I voti della sfida valida per la sesta giornata di Serie A
Il commento post partita di Torino-Udinese 2-1: "Il Toro soffre ma vince" (VIDEO)
Attaccanti
ORISTANIO 6: Alla prima da titolare in campionato, cerca di sfruttare la propria mobilità muovendosi anche per vie centrali. Dà una mano in fase di non possesso, tornando a recuperare palloni con grande energia. Davanti è uno dei pochi a cercare con insistenza la giocata individuale: interessante un cross a rientrare col sinistro, mentre un'altra scorribanda viene fermata dal triplicamento avversario. Non tutto gli riesce, ma l'atteggiamento è quello giusto. (53' VLASIC 7: Parte dalla panchina per la prima volta dal 29 ottobre 2025 e il suo ingresso cambia la partita. Dopo pochi minuti offre a Comuzzo un pallone perfetto, sprecato dal difensore. Poi è ancora lui ad alzare il lancio che provoca l'uscita disastrosa di Okoye e permette a Kulenovic di segnare. Porta qualità e imprevedibilità a una manovra fino a quel momento poco incisiva).
SIMEONE 5,5: Con la fascia da capitano al braccio, si sacrifica molto per la squadra. Lavora spalle alla porta, si abbassa anche in zone di campo che non gli competono e tiene botta nel confronto fisico con Solet. La generosità non manca, ma negli ultimi metri il suo contributo è insufficiente. A inizio ripresa avrebbe anche un'occasione per lasciare il segno, dopo un'uscita sbagliata di Okoye, ma calcia alto. Tanto lavoro sporco, poca concretezza.
ADAMS 6,5: Si muove molto, pur ricevendo pochi palloni realmente giocabili negli ultimi metri. Per rendersi utile arretra, ripulisce il possesso e cerca di collegare centrocampo e attacco. Al 37' è protagonista dell'episodio che sblocca la partita: raccoglie il cross di Mandragora e gira al volo, centrando il palo dal quale nasce il tap-in di Bragança. (64' KULENOVIC 7: Ci crede fino in fondo e viene premiato. Sfrutta il clamoroso regalo di Okoye, depositando in rete il pallone del 2-1: secondo gol consecutivo, entrambi pesantissimi. Poco dopo va vicino alla doppietta, superando Ebosse e cercando il secondo palo senza inquadrare lo specchio. I suoi movimenti mettono in difficoltà la retroguardia friulana, anche se non tutte le scelte sono precise, come nel contropiede in cui non riesce a servire Belghali).
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