Toro, a Udine buio profondo

Toro, a Udine buio profondo

L’analisi di Gino Strippoli / Granata sconfitti dall’Udinese senza attenuanti

di Gino Strippoli

C’è poco da fare, questo Toro è senza luce. In Friuli si è vista una squadra granata molle, senza grinta senza idee, ovvero il nulla. Il miglior in campo tra i granata è stato Sirigu e questo la dice tutta sulla partita granata e d’altronde se l’unico vero tiro lo ha fatto Belotti in mezza rovesciata con Musso a fare l’unica vera parata della partita si può spiegare la sconfitta del Toro.

Una partita che ha sancito il fallimento di Verdi nella posizione in cui sta giocando, infatti il numero 24 granata non è né un rifinitore né un fantasista. La sua stagione bolognese l’ha fatta molto bene segnando bene da seconda punta. Se il ragazzo deve giocare lo si deve collocare dove può render al meglio. Ieri è stato inconsistente per tutta la partita, ha sbagliato tutti gli appoggi, le triangolazioni a due con Belotti, non ha mai fatto un tiro in porta e l’esecuzione dell’unica punizione ha visto il pallone andare direttamente in curva. Ma non sembra giusto scaricare le colpe di questa sconfitta di Verdi ma sulla sua posizione in campo sì. Inoltre il centrocampo granata continua a essere una nota dolente dove è evidente la mancanza di un centrocampista capace di costruire gioco e dare ampiezza alle azioni soprattutto quando sulle fasce il gioco non decolla.

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Il primo tempo granata è stato davvero da abisso profondo con l’Udinese superiore in tutto, tant’è che già al secondo minuto il palo ha salvato la porta di Sirugu. Toro timoroso e friulani più intraprendenti e al 13′ la prima grande parata di Sirugu in angolo su un bel destro di Jajalo. Quando l’ Udinese decideva di accelerare i mediani granata non sono mai stati in grado di contrastarli e Opoku a dimostrazione di ciò al 20′ è partito dalla sua area, dopo tackle vincente su Belotti, scartando in serpentina veloce due avversari fermandosi solo su fallo fatto dai granata. Idem per De Paul al 37′ con tiro finale ma centrale parato da Sirigu. Poi al 41′ il gol di Okaka con la difesa ferma a guardare la palombella assist che il numero 7 concretizza gonfiando la rete.

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Troppo lento e senza sbocchi la manovra granata per tutta la partita e nel secondo tempo anche se si è vista un po’ più di intraprendenza tra i granata la pericolosità è stata minima con Musso che non ha fatto mai parate.
È un Toro che ha il pensiero lento, e i bianconeri hanno sfiorato ancora il gol con De Paul all’ 87′ con Sirugu a immolarsi in angolo e all’89’ ancora l’argentino con tiro da biliardo che sfiora il palo. Questo Toro oggi come oggi non è squadra per competere per un posto in Europa League. Un solo vero tiro in porta in 94 minuti è davvero il nulla per vincere. I granata non tirano mai da fuori area e non lo tentano nemmeno. Troppo macchinoso e poco fantasioso nel cercare di servire Belotti ma mancano anche gli inserimenti dei mediani.

Un Toro poco cattivo agonisticamente e lo si è visto ieri quando i giocatori dell’Udinese hanno sempre vinto tutti i contrasti sia di testa che di piede. Inoltre la corsa granata è sembrata davvero debole e sulle seconde palle son sempre arrivati in ritardo. Così proprio non va e l’Udinese era una di quelle squadre di tipologia abbordabile ed invece si è dimostrata superiore al Toro. Ancora una volta la svolta di questa squadra appare sempre più lontana.

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  1. FVCG69 - 6 mesi fa

    Squadra mediocre salverei solo Belotti e Sirigu e forse qualche giovane .
    La stagione fino ad oggi è fallimentare il mercato è stato ridicolo
    STOP dateci il TORO

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  2. alexku65 - 6 mesi fa

    Se la gente smettesse di bere tutto a dispetto del proprio bisogno di Toro e disertasse allenamenti e partita per un po’ di volte forse ci sarebbero dei cambi strutturali che invece nel mondo della comunicazione surreale di uno che ha fatto del marketing il proprio cavallo di battaglia non ci saranno mai. Questo è il toro di Serino e di quei lettori che hanno sposato la propaganda anziché una sana realtà.

