Ripercorriamo le principali fasi della carriera in campo di Ignazio Abate: ecco come lo hanno aiutato ora che è in panchina
Abate: il Toro dimostri di avere coraggio in ogni sua scelta (VIDEO)
L'annuncio ufficiale del Torino in merito alla nomina di Ignazio Abate come nuovo allenatore permette di iniziare fin da subito a cercare di programmare al meglio la stagione e tentare di evitare gli errori compiuti nell'estate passata. L'allenatore campano è per molti una figura capace e promettente, con delle idee chiare ma anche alla sua prima esperienza su una panchina di Serie A. Nonostante ciò conosce già bene l'ambiente granata avendoci già speso una stagione nella sua carriera da calciatore.
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Dal Toro al Milan (più la Nazionale): cosa può trasmettere Abate dopo la sua carriera da calciatore
Ignazio Abate era un terzino destro che non spiccava per doti tecniche o spinta offensiva ma garantiva una fase difensiva attenta e costante nel corso dei 90 minuti. La sua caratteristica principale era sicuramente una grande velocità che gli permetteva di coprire grandi spazi sulla fascia. Completa il percorso del settore giovanile con il Milan nel 2003/04, anno in cui arriva uno spezzone di gara come debutto in Coppa Italia e anche uno in Champions League, sempre con la divisa rossonera. In seguito Abate inizia una serie di prestiti che lo portano a indossare nel giro di tre anni le divise di Napoli, Piacenza e Modena tra C1 e Serie B. Queste esperienze gli consentono di "farsi le ossa" nel calcio dei grandi e poi così per la Serie A 2007/08 si trasferisce all'Empoli, club con cui esordisce nel massimo campionato italiano.
Dopo il buon anno in Toscana, arriva la chiamata del Toro che in quell'anno - con ben tre allenatori diversi come De Biasi, Novellino e Camolese -, lo sfrutta in campo per 27 volte in Serie A (dove trovare anche due gol preziosi) più altre 2 in Coppa Italia. La stagione in granata è positiva e arriva così per lui l'occasione di tornare al Milan. La società rossonera è per lui molto importante e ci rimane infatti per ben dieci stagioni consecutive prima di appendere gli scarpini al chiodo. Durante gli anni spesi con il Diavolo, Abate ha anche modo di essere convocato in Nazionale maggiore per 22 presenze totali, in azzurro trova anche un gol decisivo per il pareggio contro la Germania in amichevole nel novembre 2013.
La carriera da calciatore di Abate viene sicuramente ricordata per la sua abnegazione e la sua duttilità sulla fascia destra. Nascendo da terzino, il nuovo allenatore del Toro non temeva di spingersi anche più in posizione leggermente più avanzata in base al modulo di gioco. Queste caratteristiche saranno anche ciò che dovrà provare a infondere nella testa dei suoi giocatori. Al Toro avere infatti grande determinazione e voglia di ricoprire più ruoli, sono doti sempre ben accette dal pubblico e dopo anni di anonimato, i tifosi ora sperano che la cura Abate possa essere quella giusta per tornare a puntare a palcoscenici che competono maggiormente a un club così blasonato.
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