Lukic e Baselli giocavano con continuita’.

    Paragonare quella squadra che aveva 5 centrocampisti e pagaronare quella di ieri che ne aveva 2, e’ dire di aver bevuto troppo vino. Pensate prima di scrivere certe cose…

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    1. marione - 1 mese fa

      ma tu le dai anche retta?

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    2. Toronelcuore - 1 mese fa

      Bravo, hai pienamente ragione. Ma tanto Iago non serve. Tra un pò rimpiangerò pure lo scarso di Laxalt. In tutto quello che si fa nella vita si pagano le scelte sbagliate e i nostri calciomercati (soprattutto le sessioni invernali) ne sono un chiaro esempio. Meno male che dietro punti non ne fanno. FVCG

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