L'attaccante classe 2005 può finalmente trovare la continuità che gli è sempre mancata in granata

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Il Torino scopre i giovani e riparte da loro

35 presenze, 2 gol e 1 assist dalla stagione 2024/25 a oggi, tra campionato e Coppa Italia. Numeri che raccontano un potenziale ancora espresso soltanto a tratti e un futuro tutto da scrivere. Stiamo parlando di Alieu Njie. L'attaccante svedese ha completato quasi tutta la trafila nel settore giovanile granata, prima di arrivare in prima squadra a soli 19 anni sotto la guida di Vanoli, con grandi aspettative sulle spalle. In queste due stagioni, però, Njie ha mostrato soltanto una piccola parte delle sue qualità. Le attenuanti non mancano: non ha mai trovato una vera continuità, è stato utilizzato soprattutto a gara in corso con minutaggi ridotti, oltre ad essere impiegato spesso in un attacco a due, soluzione che probabilmente non esalta al meglio le sue caratteristiche. Eppure, nonostante tutto, il suo talento non è passato inosservato. Diversi club europei hanno iniziato a seguirlo, con il Crystal Palace in prima fila, tanto da arrivare a presentare già due offerte spingendosi ad una base di circa 12 milioni più bonus fino a 18. Il Toro, però, per il momento ha detto no. E la sensazione è che, almeno per questa stagione, la società voglia puntare, questa volta davvero, su Njie. Ma perché può essere davvero l'occasione giusta per Njie e per il Toro stesso?

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La posizione in campo e la cura Abate

La prima novità per Njie riguarda il ruolo. Abate ha scelto di puntare su due trequartisti alle spalle della punta e lo svedese può diventare uno degli interpreti di quella posizione. Un'opportunità importante anche per sfruttare l'ampiezza, soprattutto sulla fascia, dove può mettere in mostra le sue qualità migliori: accelerazione, strappo e capacità di saltare l'uomo. È proprio sull'esterno che Abate lo ha provato durante queste prime settimane di precampionato, ricevendo risposte positive. Sulla corsia mancina, in particolare, il dialogo con Cacciamani sembra già funzionare e la coppia potrebbe diventare una soluzione interessante per il nuovo Toro: due giocatori giovani, imprevedibili e con caratteristiche che possono creare più di un problema alle difese avversarie. Poi c'è la cosiddetta cura Abate, un allenatore che ha dimostrato di saper lavorare bene con i giovani e di valorizzarne le caratteristiche. Njie è un classe 2005 e, a 21 anni, si trova davanti a una stagione che può rappresentare il vero punto di svolta della sua carriera. Il talento c'è, ora serve trasformarlo in continuità.

Le occasioni non mancheranno

Njie, però, potrebbe avere un'altra alleata dalla sua parte: l'inizio della stagione. Nelle prime partite di campionato, infatti, le occasioni per trovare spazio non dovrebbero mancare. Zapata è ancora fermo ai box e dovrà recuperare la condizione, mentre Vlasic e Adams devono ritrovare la miglior forma e non avranno i novanta minuti nelle gambe. Anche Casadei, inoltre, sta ancora prendendo confidenza con il nuovo ruolo e avrà bisogno di tempo per assimilare i compiti richiesti da Abate. In questo scenario, Njie può ritagliarsi uno spazio importante e avere finalmente quella continuità che finora gli è mancata. Naturalmente, anche lo svedese dovrà fare un passo in avanti. Il talento e la capacità di creare superiorità non sono in discussione, ma deve diventare più concreto e soprattutto più decisivo negli ultimi metri. I 2 gol realizzati nelle 35 presenze tra campionato e Coppa Italia raccontano proprio questo: Njie deve imparare a trasformare con maggiore frequenza le occasioni e le situazioni che riesce a creare. Il mercato, però, è ancora lungo e ogni scenario resta possibile. Se il Toro dovesse decidere di respingere le prossime offerte e Njie rimanesse in granata, per lui potrebbe davvero aprirsi una stagione diversa dalle precedenti. Più spazio, un ruolo più adatto alle sue caratteristiche e un allenatore che sembra credere nelle sue qualità: gli ingredienti per il salto di qualità ci sono tutti. Ora tocca a Njie dimostrare di essere pronto.

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