Il primo grande nodo da sciogliere è questo: chi sarà in panchina nella prossima stagione?
Via D'Aversa? Se saluterà, lascerà un buon ricordo... (Video)
PERCHÈ NO: IL GIOCO
A dare manforte alla tesi che non vede in D'Aversa l'allenatore giusto per cominciare un ciclo, proprio la linea di gioco di cui abbiamo parlato nella pagina precedente. Importante averla, questa identità, questa linea di gioco. Un altro aspetto però deve essere chiaro: questa linea di gioco deve piacere. Il gioco di D'Aversa è piaciuto? Molti potranno rispondere che non importa se sia bello o piacevole, importa che faccia risultati e che porti il Torino nelle posizioni che merita in classifica. Questo in parte è vero, ma non tiene conto di una verità importante: non può andare sempre per il verso giusto.
Nella partentesi con il tecnico abruzzese, il Torino ha trovato un periodo florido a livello di risultati. L'abbiamo detto: 1,5 punti in media a partita e una proiezione ipotetica a 57 punti in 38 partite. Spesso, però, questo è avvenuto in maniera episodica. Un esempio è il derby: la rimonta contro la Juventus è stato un successo più romantico che sportivo. Analizzando nel dettaglio, però, il Toro ha segnato su due calci piazzati, il secondo anche dopo un rimpallo. Ancora una volta, un punto arrivato in maniera troppo episodica. Il Toro deve cominciare un nuovo, florido, periodo. E non può permettersi di iniziarlo partendo da queste basi. Serve un gioco che permetta al Toro di ottenere punti con continuità ma soprattutto grazie al proprio merito, soprattutto grazie alla propria abilità in fase di costruzione di creare occasioni e concretizzarle. Non può sempre andare tutto bene. Il Toro ha bisogno di certezze. Il Toro ha bisogno di mettere le proprie basi solo su se stesso. E forse, in quest'esperienza, non ce ne sono stati i presupposti.
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