Quali sono gli aspetti tattici e non solo con cui si può decidere la gara tra granata e rossoneri?
Culto di Francesco Bugnone: "Torino - Como, 25 Agosto 1997" (VIDEO)
Ci sono partite che si possono leggere attraverso un duello individuale, altre attraverso un episodio. Torino-Milan potrebbe invece essere soprattutto una partita di momenti, quelli che seguono una perdita di pallone: la reazione immediata, la capacità di riconquistarlo e la scelta successiva tra accelerare o rallentare. È proprio nella gestione di queste transizioni che potrebbe nascondersi una delle chiavi della sfida. Il Torino di Abate vuole essere propositivo e coraggioso, con pressing, verticalità e aggressività, mentre il Milan di Amorim ha qualità e uomini per attaccare gli spazi appena ne avrà l'occasione. Per questo la riaggressione potrebbe diventare determinante: perdere palla non dovrà necessariamente significare difendersi, ma può essere il primo passo per recuperarla quando l'avversario è ancora scoperto.
Gli uomini tra le linee
Da qui si arriva alla seconda chiave: chi riuscirà a mettere nelle condizioni migliori i propri uomini tra le linee? Nel sistema di Abate i due trequartisti dovranno essere mobili, attaccare la porta e soprattutto leggere gli spazi creati dai movimenti dei compagni. Lo stesso vale per il Milan, che negli spazi alle spalle dei centrocampisti granata può trovare una delle proprie armi principali. Non basterà quindi servire i giocatori offensivi: bisognerà farli ricevere fronte alla porta, dopo aver mosso la struttura avversaria. Una punta che viene incontro può liberare la profondità, un trequartista che stringe può aprire spazio all'esterno, un movimento senza palla può essere più importante del passaggio stesso.
Le transizioni offensive e la tenuta fisica
La partita potrebbe così trasformarsi in una sfida sulle distanze tra i reparti e sulla velocità nel cambiare fase. Il Torino dovrà essere corto quando perde palla e avere abbastanza uomini vicino alla zona del pallone per poterla recuperare subito, ma senza concedere troppo alle proprie spalle. Il Milan cercherà lo stesso tipo di situazioni, forte però di una qualità tecnica individuale superiore. E proprio qui potrebbe emergere la differenza: il Toro dovrà compensare il gap tecnico con organizzazione, intensità e letture. L'esordio, però, aggiunge un elemento impossibile da prevedere sulla lavagna: la condizione fisica. Alla prima giornata non tutte le squadre arrivano necessariamente allo stesso livello e, alla fine, potrebbe essere proprio chi avrà più benzina, brillantezza e ritmo a fare la differenza. In una partita in cui le transizioni possono pesare tantissimo, chi starà meglio fisicamente potrebbe avere un vantaggio decisivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA