Nel mirino la presidenza Figc: decide il Coni

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Il mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla Figc finisce sul tavolo del Coni. A sollevare il caso è stato Renato Miele, ex difensore della Lazio e oggi avvocato, che dopo la mancata ammissione della propria candidatura alla presidenza federale ha presentato ricorso al Tribunale nazionale federale contestando anche la presunta ineleggibilità di Malagò. Il punto sta nell’articolo 29 dello Statuto Figc che per le cariche federali richiede di "essere in regola con il tesseramento". Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura federale e chiesto nuovi approfondimenti, trasmettendo gli atti anche al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Martedì 15 settembre la questione potrebbe arrivare in Giunta.

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Il rischio per la federazione

Il passaggio al Coni servirà a valutare l’interpretazione della norma e la regolarità della posizione di Malagò. Gli uffici federali hanno finora sostenuto che il tesseramento non sia un requisito obbligatorio in assoluto. Solo qualora la candidatura venisse considerata una grave irregolarità nel funzionamento della Figc potrebbe quindi aprirsi anche l’ipotesi del commissariamento. Al momento, però, non c’è alcun provvedimento in questo senso: si tratta di uno scenario legato all’esito delle valutazioni. Malagò si è detto "sereno", mentre Buonfiglio ha chiarito di "dover valutare con attenzione".

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