Le parole di Baldini a seguito del pareggio contro il Lecce per 3-3
Esordio della Primavera al Robaldo, con ancora del lavoro da fare (VIDEO)
Il Torino Primavera pareggia per 3-3 la sua prima gara al Robaldo, giocatasi contro il Lecce. Al termine della gara, il tecnico Francesco Baldini ha espresso le proprie dichiarazioni sulla prestazione dei granata e sulle emozioni della prima partita nel nuovo quartier generale del Toro ai microfoni di Toro News. Di seguito le sue parole.
Prima partita al Robaldo, giorno storico per il Torino. Quali sono le emozioni di questa giornata?
"Prima di tutto vorrei fare una considerazione sullo striscione "Beppe vive", apparso sugli spalti per il nostro magazziniere. Mi ha molto emozionato, mi è venuto un groppo in gola a pensare a tutto il tempo che ha passato dentro a uno sgabuzzino due metri per due. Il magazzino l'ha sistemato lui e ha deciso lui come doveva essere predisposto, ma purtroppo ci ha lasciato prima di vedere e vivere il completamento di questo centro sportivo, ed è stato pesante. Il centro ti fa lavorare in maniera completamente diversa: ora ci vorrà un po' di tempo per adattarsi e organizzare bene tutto, anche a livello di regole. Qui lavoriamo in simbiosi, ci vediamo tutti i giorni, c'è confronto, tra i giocatori ma anche con i membri dello staff. Voglio ringraziare il Torino e il presidente per questa struttura che ancora non è completa, ma è già di alto livello. Ora abbiamo una casa... non che Orbassano non ci abbia ospitato bene, ma ora questa è casa nostra. Alla squadra ho premuto su questo discorso: ora siamo a casa nostra e abbiamo qualcosa di nostro difendere".
Dopo le prime due partite, terminate con una sconfitta e un pareggio, a che punto è la costruzione del Toro di Baldini?
"Ho detto ai ragazzi che se dovessi valutare lo spirito per cercare di riprendere la partita gli darei un 10, ma non basta perché questo va abbinato a una maggiore concentrazione che è mancata non solo nella partita di oggi, ma anche in quella con il Milan. Dobbiamo migliorare tantissimo sulle preventive perché ci ripartivano sempre. C'è tantissimo su cui lavorare, com'è normale che sia in questo periodo. E bisogna anche considerare che sono arrivati due nuovi giocatori nella giornata di ieri... io intanto mi tengo lo spirito che ha messo la squadra in campo: anche oggi non voleva assolutamente perdere e se non ci fossero stati degli errori incredibili poteva portarsi a casa il bottino pieno. Mi sembra un po' di rivivere la situazione di quando sono arrivato l'anno scorso che in due partite abbiamo preso sei gol. Dobbiamo lavorare tanto su questo punto di vista".
Come si sta lavorando sulla linea difensiva?
"Innanzitutto, bisogna tenere in considerazione che la linea difensiva ha perso davanti un giocatore come Acquah: è importante specificarlo perché non si può parlare solo della linea dei difensori, ma ha più senso parlare di tutta la fase di non possesso della squadra, e su questo aspetto abbiamo perso Acquah che lì davanti era una diga importante. Se guardo questa partita mi rendo conto che manca l'equilibrio e su questo ci devo lavorare. Stiamo valutando i nuovi giocatori per conoscerli, ma la difesa è quella dell'anno scorso, anche se quest'anno facciamo un po' meno bene la fase difensiva. Ci lavorerò da domani mattina".
Oggi le punte sono sembrate un po' isolate, come possono essere coinvolte nel gioco e rendersi fondamentali, seguendo un po' la strada tracciata da Gabellini della scorsa stagione?
"L'anno scorso Gabellini è diventato fondamentale solo a marzo. Quest'anno sto lavorando con Falasca che è un 2008 e con Russo e Martini che sono due 2009. Hanno una volontà incredibile, con loro oggi abbiamo bisogno di pazienza e di lavoro costante: da qui a gennaio saranno giocatori totalmente diversi. Stiamo lavorando anche tanto sulle giocate individuali, soprattutto sulle catene di terzini-esterni e sulle mezzali: i gol sono venuti da giocate che i ragazzi provano durante la settimana. Dobbiamo tutti avere pazienza, soprattutto io che non sono poi così famoso per averne".
Per quanto riguarda la porta, il pacchetto è ampio e importante: quali sono sono le gerarchie?
"Partiamo dal fatto che Cereser non si è mai allenato con noi in ritiro, ma sempre in prima squadra, solo dopo si è aggregato al gruppo. Deve migliorare su determinate cose e in qualche atteggiamento. Lunedì ha giocato lui contro il Milan, ma oggi ha giocato Dorigo che è molto bravo. Questo perché, in questo momento, non c'è una gerarchia definita. Sto valutando i ragazzi, tutti. Se poi Cereser rientra al 100% è naturale che sia lui il titolare sulla carta essendo un 2007".
L'anno scorso ha detto "Zaia è il mio soldato", chi sono i soldati di quest'anno?
"Il gruppo si sta ancora formando, quindi bisogna prendere delle valutazioni. Chi ha già lavorato con me è avvantaggiato rispetto agli altri, è logico che io abbia già dei punti di riferimento nello spogliatoio, che possono essere Tonica o Ferraris. Sono quelli che conosco di più, ma questo non vuol dire che saranno titolari, nonostante io gli attribuisca un po' più di leadership. Mi ha colpito Scacchi su questo aspetto, anche Falasca che è un lavoratore incredibile. A me piacciono i soldati, ma perché anch'io ero un soldato da giocatore. Non mi piacciono i presuntuosi e chi si sente già arrivato: questo è un messaggio anche per i ragazzi... quando vuoi sistemare le cose, la panchina è la miglior medicina".
Chi sarà il capitano?
"Ho parlato con un gruppo di quattro giocatori: Gatto, Ferraris, Tonica, Ballanti. Loro sono i miei capitani. Questo non vuol dire che saranno i titolari per forza... ma loro sono i miei capitani, posso dare la fascia al più anziano o a chi ha più leadership, ma non abbiamo ancora un capitano fisso. Loro sanno come la penso".
Articolo a cura di Irene Nicola e Davide Bonsignore
© RIPRODUZIONE RISERVATA