Le parole del tecnico granata al termine della prima giornata di campionato
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Le parole del tecnico del Torino Ignazio Abate dopo la prima partita del campionato granata, disputata contro il Milan.
Come hai visto la partita?
"La verità è che il primo tempo non mi è piaciuto. Non so se l'abbiamo sentita troppo, se dovevamo rompere il ghiaccio, se abbiamo accettato troppo passivamente di stare dietro la linea della palla invece di andare a coprire, di alzare il baricentro. Forse li abbiamo rispettati un po' troppo, non lo so. Anche se nel primo tempo, paradossalmente, stando dietro la linea della palla non abbiamo corso grandi pericoli. Nel secondo tempo siamo entrati con un piglio diverso e poi abbiamo preso due gol. Il primo è una giocata di un campione, il secondo invece nasce da un errore evitabile. Poi la squadra ha creato tre palle gol nitide contro una grande squadra. Rammarico per non averla riaperta prima. Però mi tengo l'atteggiamento, l'anima della squadra che c'è stata fino al 95': è rimasta in piedi e questo è un bel punto di partenza da cui ripartire".
Quali lezioni puoi trarre?
"Siamo un gruppo giovane, abbiamo ampi margini di miglioramento. Specialmente contro queste grandi squadre devi avere il coraggio di giocare la palla. Altrimenti ti abbassi, inizi ad andare dietro all'andamento della partita, a correre troppo e a non ritrovare le distanze. Dobbiamo avere più pulizia tecnica e più coraggio nel voler iniziare bene la manovra da dietro, tornando meno dal portiere, avere più coraggio nel giocare dentro per poi scatenare. I margini di miglioramento ci sono, però credo che nel secondo tempo un po' più di pulizia e un po' più di coraggio si siano visti".
Njie è entrato molto bene. Quali margini di miglioramento ha?
"Lui, dal mio punto di vista, ha grandi qualità e ampi margini. È un ragazzo che deve trovare quella consapevolezza nei suoi mezzi e restare dentro la partita per 90 minuti. È un giocatore per noi molto, molto importante. Oggi ho preferito partire con Casadei perché il Milan è una squadra che, quando trova riferimenti, morde in modo intenso e ha garra, invece quando non li ritrova allenta un po'. Volevamo sfilare con Fitz e portare Casadei a fare il doppio mediano. Infatti nel secondo tempo molte volte abbiamo avuto il pallino del gioco, cosa che non ci è riuscita nel primo tempo. Tornavamo troppo spesso dal portiere e quindi ci concedevano solo la profondità e per noi non era semplice. Devo dire che i cambi sono entrati con l'atteggiamento giusto, con la garra giusta".
Cosa può dare Cacciamani?
"I giovani devono crescere, devono fare esperienza e prendere consapevolezza che ci possono stare a questi livelli e che possono determinare a questi livelli. Oggi avevamo di fronte una grande squadra che lotterà per vincere lo Scudetto, ma devo dire che sul 2-0 chiunque poteva crollare. Invece la sfrontatezza dei giovani, la voglia di rimanere in piedi, di riaprire la partita e di dare un segnale alla propria gente sono state importanti e sono state apprezzate. Dobbiamo lavorare, credere tanto nei nostri mezzi e, ovviamente, quando lavori con continuità e perseveranza i risultati arriveranno".
Ha salutato con piacere i giovani del Milan.
"Sicuramente, ma non sta a me dire se ci possono stare. C'è il lato affettivo con questi ragazzi perché siamo cresciuti insieme, li ho visti crescere. Per me hanno grandissime qualità e ovviamente poi, per giocare in una grande squadra, devi fare anche uno step dal punto di vista mentale e devi giocare ogni giorno per vincere. Alcuni devono fare ancora uno step, ma le qualità tecniche le hanno assolutamente".
La Maratona vi ha incitato per 90 minuti.
"Credo profondamente nel legame con l'ambiente. Noi dobbiamo cercare di mandare via quest'aria grigia che c'è sopra di noi e ritrovare un'aria pulita. Quando vi dicevo nel giorno della presentazione che, da fuori, il Torino è tanta roba è perché ci credo veramente. Non sono un lecchino, io dico sempre quello che penso, non ho bisogno di tirarmi dietro la gente. Io lavoro 24 ore al giorno, ma con passione, e credo realmente che questa sia una piazza importante e che meriti il meglio, perché tifoserie del genere ce ne sono poche in Italia. Oggi, ad agosto, avere 25mila spettatori più o meno non è da tutti. Questi sono numeri importanti, da grandi piazze, e devo solo ringraziare i tifosi. Evidentemente qualcosina in questo mese e mezzo abbiamo fatto. Hanno visto che questo è un gruppo giovane, che ha bisogno del loro sostegno, ha bisogno del loro affetto, ma sicuramente venderemo cara la pelle e l'anima. Abbiamo dei limiti, certo che abbiamo dei limiti, però non possiamo piangerci addosso dalla prima giornata. Dobbiamo invece cercare di esaltare i nostri pregi. Abbiamo margini di miglioramento perché poi i giovani sono così, vivono di momenti altalenanti, ma li devi aspettare. Nel momento in cui punti sui giovani, io non metto la croce addosso a nessuno dei miei ragazzi, li aspetterò. Questa è la linea guida della società e sicuramente, in qualche modo, dobbiamo cercare di creare una base solida. Non sarà facile crearla, abbiamo bisogno di tempo. So che tempo non ce n'è, ma sinceramente non me ne frega. Non me ne frega perché ho le spalle larghe e vado dritto per la mia strada per cercare di creare qualcosa di solido. Sono felice dei ragazzi perché oggi hanno cercato di fare quello per cui lavoriamo. Poi, ovviamente, ci sono tantissime cose da migliorare proprio dal punto di vista tecnico-tattico. Torniamo troppo spesso dal portiere, a volte possiamo rallentare meno, scatenare di più, ma questo fa parte del percorso e della fase di apprendimento. Quindi questo non mi spaventa affatto".
Sul mercato è necessario vendere giocatori come Njie e Adams per trovare dei rinforzi?
"Per quanto riguarda il mercato, la società ha dato una linea guida. Io so quello che ci siamo detti insieme con il presidente e con il direttore. Sicuramente uscirà qualcuno, ma quello che dovevo dire a entrambi l'ho detto, senza interessi personali. Io credo nel bene comune, quindi qualcosa indubbiamente faremo, perché in alcuni ruoli siamo anche pochi e in altri dobbiamo alzare il livello".
Non temi che ti tolgano qualcosa negli ultimi dieci giorni?
"Io posso essere spaventato dalle cose su cui posso incidere personalmente: per esempio perdere energia, fare fatica a preparare gli allenamenti. Sta a me essere sul pezzo sette giorni su sette e cercare di alzare il livello con quelli che ho. Però la situazione è chiara. Io non penso che, sinceramente, sia il presidente sia il direttore vogliano indebolire questa squadra. Indubbiamente ci sono delle linee guida e cercheremo in tutti i modi, invece, di aumentare il livello. Questo è quello che penso, quello che credo. Quando parlo con il direttore e con il presidente mi trasmettono energia e voglia di fare. Quindi la situazione è sotto gli occhi di tutti: dobbiamo alzare il livello, soprattutto in alcuni ruoli, se vogliamo fare un determinato tipo di gioco. Questa è la verità. Però ci rivedremo tra dieci giorni, ma sono positivo. Speriamo bene".
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