Il peso mediatico di cui parlava D'Aversa si accompagna a un risultato concreto sul campo: primo passo compiuto da parte del Torino

Torino FC v Juventus FC - Serie A

Via D'Aversa? Se saluterà, lascerà un buon ricordo... (Video)

E ora bisogna iniziare a pensare al futuro. Anzi, siamo certi che non ci si sta iniziando a pensare ora: le idee, almeno alcune, saranno già chiare. Al Torino sarà già chiaro da chi ripartire per la prossima stagione. Sarà certamente chiaro a Gianluca Petrachi che dovrà affrontare un periodo importante: sarà a conoscenza di doversi prendere sulle spalle tante responsabilità. Innanzitutto a livello ambientale: su di lui le grandi aspettative dei tifosi, guidate dai ricordi positivi e certamente da una voglia di rivalsa che sa di nostalgia verso quel 2015. Su di lui la responsabilità di un'estate che, inevitabilmente - e questo non è un capriccio, bensì una necessità, guidato da aspetti in prevalenza contrattuali -, dovrà essere di rivoluzione. A questo punto occorre sapere, come seconda cosa - la prima, naturalmente, il nome del tecnico -, da chi ripartire. Un nome, in mezzo al campo, è presto detto: Emirhan Ilkhan.

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Ilkhan, i dati nel derby e in stagione

Il turco, a centrocampo, si è dovuto adattare, ma l'ha fatto con grande umiltà e capacità. Nelle sue corde, a partire dalle giovanili, si è sempre percepita una tendenza offensiva: una buona capacità di inserimento e una propensione a supportare la manovra nella sua parte finale hanno sempre caratterizzato il suo percorso. In granata si è messo a disposizione delle necessità della squadra ed è diventato un vero e proprio play. Anche nell'ultima partita, il derby, ha fornito una prestazione di livello: certo non parliamo della sua migliore partita - e lo testimoniano il 71,4% di precisione nei passaggi e i 34 tocchi in 63 minuti - ma si è comunque proposto come una sicurezza in mezzo al campo. Quanto al resto della stagione, la situazione con Ilkhan in campo cambia per il Toro: non sono soltanto la percentuale di precisione nei passaggi pari all'85% o quella nei lanci lunghi pari al 69% o, ancora, la media di un tocco ogni minuto e mezzo di gioco, ma anche la situazione complessiva della squadra assume un altro volto. Con il turco in campo, il Toro risulta essere più preciso nel gioco, più preciso in fase di disimpegno, con un dato inferiore sulle palle perse, e più efficace nella manovra di costruzione, con un aumento sensibile dei palloni chiave serviti. Tutto questo a rendere come Ilkhan sia uno dei giocatori su cui puntare in ottica futura.

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Il primo passo per blindare un talento: e ora?

Il classe 2004 è un elemento di prestigio e, se preoccupava la sua situazione contrattuale, il club granata ha impiegato poco per mettere le cose in chiaro: esercitata l'opzione di prolungamento fino al 2027. Non si tratta di un rinnovo, ben attenti: l'azione dei dirigenti granata di sedersi al tavolo con gli agenti del giocatore non è ancora avvenuta - anche perché sarebbe stato ironico se si fosse tradotta in un prolungamento annuale. Questo potrà avvenire in futuro, ma intanto il Torino ha fatto un primo importante passo per blindare un simile talento. Il messaggio è chiaro: Emirhan Ilkhan resta a Torino. Se, anche giocando con una continuità singhiozzante, quest'anno, è stato in grado di attirare su di sé un importante peso mediatico, vorrà pur dire qualcosa. "Bisogna considerare anche la presenza del pubblico, che può portare tensione; quindi ci vuole l’esperienza di chi è abituato a queste partite", sosteneva D'Aversa prima del derby. Da un tecnico intelligente come lui, che ha dato prova ad ampie riprese di informarsi e leggere tutto quello che concerne la propria squadra, ci si può aspettare che, tra le righe di questa frase, ci fosse anche un riferimento alla spinta mediatica che il turco ha attirato su di sé. Ora serve dare seguito a queste considerazioni: nella rivoluzione serve anche chi faccia da caposaldo. E il turco, in questo senso, è un serissimo candidato.

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