"Spero si possa avere una società non all'altezza soltanto di un nono posto ma di qualcosa in più" afferma lo scrittore e sceneggiatore granata

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Carlo Grande va controcorrente e vota Roberto D'Aversa. "Non ho dubbi, avrei proseguito con lui". Lo scrittore e sceneggiatore granata torna a parlare in esclusiva su Toro News ed esprime le sue idee sull'ultima estate del Torino tra Cairo, Petrachi, Zapata e appunto Abate.

Buongiorno Carlo. "Se sarà la mia ultima stagione, voglio che sia la migliore". Così il presidente Urbano Cairo durante l'estate: un suo pensiero? "Urbano Cairo è piuttosto complicato e sotto la sua gestione accadono cose impreviste. Prendiamo questo mercato con ottimismo, come un segno di buona volontà. Se avessimo avuto gli aiuti dell'ultimo giorno di mercato, non avremmo iniziato il campionato ad handicap. Ci sono motivi economici e ormai ci siamo abituati che il Torino è specializzato nel chiedere sconti fino all'ultimo. Non voglio dire di peggio. Speriamo che sia un campionato all'altezza. Speriamo di non lottare per retrocedere e magari speriamo di vincere un derby".

Carlo Grande 1

Promuove l'operato di Gianluca Petrachi? "Petrachi è un ottimo direttore sportivo, sa il fatto suo. Ha messo un buon assortimento in squadra. Adesso possiamo anche giocare a quattro. Auspicavo che questo potesse accadere. Nel 2025/2026 abbiamo preso più di 60 gol e Abate sa perfettamente che la base della ripartenza è subire meno reti".

Mandragora può essere il valore aggiunto? "Non lo avrei fatto andare via al tempo, lo ritenevo un giocatore imprescindibile perché quando arrivò ci salvò insieme a pochi altri. Lo abbiamo salutato e dopo anni riscopriamo il suo valore. Rimaniamo ottimisti, anche se certe dinamiche restano misteriose".

Contento della scelta di Ignazio Abate? "Avrei proseguito con D'Aversa. Si era meritato sul campo la fiducia. Aveva in mano lo spogliatoio. Cambiare così spesso l'allenatore e i giocatori significa non dare un'anima alla squadra perché l'identità nasce con il tempo. Abate nelle sue prime dichiarazioni è andato nella direzione di stimolarla quest'anima. Lui sa benissimo cosa serve per costruire una squadra e un giusto spirito di squadra. Creare il giusto spirito determina se ci metto o meno la gamba. Detto questo, avrei tenuto D'Aversa e aggiungo che alcune scelte del primo Abate non mi hanno convinto".

Avrebbe rinnovato Duvan Zapata? "Devo essere onesto perché cerco di esserlo il più possibile. Ero molto contento per il ragazzo, la sua professionalità e anche alcune partite giocate dopo l'infortunio. Dunque, avrei rinnovato Zapata. Ora dopo la preparazione il ginocchio si gonfia. Credo che il suo ruolo lo potrà comunque avere, magari non per 90 minuti ma potrà dare il suo contributo. Rinnovarlo credo sia stato giusto".

Teme un calo di Giovanni Simeone? "Spero che non cali perché ne abbiamo bisogno come il pane. Non lo conosco personalmente, ma considerando i cromosomi di famiglia penso che sia insita in lui la garra. Speriamo ci faccia un altro anno come lo scorso. Nelle prime due partite lo abbiamo visto un po' giù di corda e ne abbiamo pagato le conseguenze".

Un'ultima: da tifoso frequentante lo stadio cosa rappresenta il rientro della Maratona? "Domanda spinosa. In passato mi sono espresso su questo e ne ho pagato anche alcune conseguenze. Spero si possa avere una società non all'altezza soltanto di un nono posto ma di qualcosa in più. Una società che ti permetta di ambire al quinto, sesto posto, a vincere un derby. Da vent'anni non accade e chi ho orecchie per intendere intenda".

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