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  3. granata - 6 mesi fa

    Commento giustamente sconsolato, ma basterà una prestazione appena sufficiente per tornare a cantare le lodi di allenatore e squadra? La verità è che il difetto sta, a mio parere, nel manico, un manico tenteìnnante nelle scelte e tendenzialmente portato al gioco difensivo. Salvo poi rinnergarlo appena le cose si mettono male (gettare nell’ mischia il secondo attaccante e anche il terzo), creando confusione e sconcerto nella squadra che aveva preparato la partita in un certo modo e che fa fatica a riassestarsi, come si è visto bene anche ieri. Perchè si è frettolosamente messa nel cassetto la soluzione a due punte vere (Zaza e Belotti, di meglio il convento non passa), cui a inizio stagione Mazzarri era ricorso? E’ evidente – e lo stesso tecnico lo aveva detto chiaramente anche dopo la vittoria col MIlan – che Mazzarri non la considera la prima scelta, ma in questo commette un grave errore, che pesa sul giudizio sulle sue capacità. Così come pesa l’ avere voluto un Verdi non come spalla alternativa al povero Belotti, ma per riciclarlo come trequartista. Così come pesa il cercare di snaturare le caratteristiche di Iago Falque, ottimo esterno di fascia/tornante e opaco trequartista. Così come pesa non aver chiesto alla società prioritariamente un rinforzo vero a centrocampo, dove qualità nel palleggi e inventiva latitano (anche Lukic è un portatore di borraccia, ma non un leader). Si dirà che non potevamo permettercelo, ma allora mi si deve spiegare da dove si sono tirati fuori ben 35 milioni di euro per la coppia Laxalt/Verdi, finora tutt’ altro che determinante. Sembrano due discreti rincalzi, ma non giocatori in grado di far fare il salto di qualità. Naturalmente è presto per dare giudizi ancora definitivi, ma sulla stagione, e soprattutto sul tecnico, si allungano ombre sinistre. Spero di sbagliarmi.

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  4. Ciccio Graziani - 6 mesi fa

    Le punte in campo erano 2 ma non è questione di attaccanti. L Udinese era più determinato aveva più voglia di vincere, il risultato giusto sarebbe stato un pari. Ma alla fine la voglia ha premiato loro. Ora rimboccarsi le maniche e pedalare, basta una vittoria e si riparte

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  5. Maurygranata - 6 mesi fa

    Nove punti nelle prossime tre partite e siamo a posto, in fondo sono tutte squadre sopra di noi e almeno la concentrazione non dovrebbe mancare… ( commento volutamente sarcastico ma anche un po’ “speranzoso”)
    Forza Toro Sempre!

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  6. CUORE GRANATA 44 - 6 mesi fa

    Caro Strippoli dopo i tanti e variegati\esacerbati commenti espressi da noi tifosi ed al contenuto del Suo articolo,provo a “sdrammatizzare”A mio parere questa squadra è affetta da un “morbo subdolo”che definirei “gamberinite acuta”.Tale morbo attanaglia mente e gambe dei giocatori nonché la capacità di analisi(non eccelsa) del tecnico.Sarebbe fuori luogo trarre ora delle conclusioni anche se 10 punti in 8 partite perlopiù abbordabili non rappresentano un viatico rassicurante.Esonero del tecnico? Direi improbabile nonostante tutto a meno di un “cataclisma”,piuttosto sarebbe interessante capire se già esiste un “pre contratto ” di rinnovo..A mio modo di vedere la soluzione più logica sarebbe quella di andare a scadenza.Il tecnico avvezzo a gestire gruppi ristretti scelga in modo chiaro i giocatori sui quali “puntare”e con questi(simul stabunt simul cadent) veda quantoprima di uscire dall’impasse.Ai restanti venga concessa,a Gennaio ,la possibilità di giocare altrove.A fine stagione si tireranno le somme, non solo contabili, di questa Società strutturalmente fragile e gestita in modo inadeguato e taccio su altre”arcinote questioni”..Per intanto il Patron eviti “surreali riferimenti” alla PRESIDENZA DI FERRUCCIO NOVO…! Poi..Panta rei!Sempre FVCG!!!!

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  7. Torello di Romagna - 6 mesi fa

    Tutto parte dall’atteggiamento …. questa è la cosa più preoccupante !
    Squadra molle che insiste su lento palleggio (breve) ed estenuante , spesso all’indietro , zero aggressività , senza “fame” e “garra” questa è la realtà (purtroppo).
    Poi viene il problema tecnico e tattico …. il gioco manca da sempre (infatti la lacuna più grossa da colmare era l’acquisto di un centrocampista di qualità che garantisse visione di gioco e assist … un Ljaijc con più fisicita’ ) poi a livello tattico non si riesce a capire il perché debba essere sempre riproposta la stessa squadra se ha fatto risultato il turno precedente …. si avvantaggia l’avversario che non è lo stesso per qualità e caratteristiche inoltre si manda un messaggio negativo alla squadra ae si schiera una punta con l’Udinese con tutto il rispetto .

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