tor toro approfondimenti “L’attimo fuggente”: com’è cambiato il Natale dei giocatori del Toro?

IL TEMA

“L’attimo fuggente”: com’è cambiato il Natale dei giocatori del Toro?

Davide Bonsignore Redattore 

Non vi preoccupate, nelle righe successive ci sarà anche modo di essere tristi. Ora però, visto che è Natale, partiamo dalle belle notizie. Partiamo dalle storie di due giocatori in grande crescita, che affrontano questo Natale con tutt'altra felicità e autostima rispetto allo scorso. A partire da Marcus Pedersen. Il norvegese è arrivato a Torino come sostituto - almeno numerico - di Raoul Bellanova. Sostituire un talento come l'esterno oggi in forza all'Atalanta con un elemento neanche titolarissimo del Sassuolo retrocesso... non ha fatto troppo piacere ai tifosi granata. Così, l'umore riguardo a Pedersen non era dei migliori. Se a questo ci si aggiunge che l'ex Feyenoord non stava neanche inanellando prestazioni particolarmente brillanti, ecco da qui si può capire come il Natale 2024 del norvegese non fosse dei migliori. Oggi tira tutt'altra aria, però: con Baroni, sulla fascia destra Pedersen si è imposto come unica valida alternativa. Certo, non c'è Bellanova con cui contendersi il posto. Però, pur mancando ancora quella partecipazione ai gol che un quinto di centrocampo dovrebbe garantire, il norvegese ha messo in mostra tutto il proprio spirito di sacrificio e il proprio essere infaticabile: in ogni gara ara la fascia destra, su e giù, in attacco e in difesa, non facendo mai mancare il proprio apporto. Non sarà tra gli elementi più tecnici della squadra, senz'altro, ma i tifosi del Toro sanno apprezzare soprattutto l'impegno e la maglia sudata: i pareri su Pedersen sono certamente cambiati.

Sappiamo che lo stavate aspettando, eccovi servito il dolce: parliamo di Alberto Paleari. Prelevato dal Benevento nell'estate 2024, il classe '92 è arrivato per fare il secondo di un insostituibile Vanja. Pochissimo spazio per lui, inevitabilmente: si approcciava a Natale 2024 con la consapevolezza di essere un grande leader nello spogliatoio ma con soli 90 minuti nelle gambe. Quest'anno il vento è a suo favore: è partito come secondo portiere, sì, ma l'infortunio di Israel gli ha dato la possibilità di mettersi in evidenza. La conseguenza? Paleari ha mostrato a tutti di essere in grado di infondere la stessa grinta nei compagni anche dal campo. E non solo: è anche un portiere estremamente affidabile. L'infortunio dell'uruguayano l'ha fatto scendere in campo, lui si è preso quest'opportunità, ha tirato fuori dal cilindro grandi prestazioni e ha convinto Baroni che quel posto, quel numero 1 che ha sulle spalle, se lo merita eccome. Paleari è il nuovo idolo dei tifosi. E scusate se ci commuoviamo davanti a una storia così bella. Perché questo è calcio.